La troia che è in me

La troia che è in me

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Erano tre mesi che avevo iniziato la cura ormonale al sistema endocrino per rendere il mio corpo il più attinente possibile alla mia vera natura e in più mi ero persino fatta impiantare due protesi che resero il mio seno prosperoso: finalmente iniziavo a vedere i risultati, non mi crebbero più peli in faccia nè da altre parti, ma soprattutto i miei testicoli e il mio pene si erano rimpiccioliti e avevano smesso di funzionare. Ma tutto ciò non sarebbe servito a nulla se non avessi usato il mio nuovo corpo per trarne piacere, così decisi di prostituirmi. Scelsi con cura i miei vestiti: un paio di autoreggenti di pizzo rosse abbinate al reggiseno e (il tutto senza mutande), sopra un tubino di pelle aderentissimo accompagnato da scarpe tacco 12. Mi sedetti su una panchina in una posa osé ed aspettai. Il primo cliente fu un vecchio che mi si accostò e si slacciò la patta: il suo pene era corto e spesso, la cappella bianca. Iniziai a segarlo, poi posi le labbra sul suo fallo, tirai fuori la lingua per assaporare qualche goccia di liquido prespermatico. Cominciai un pompino appassionato, ma lui, data l’età, non durò e venne senza nemmeno produrre del seme da farmi assaporare: mi lasciò 50€ nelle tette e se ne andò… Di seguito arrivò un uomo nero, alto con una leggera pancetta e con un pacco notevole. Sguainò il suo randello d’ebano e disse: «Voglio la tua figa». Io imbarazzata sollevai la gonna mostrando il mio piccolo segreto. Lui, non so perché, prese a segare il mio pisellino fino a ciucciarlo. Però quando vide che non si alzava, prese a scoparmi la bocca con violenza e a fare delle pause per pisciarmi addosso: durò un’ora finchè non iniziò a penetrare la mia passerina senza profilattico: la sua sborra calda mi invase l’intestino… Uscì, gli pulii il cazzo, ingoiando tutto, poi mi disse:«Tu, da oggi verrai a vivere con me e sarai la mia serva, il tuo nome sarà Angela»…
Continua…
 

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