L’uomo dell’account

L’uomo dell’account

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Ho visto il suo bel cazzone sul suo account, nella sezione foto, quando mi ha chiesto l’amicizia nella chat, nell’annuncio c’è scritto che va con le donne ma si vorrebbe fare un culetto maschile.
Un affare bello grosso, non era proprio duro ma già così bello cicciotto e lungo, la pelle bianca.
Sono rimasto subito intrigato, il buchetto, la mia delicata fighina posteriore, ha avuto un sussulto, quella sensazione di leggero prurito, la smania che mi prende quando inquadro un cazzo che mi piace.
Anche il pisellino sotto misura mi è venuto duro.
Il signore che lo possiede è maturo, sulla sessantina.
Mi piacciono i maturi.
Mentre guardo la foto penso a come sarebbe bello leccarglielo, succhiarlo, tirargli un bel pompino, ingoiare tutto per benino.
Poi, quando si riprende, mettersi lì, alla pecorina e farselo sbattere nel culo fino a non poterne più.
Tra l’altro, tutto sommato, non vive molto lontano, un’oretta di treno, anche meno.
Ci scambiamo qualche messaggio, delle mail, si vede subito chi è il maschio e chi la femmina, mi chiama troietta da scopare, mi dice anche che si è fatto solamente due culi maschili e gli sono piaciuti, che gli piacerebbe riprovare, lo stuzzico un po’ parlandogli del mio culetto morbido e glabro e della mia bocca instancabile, infine decidiamo di conoscerci.
E’ stato chiaro, innanzitutto vuole il culo.
Lui non può ospitare, è sposato, quindi verrà da me, io ho un posto, la casetta della zia, ci viene solo in vacanza ed adesso non c’è nessuno.
E’ arrivato in treno come gli avevo consigliato, i parcheggi sono un casino.
Scende poca gente, lo riconosco subito, un bell’uomo, vestito bene.
Mi avvicino e mi squadra, noto l’approvazione nei suoi occhi.
Ci stringiamo la mano ci (ri)presentiamo: “Ciao, sono Rosy”, lui sorride: “Io R.. Sei meglio che in foto”.
“Anche tu”, rispondo.
Ci avviamo a piedi, l’appartamento dista un centinaio di metri.
Mi dice che abbiamo un paio di ore, deve arrivare a casa per cena.
Basteranno.
Dieci minuti dopo entriamo (un po’ furtivamente) nel palazzo, lì mi conoscono tutti.
Lo accompagno direttamente in camera, inutile perdersi in altri convenevoli, però vuole andare in bagno.
Gli faccio vedere dov’è.
Nel frattempo mi spoglio velocemente, voglio essere nudo, anzi, nuda, mi piace tantissimo stare senza niente addosso.
Invece di aspettare vado verso il bagno, la porta è socchiusa, entro quasi furtivamente, mi sfugge un sorriso, è sul bidet. Gentile e pulito.
Allungo la mano e glielo tocco: “Dai, amore, ti lavo io…” mi guarda un po’ sorpreso ma compiaciuto.
Lo insapono, gli accarezzo il cazzo e le palle, la pancia, si eccita, gli viene duro.
Proprio bello, come in fotofrafia.
Voglio dimostrargli che sono proprio la troia dell’account: “Potevi anche non farlo, ci avrei pensato io, con la bocca!” gli sussurro nelle orecchie mentre le lecco.
Dai andiamoooo!
Ho una voglia tale che mi scoppia il cervello.
Torniamo di là, io non gliel’ho più mollato, lui mi appoggiato una mano sul culo, mi passa il dito nel solco.
“Hai proprio un bel culetto, liscio e pulito”.
“E’ tutto tuo, voglio che me lo sfondi”.
“Certo che te lo sfondo!”.
Prendo una punta del gel lubrificante che ho portato con me, mi piego sul letto.
“Semmai te lo succhio dopo, adesso sbattimelo dentro, ho troppa voglia”.
E’ anche quello che desidera lui.
Tra l’altro è da un po’ che non lo prendo nel culo, solo femmine ultimamente e non andava bene.
Il tipo è in forma, me lo butta tutto dentro con unico colpo. Aprendomi come una cozza.
Finalmente!
Il dolorino iniziale mi fa uscire un urletto.
“Ti ho fatto male?” domanda, più incuriosito che preoccupato. Io mugolo di piacere, lo incito: “Non è nulla… dai, amore, fottimi, dammelo tutto, fammi vedere cosa sai fare…”.
Un martello.
Sbrodolo dal cazzo come una fontana.
Adoro farmi sbattere in quel modo, senza riguardo, il cazzo in culo è il massimo della goduria, soprattutto quando è un così gran bel cazzone, esperto, che mi squassa e riempie e mi fa sentire femmina posseduta.
Non capisco più niente e continuo a blaterare frasi sconnesse: “Tesoro… ahi… su… spaccami il culo… spingi forte… forte… dammene tanto… non venire…”.
E lui blam, blam, colpi potenti, cambi di ritmo.
Mi sculaccia, tanto per gradire, grandioso!
Va avanti ancora parecchi minuti, mi accorgo che sta per finire dall’aumento del suo ansimare.
Mi chiede se lo deve tirare fuori.
“Noooooo! R., vienimi dentro, voglio sentire la sborra… dai…. dopo te lo bacio ma la sborra la voglio dentro!”
La sborra la voglio sempre dentro.
Nel frattempo ho iniziato a masturbarmi, mi ci vuole poco, viene lui e sento il liquido inondarmi l’intestino, profondo, il massimo, già questo può provocarmi l’orgasmo, infatti un attimo dopo, quasi piangendo schizzo sul letto sotto di me.
Ci accasciamo, uno sopra l’altro, immobili.
Lentamente si sposta, sta un attimo sdraiato poi accenna ad alzarsi.
“Do vai?”.
“In bagno, a lavarmi”. Risponde.
Che palle questo.
Lo trattengo, si distende di nuovo sulla schiena, mi metto a cavalcioni sui suoi piedi: “Cosa ti avevo detto?”.
Comincio a leccargli la pancia, poi le cosce, le palle.
Mi dedico al cazzo, è impiastricciato di gel, sborra ed altre robe che erano dentro al mio culo.
Va benissimo così.
Ce l’ha a riposo, lo bacio, poi ci passo la lingua, ovunque, sul tronco, il frenulo, la cappella sopra e sotto, vena per vena, interstizio per interstizio.
Lucido come uno specchio.
Pian piano riprende vigore, io vado avanti a succhiarlo, a mandarlo in gola, me lo mangerei.
Gli domando se vuole ancora incularmi mi risponde che gli piace così, che vado avanti con la bocca.
Bello.
Me lo gusto come un gelato, con soddisfazione.
Dopo parecchio che gioco a quel modo mi avverte che sta per venire di nuovo, allora lo trattengo in bocca, faccio su e giù con la testa fino a farlo esplodere.
Questa volta urla, è un orgasmo potente, io assaporo la sua sborra, la trattengo un attimo in bocca poi la mando giù.
Adesso non ne ha più, stiamo un po’ lì a parlare, di quando mi sono accorto che mi piaceva il cazzo, rispondo che lo prendo in culo da sempre, poi di sua moglie, gli domando ridacchiando se quando va a casa riesce a scoparla dopo oggi, lui, sempre ridacchiando mi risponde che la scopa due volte al mese, non è questa la serata, gli fa anche il culo ma non come ha fatto con me, così potentemente.
Io gli rivelo che ho la ragazza, che la vedo anche stasera, magari mi fa un pompino.
E’ comodo andare anche con le donne, così quelli che non sanno non sospettano che sei puttana e ti fai sbattere.
Mentre parliamo io sono disteso sulla schiena, lui mi accarezza il culo io gli stringo in mano il cazzo.
Ma si sta facendo tardi, le due ore sono volate.
Lo accompagno in stazione, ci scambieremo e mail.
Sto andando verso casa, ho ancora la sua sborra dentro, nell’intestino e enello stomaco.
Ce la terrò il più possibile, solo il pensiero che è lì, di quello che ho appena fatto, me lo fa tornare duro.
Ho di nuovo voglia, penso che lo contatterò presto.
 

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