La coda ovvero la frusta

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La coda ovvero la frusta

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Mio zio è stato in un non ben precisato paese dell’est europeo.
Fra le cose che ha riportato c’è una frusta, ha il manico in legno con attaccata una parte di cuoio intrecciato che termina con un’unica striscia con un pennacchio in cima.
Mi ha detto che la usano per addestrare i cavalli.
Oggetto totalmente inutile, ad un certo punto me l’ha regalata, io l’ho appesa al muro in camera mia.
Un giorno siamo lì, io ed il mio amichetto del cuore, nudi.
Quando siamo nella cameretta siamo quasi sempre nudi, tanto in casa non c’è nessun altro, tutti al lavoro.
Perché noi ci baciamo, ci tocchiamo, ci seghiamo, ci succhiamo e ci inculiamo fin da quando eravamo piccoli.
Come due fidanzatini.
Anche se ci facciamo queste cose a vicenda la femmina della coppia sono io, quello che viene scopato per bene. Mi piace fare la femmina, mi metto anche le cose di mia sorella.
Io vengo quando me lo mette nel culo, senza toccarmi, soprattutto quando mi sborra dentro, a lui questa cosa non è mai successa, sarà perché il mio pisello è cresciuto appena, è rimasto quasi come da piccoli e lo sente poco mentre lui ce l’ha come un uomo e mi riempie tutto.
Fin da quando abbiamo cominciato ci piace giocare col mio culo, infilarci le cose, oltre che il suo cazzo.
Ad un certo punto, mentre io sono giù alla pecorina pronto per la scopata stacca la frusta dalla parete, gli chiedo cosa vuole fare, che non mi piacciono le frustate, mi risponde che non vuole frustare nessuno.
In bagno prende il sapone liquido, ne spruzza un po’ sul mio buco e un po’ sul manico della frusta.
Prima mi infila dentro un paio di dita per allargarmi, mi piace tanto quando lo fa, poi comincia a penetrarmi col manico della frusta, all’inizio fa abbastanza male, però non mi dispiace.
Va dentro lentamente. Giù, sempre più giù.
Quando trova degli ostacoli spinge e li supera.
Talmente dentro che ad un certo punto gli dico di fermarsi che ora mi fa male e ho paura che mi si rompe qualcosa.
La frusta è ben incastrata, cammino per casa come se avessi una lunga coda.
È divertente.
Mi succhia e la muove avanti e indietro, bello, poi io succhio lui, poi facciamo un sessantanove sul fianco, io ho sempre la frusta dentro e il suo cazzo in bocca.
Devo dire che mi piace proprio, una goduria come se mi prendessi due cazzi contemporaneamente.
Infatti gli vengo in gola, è stato fortissimo, da piangere.
Quasi contemporaneamente ho fatto venire anche lui con la bocca, però non l’ho mandata giù subito.
L’abbiamo tenuta lì tutti e due, poi ci siamo baciati con la lingua e l’abbiamo mescolata, dopo abbiamo ingoiato.
Quanto ci riesce facciamo sempre così.
Mi sfilo via la frusta, sempre lentamente perché è ruvida. Dico all’amichetto che è stato bello ma che io preferisco comunque il suo cazzo nel culo a quella cosa.
Allora mi dice di farglielo ritornare duro che mi incula.
Mi ci vuole un minuto, è bastato toccarlo e dargli due baci sulla cappella.
Un gran bella inculata, è entrato ovviamente in un attimo, ero spanato e insaponato, è durato tanto poi mi è venuto dentro, mi piace la sborra dentro, mi piace la sborra, in generale. Così tanto che sono venuto di nuovo anch’io, solo col culo come sempre.
Adesso usiamo spesso la frusta, ha voluto provare anche il mio amichetto a mettersela dentro, ma lui ce l’ha ancora stretto, sentiva troppo male e ha rinunciato. La coda a frusta ora ce l’ho solo io.
Delle volte la uso anche quando sono da solo e mi faccio le seghe, con quell’affare nel culo quando vengo godo dieci volte tanto, come quando vengo col culo se mi sbattono per bene. Tutto diverso dalle normali sborrate.
Provare per credere.

 


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