Il maestro di tennis 3

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Il maestro di tennis 3

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Tornai a casa tutti contento, avevo scoperto che avere nel culo un cazzo era una cosa bellissima, ti senti di appartenere completamente a colui che ti scopa e poi sentire la sborra invaderti il culo, giurò è una cosa che ti fà sentire bene, purtroppo anche dopo quella volta dovetti aspettare molto prima di andare ancora da Franco, c’erano gli esami ed io volevo avere un bel voto, ci detti dentro di brutto, volevo diplomarmi con un voto che facesse felice prima me e poi i miei, arrivai alla maturità veramente stanco, avevo dormito anche pochissimo per studiare, il mio incubo era di impappinarmi davanti ai prof,
avevo paura di un blocco mentale, arrivai poi agli esami stanchissimo, avevo dormito pochissimo, il giorno degli scritti ero teso, non salutai neppure i miei compagni di scuola ma….. andò bene, anzi benissimo poi gli orali e lì la paura era al massimo, ero bianco come un cencio e i prof mi chiesero se stessi male, risposi che era la tensione nervosa al massimo, i prof mi fecero all’inizio delle domande facili mi rassicurai e tutto andò bene risultato 59 sessantesimi, uscìì dall’aula e feci un grido di liberazione, o miei compagno si avvicinarono a me e li abbracciai uno per uno.
“Eri bello teso i giorni scorsi”
“Scusatemi tutti ero troppo concentrato, che ne dite per una pizza?”
“Siiiiiii”

Nei giorni successivi mi rilassai, dormivo anche fino a tardi, il mio corpo nonostante la maggiore età non si era ancora sviluppato, ero ancora piccolo e sembrava che avessi diversi anni in meno, ma questo non mi dava fastidio tanto non ero interessato alle femmine.
Improvvisamente una mattina mi venne la voglia di Franco, una voglia forte, insistente per cui suonai al suo campanello, ma non arrivava nessuno, ora era diventata frenesia avevo bisogno di lui, ne sentivo l’esigenza, stavo per andarmene quando la porta si aprì
“Ivano!!!! finalmente”
Franco era in accappatoio, aveva ancora i capelli bagnati
“Franco non sei contento che io sia qui?”, mi guardava meravigliato
“Vedi sono impegnato adesso”
In quel momento dalla doccia uscì un’altro ragazzo, era un pò effeminato, sembrava un cerbiatto, alto come Franco biondissimo dai capelli lisci lunghi, un viso dai lineamenti molto delicati un torace senza un filo di grasso, un bel ragazzo ma io mi sentii morire
“Addio Franco” dissi e me ne andai.
Quella sera dopo cenato uscii per fare due passi, ormai maggiorenne potevo uscire senza problemi.
Feci un lungo giro, non faceva molto caldo ma era umido improvvisamente mi trovai fuori da uno di quei bar di gay, entrai e chiesi una birra, mentre stavo bevendo mi affiancò un signore con un bel pò di barba, capelli grigio neri con un pò di pancia e avevo addosso un profumo dolciastro
“Ciai ragazzo è la prima volta che ti vedo, io mi chiamo Roberto”
“Io sono Ivano, è la prima volta che vengo qui”
“Sei molto carino”
“Grazie mille lei ha una bella barba ma molto curata”
“Graziee è la prima volta che me lo dicono, hai qualcuno?”
“Fino a oggi pomeriggio si dopo no”
“E”’ l’hai trovato con un altro vero?”
“Si, non sul fatto ma era chiaro il tutto”
“Mi dispiace”
“Sai adesso che ci penso, non ho sofferto per niente”
“Scusami se te lo dico ma sei attivo o passivo”
“Passivo signore solo passivo”
“Senti andiamo a sederci?
“Andiamo”
Il bar aveva dei piccoli privè, ci andammo e ci chiudemmo dentro, io mi misi vicino a lui, il posto era proprio strettino, lui mi mise un braccio sul collo e ci baciammo, lui da attivo mi mise subito la sua lingua nella mia bocca io con la mano destra gli accarezzavo il cazzo ancora dentro il pantalone allora lui slacciò il pantalone ed estrasse il suo cazzo già duro, era un cazzo lungo ma poco largo, ci guardammo in faccia e ci capimmo, dopo aver slacciato la cintura dei miei pantaloni mi infilai sil suo cazzo con le braccia mi attaccai al suo collo ci baciammo ancora poi lui iniziò a muoversi dentro di me, il ritmo si fece subito calzante martellante,, lui capì il mio stato, capii che stavo godendo allora per non far sentire che stavo gemendo mi baciò, un bacio lunghissimo, sensuale, io godevo godevo ma la mia bocca era attaccata alla sua bocca, quando capii che stavo sborrando presi dal tavolo 4 fogli di carta e la mia sborra finì tutta lì, poi sentii il mio culo essere invaso da una cascata di sborra densa e calda, io stetti infilato su di lui ancora per un bel pò, poi mi sfilai e mi bloccai il culo con dell’altra , , lui f+ molto felice del mio gesto, ci mettemmo a posto e prima di aprire ci baciammo ancora, ci demmo il numero di cellulare e poi tornai a casa.

 


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