Il culo di tutti

Il culo di tutti

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Siamo andati a fare il bagno nel torrente, siamo parecchi ragazzi del paese.
Stiamo lì, distesi sui nostri asciugamani, c’è anche Maurizio che dopo un po’ fa in modo che io e lui possiamo appartarci senza dare nell’occhio.
Passeggiamo lungo la sponda per qualche centinaio di metri, poi superiamo un’ansa piuttosto complicata, arriviamo ad una spiaggetta nascosta, lì stendiamo di nuovo le salviette ma questa volta ci tiriamo via le ciabatte ed il costume e rimaniamo nudi.
Mi indica il suo cazzo, la maggior parte della volte mi prende e me lo sbatte nel culo, invece oggi lo sego e glielo lecco, gli lecco anche le palle, la pancia, i capezzoli, mentre lui mi tocca il culo, ci mette un dito dentro e fa su e giù.
Devo dire che il suo dito nel culo mi fa godere.
Però adesso ci vuole mettere dentro il cazzo.
Mi dice di bagnargli bene la cappella, ci faccio colare sopra della saliva poi mi metto giù, sulle ginocchia e la testa appoggiata sull’asciugamani, e tengo le natiche larghe con le mani.
E’ tranquillo, delicato e me lo mette dentro piano piano, senza farmi male, tutto quanto.
Oggi anche il suo cazzo mi fa godere, più del dito.
Fa caldo e c’è tempo, mi scopa lentamente ma decisamente col suo bastone scuro, senza risparmiamene nemmeno un centimetro, un colpo dopo l’altro, al frinire delle cicale ed al nostro ansimare si unisce il rumore del suo ventre che batte contro le chiappe rotonde.
E’ un’inculata bella lunga, ci mette parecchio, capisco che gli monta l’orgasmo perché dice qualche parolaccia, aumenta l’intensità del suo respiro e la potenza della scopata, come fa sempre mi sborra profondamente dentro, con un lunghissimo ahhhhhhhh!
Ci stendiamo di nuovo, vicini, parliamo un po’, le solite cose sconce, parla del mio culo, dice che gli piace inchiappettarmi, sborrarmi dentro e quando la sua sborra mi rimane lì, che ce l’ho caldo, che sono una “bella inculata” soprattutto da quando faccio il bravo e tutto quello che vuole, non mi faccio più desiderare ma ci sto sempre ed ho imparato anche fare i pompini, sono meglio delle ragazze che fanno le preziose per dartela.
Poi vuole sapere le cose da me, all’inizio mi vergognavo a raccontare, adesso no, allora gli racconto che qualche giorno fa mi ha inculato un altro del paese, allora vuole sapere cosa abbiamo fatto, ed io: “Mi ha aspettato per strada e me l’ha cercato, io non ci volevo andare perché lo sai com’è, fa schifo… però ha minacciato di sputtanarmi e ci sono dovuto andare, mi ha portato nella sua capanna in campagna, ha insistito e gliel’ho preso in bocca solo un attimo, perché puzzava, faceva schifo.
Allora me l’ha messo nel culo, steso sopra ad una balla di fieno… mi ha fatto male, ce l’ha grosso come te ma è entrato a razzo e picchiava giù come un martello… mi è venuto dentro poi gliel’ho dovuto lavare io, glilo tenevo in mano nel lavandino… ha detto che mi verrà ancora a cercare e devo fare il bravo, mai io non ci voglio più andare”.
Maurizio, invece, afferma che lo dovrò fare, perché quello lì è un bastardo e lo fa sapere a tutti che lo prendo nel culo, magari anche a mio padre, che mi ammazza.
Poi mi domanda cosa ho visto in giro in casa, rispondo che ho spiato mia sorella che si faceva la doccia, mi ha chiesto se si toccava, gli ho risposto di no, però si strusciava un casino la spugna sulla figa e sospirava. Dice che gli piacerebbe passargliela lui la spugna. Mi chiede di mia madre, non mi va molto di parlare di lei però insiste, mi ha rivelato che gli piacciono le sue tette che sono grosse, belle alte e dure, ovviamente mi capita di vederle e devo raccontarglielo, mi chiede se ho sentito i miei che scopano, io gli ho sentiti e glielo dico, allora Maurizio si eccita, mi prende la mano e se l’appoggia sul cazzo, mi dice che immagina mia madre che cavalca mio padre e gli ballano le tette.
Lui si permette di dirmi queste cose perché mi comanda, sono la sua fedele cagnetta.
Gli torna durissimo quando gli racconto che è venuta a trovarci una mia cugina più grande, è famosa in paese perché è una figa incredibile, è restata qualche giorno ed io l’ho vista in reggiseno e mutande, un perizomino invisibile, un culo da schianto.
Ora è bello carico glielo devo prendere in mano e poi in bocca, non si è lavato e puzza un po’ del mio culo.
Resisto e succhio lo stesso, una volta non l’avrei fatto.
Ma vuole di nuovo il culo, allora mi metto nella stessa posizione di prima, col buco in su e la testa sulla salvietta.
Entra facile, sono ancora bagnato, dentro c’è sempre la sua sborra.
Mi scopa per qualche minuto, poi si ferma di colpo, addrizza le orecchie.
Si tira via velocemente, rialzandosi, mi dice di non muovermi.
Adesso vedo anch’io, dalla parte del torrente sono sbucati fuori due uomini, in bermuda e stivali di gomma, con la canna da pesca in mano.
Gridano qualcosa, allora Maurizio si avvicina, parlano per qualche istante, lui fa di si con la testa poi torna da me, mi dice di stare fermo come sono.
Io vorrei scappare ma loro sono già ad un metro da me.
Maurizio ha preso il costume e le ciabatte se l’è filata, io sono rimasto lì.
I due ridono, uno lo conosco, l’ho visto con mio padre l’altro mai incrociato.
Mi dicono che sono un frocetto in calore e che adesso ci pensano loro, ora vorrei veramente fuggire ma quello che conosco mi ha messo una mano sulla testa e me la schiaccia a terra.
L’altro va dietro, sento la zip che si apre, i bermuda scivolano giù.
Le sue mani sui fianchi piagnucolo sommessamente, dico che non voglio, di lasciarmi stare, ovviamente è inutile.
“A Maurizio si ed a me no?” mi domanda retoricamente quello dietro.
Me lo sbatte nel culo senza pietà, fa male, è grosso, mai preso uno così, avrebbe dovuto essere una cosa preparata, lenta, ma il quel modo!
Urlo, ma nessuno può sentirmi, lui non me ne risparmia neppure un centimetro, tutto fuori poi wraaaam! Di nuovo fino in fondo, mi colpisce dentro, gode a farmi male.
Per decine di volte, nel frattempo l’altro ride e mi chiede se mi piace, poi mi insulta, dice che sono una femmina, una troia e che mi sfondano il culo, che me lo ricorderò.
Finalmente quello che ho nel culo sborra, finisce.
Ora tocca al conoscente, mi lascia la testa, io resto lì, non ho la forza per muovere un muscolo, va dietro, mi penetra, con la stessa irruenza del primo, mi spacca il culo, fa male ma adesso sono sottomesso, ce l’ho aperto, slabbrato e non batto ciglio.
Si accorge che non reagisco allora ad ogni spinta mi da un pacca sul culo, gemo, è contento.
Quando finisce ho le chiappe viola, il buco rosso porpora che mi brucia come il fuoco.
Ovviamente mi è venuto dentro, ho il canale pieno di sborra.
Sono in ginocchio i loro cazzi davanti alla faccia, mi dicono di pulirglieli che glieli ho sporcati, siccome sto fermo uno mi prende per i capelli e me lo struscia sulla bocca, allora la apro e faccio quello che vogliono, per un po’, poi gli dico che sto per vomitare allora si fermano.
Prima di andarsene mi ordinano di non dire niente a nessuno, che se lo faccio mi infilano un palo nel culo , che se avranno voglia mi verranno a cercare loro, che non potrò dirgli di no, altrimenti sanno loro come sputtanarmi, che adesso gli devo obbedire.
Ora sono solo, mi rialzo ma mi fa male il culo ma soprattutto la pancia, dentro, dove hanno picchiato quei cazzoni.
Non trovo il costume e non so come fare, non posso tornare nudo.
Fortunatamente arriva Maurizio, ce le ha lui, lo ha preso assieme a lui.
Gli dico che è uno stronzo, che mi ha lasciato lì, mi risponde che non ha potuto fare diversamente, che altrimenti quei due sarebbero tornati in paese ed avrebbero raccontato a tutti quello che avevano visto.
Mentre caco la sborra nel torrente e mi sciacquo il culo gli dico che adesso sono nella merda, che mi devo fare sbattere da loro e fare tutto quello che vogliono altrimenti se la cantano. Io non lo voglio fare ma non so come evitarlo.
Lui mi risponde che purtroppo hanno ragione, devo fare come vogliono per non fare sapere a tutti quello che è successo, quello che faccio con il culo e la bocca.
Due giorni dopo viene a cercarmi a casa, chiede di me a mia madre, lei mi chiama ed io vado con lui, ml sono appena ripreso ma mi incula alla grande, di gusto, dopo lo spompino e sembra più carico del solito. Mi dice che mentre quei due mi sbattevano in quel modo duro si è eccitato, ha visto tutto, si capisce che sono nato per prenderlo, che lo reggo bene.
Ha visto giusto, i due sono tornati, anche il porco da cazzo puzzolente. Anche altri, ai quali hanno raccontato, io ci vado, il culo di tutti.
E’ dura, ma, forse, anche se non lo voglio ammettere, mi piace.
 

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