Il tipo dell’autostop

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Il tipo dell’autostop

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Frequentavo il 2°anno dell’istituto industriale e l’orario delle lezioni era spezzato, 4 ore la mattina e 4 il pomeriggio e un giorno a settimana, l’ orario era di 5 ore pomeridiane.
Fu proprio in uno di quei giorni che essendomi trattenuto a chiedere delle spiegazioni al mio insegnante, persi il pullman che mi avrebbe portato a casa, erano le 6 del pomeriggio e il prossimo autobus sarebbe partito alle 9.
Decisi allora di incamminarmi facendo intanto l’autostop confidando in qualche brava persona che mi desse un passaggio.
Eravamo nell’anno 1965 e la gente era molto piu’ fiduciosa di adesso, infatti dopo pochi minuti una macchina si fermo’ e l’uomo alla guida mi chiese dove andassi, gli dissi la mia destinazione e mi fece salire.
Ci guardammo per un attimo e partimmo, dopo un po’ l’uomo mi disse che ero un bel ragazzino, arrossendo lo ringraziai e ricambiati il complimento dicendogli che lui era un uomo attraente, ma non lo dissi pro forma, lui era davvero un bell’uomo.
Mi ritrovai senza quasi rendermi conto a fissarlo intensamente provando un’ insolito interesse.
Lui si avvide di tutto e fermo’ l’auto in una piazzola.
Mi stai guardando disse, qualcosa non va?, no, e’ tutto a posto risposi guardandolo fisso negli occhi.
Mi accarezzo’ dolcemente e si struscio’ la mano sulla patta
, io guardavo e non so come ebbi il desiderio di avvicinare il collo alla sua bocca aspettando un suo bacio che non tardo’ ad arrivare provocandomi piacere,prese la mia mano e me la fece poggiare sul cazzo che sentivo duro e grosso da sopra i pantaloni.
D’impulso tirai giu’ la lampo, misi la mano nei pantaloni e gli tirai fuori il cazzo iniziando a segnarlo con voglia e riflettendo allo stesso tempo che prima di allora non avevo mai provato attrazione per un uomo, ma fu un attimo, maneggiare quel cazzo mi distrasse totalmente dai miei pensieri, volevo solo vederlo sborrare, l’eccitazione mi pervadeva di brutto.
Fermati disse, qui puo’ vederci qualcuno. Rimise il cazzo dentro e riparti’ imboccando poco dopo una stradina laterale. Fatte poche decine di metri si fermo’ dietro una casupola semi diroccata che ci nascondeva.
Tiro’ giu’ pantaloni e slip e mise in mostra il suo enorme cazzo che mi affrettai a riprendere in mano mettendomi a segarlo con foga leccando contemporaneamente la cappella, apri la bocca mi disse, obbedii e venne come una fontana scaricando la sborra sul mio viso e nella bocca.
Mi prese la testa tra le mani, mi infilo’ il cazzo in bocca e la scopo’ fino a scaricare di nuovo altra sborra che ingoiai.
Ripartimmo e una volta arrivati mi disse che avrebbe voluto rivedermi.
Acconsentii e lui mi lascio’ nome, indirizzo e numero di telefono.
Pregustavo gia’ un’altra dose del suo cazzo.

 


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