Fieramente nel culo

Fieramente nel culo


La prima volta che mi hanno infilato qualcosa di strano ed inconsueto dentro al culo ero studente universitario, matricola al primo anno. Avevo risposto da un annuncio per una camera in un appartamento ed adesso convivevo con altri due ragazzi.
Questi, tipi svegli, avevano capito subito con chi avevano a che fare, ovvero con una giovane troia dal culo e la bocca affamati di cazzo.
Sempre arrapati mi scopavano a più non posso.
Anche quel giorno ero, come di consueto, sulle ginocchia piegato sul divano nel soggiorno e loro mi inculavano a turno, un po’ l’uno ed un po’ l’altro, davanti al televisore. Nulla di particolare, questa era la consuetudine, infatti, come ho detto, da parecchio tempo l’incularella quotidiana (con annessi pompini, limonate, leccate di culo e quant’altro), era diventato in nostro passatempo preferito.
Io ero la più femmina” del trio, amavo sculettare nudo o con un paio di minuscole mutandine da donna davanti a loro, calato nel ruolo di vamp, per poi farmi sbattere senza ritegno, completamente sottomesso alle loro voglie.
Loro due non erano certamente i soli con i quali scopavo, anche altri che venivano in casa, amici miei e loro, ma quelle sono altre storie, però fra noi si era sviluppata una grande confidenza che ci portava a fare di tutto, non c’erano pudori di alcun tipo.
Maurizio ha avuto l’ispirazione da artista d’avanguardia e ha preso da una mensola una statuetta che rappresenta un soldato sull’attenti, una di quelle guardie inglesi di Buckingham Palace col cappellone nero e lungo, proveniente da qualche viaggio a Londra dei padroni di casa, piuttosto affusolata, me l’ha mostrata: “Guarda, dolcezza, ora te la metto dentro!”, ci ha sputato sopra e ricordo che non ho avuto il tempo di dire nulla che già la testa, con annesso colbacco, nonostante fosse grossina, ce l’avevo nell’intestino, quando si è trattato delle spalle la cosa si è fatta più complicata, ma Mauretto ha spinto finché si è udito un “blop” ed anche queste sono entrate, ho uggiolato un po’ perché ho provato un certo dolorino: “Ahi! Accidenti, Maurì, fai piano!”, ma ormai il peggio è passato e la statuetta è scivolata lentamente quasi tutta dentro, solo i piedi sono rimasti fuori.
I miei amichetti ridacchiavano mentre stanno cercando di muoverla su e giù, non era facile, fortunatamente ero piuttosto bagnato.
Nel frattempo mi mettevano il cazzo in bocca, un po’ per uno, tanto per gradire.
Sono andati avanti per parecchi minuti, grazie alla particolare stimolazione il cazzo mi gocciolava e questa cosa li divertiva parecchio.
Il problema è sorto quando hanno deciso di tirarla via, la giacca rossa, subito sopra i pantaloni, si allargava come una grondaia e si appoggiava sull’anello dello sfintere ad impedire l’uscita, in più c’è stato una sorta di effetto ventosa, il soldato si è impuntato, si è appiccicato alle pareti e in definitiva non voleva saperne di uscire, ho iniziato a gemere, ora mi facevano parecchio male, poi grazie alle sputazzate ed alle rotazioni che i due gli imprimevano, finalmente è venuto fuori.
Tanto per sistemare le cose i cazzi dei due si si sono infilati a turno al suo posto anche se mi bruciava il fiorellino, come cura mi sono venuti entrambi dentro, non c’è niente di meglio della sborra per spegnere il fuoco.
Siccome continuavo a lamentarmi, dicendo che mi avevano fatto male ed avevo goduto poco (in realtà farmi spaccare il buco del culo con quella cosa mi era piaciuto eccome, mi ero spaventato solamente quando il soldato non voleva saperne di uscire) per risarcimento mi hanno fatto succhiare ancora il loro cazzi e bere la sborra.
La storia della statuetta nel culo ha fatto il giro di tutti quelli che mi possiedono, mitizzata, la riproduzione in ceramica da quindici centimetri nei racconti è diventata grossa come un estintore.
Hanno voluto vedere, ci hanno preso gusto e dopo quella prima volta la guardia reale è finita ancora varie volte nel mio culo, assieme ad altre curiose cose che ci mettono e che io stesso ci infilo dentro.
Sono oggetti inconsueti, attrezzi vari, martelli, cacciaviti, soprammobili di tutti i tipi, oggetti in serie, come dodici palline da ping pong o tre arance, un numero imprecisato dei contenitori delle sorprese degli ovetti di cioccolato. Poi il telecomando del televisore, flaconi di deodorante, bagnoschiuma e sapone liquidi, bottiglie di tutte le fogge e misure, vino birra, liquori. Spesso una piccola paperella di gomma, una Barbie nuda ed il suo compagno Ken, altre cose che non ricordo.
Adesso sono succube di questa pratica, lo facciamo ogni vo0lta che è possibile.
Però non vengo penetrato da nulla di quello creato per lo scopo, come plug, dildo o vibratori, troppo banale.
Il fiero militare inglese mi inchiappetta con regolarità ed è sempre lì, sulla mensola che osserva, a volte sembra strizzarmi l’occhio, quando la paperella scompare nel mio buchetto.
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