Cuckold gay

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Cuckold gay

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Seppure la categoria non mi fosse mai piaciuta, ho iniziato a frequentare un escort perché Max era irresistibile. Quasi due metri, chili di muscoli di marmo (e non pompati come altri), un cazzo perfetto e un culo da sballo. Ne avevo però paura. La prima volta neanche lo toccai. La seconda lo fece lui perché altrimenti mi avrebbe mandato via “a calci in culo”. Dalla terza è iniziato il sesso vero. In tre anni, allora avevo 52 anni portati benissimo ma sempre 52, ogni due settimane passavo il pomeriggio da lui, vero piacere e vera agonia quando lo lasciavo. Perché l’ho capito al quinto anno ero innamorato di lui.
Lui mi chiamava buco, culo, troia ma mai con il mio nome, al massimo quello di altri suoi amanti e clienti. Eravamo arrivati allo stato di dominazione mentale più totale e io di sottomissione e fedeltà più appagante. Per lui ero uno dei tanti, per me era il mio Eroe. Con lui ho iniziato a bere, a farmi inondare dietro, ancora a prenderle oppure a farmi fistare. Tutto purché LUI GODESSE. Io spesso non venivo neanche o venivo se me lo ordinava lui.
Un giorno però capisco che non era concentrato, che non mi guardava negli occhi (azzurri verdi i suoi, glaciali o pazzi a seconda del momento) e gli chiedo come mai. “Sai ho un ragazzino che mi piace… faccio fatica a fare sesso con altri. Vorrei smettere di fare questo lavoro”.
Io pur di vederlo felice, accettai la sua decisione e non mi feci più vivo fino a quando niente mi dava più piacere. Né il BDSM, né massaggi, né elettro, né baci, niente. Lo chiamo e gli chiedo se posso almeno vederlo per ricevere un abbraccio. Ovviamente pagato. Ovviamente falso ma tutto pur di rivederlo. La voce era fredda ma alla fine acconsente.
Appena entrò in casa però capisco che c’è qualcuno. C’è lui. Il bel ragazzino. Veramente bello. 21 anni solo molto piccolo 165 cm ma con un corpo wow e lo ammetto un cazzone più grosso del mio. “Ah scusa sai è per lavoro che lo vedo. Lo Pago.” gli dico.
Il mio Max risponde: “capito un cazzo, ora ti metti quella tuta e inizi a leccare il culo di Giorgio mentre io me lo bacio e me lo palpo”.
“Ma io voglio te”
“O ubbidisci o neanche un abbraccio”.
Io mi spoglio e mi metto questa calzamaglia tutta setosa molto piacevole che noto che ha un buco proprio dietro ma il viso coperto bocca a parte.
Inizio il mio dovere e mi piace perché dal culo di Giorgio sento il sapore di Max, dolce, potente inebriante. Devo entrare dentro meglio. Mi blocca con la testa e continuo per tre minuti a leccare. Esausto alzo la testa e mi trovo le braccia legate da Max che mi toglie la cuffia. E mi fa leccare ed altri cinque fino a quando mi dice:
“Adesso ti faccio vedere chi mi fa godere”. Max infila il cazzone a Giorgio e si scaldano, sudano, urlano, si avvinghiano e si dimenano. E io ho il cazzo durissimo ma sono in ginocchio. Mi alzo cercando di far parte di loro.
Giorgio ride e Max mi dice “Forse non hai capito che sei uno schiavetto gay cuckold. Che devi solo vedere o ubbidire. Rimettiti in ginocchio che ti lego le caviglie. A noi serve solo la tua lingua”.
Io inizio a piangere con lacrime e tremolio ma loro si eccitano ancora di più. “Guarda l’angioletto, quando è solo una Troia che ha bevuto fiumi di sperma”
Giorgio: “piange, che scemo”
Io sto zitto e spero tutto finisca presto seppure dopo un’ora, ho vergogna a dirlo, ero intontito da loro, dal vederlo così uniti. A leccarsi fra loro, a bere i loro umori e ancora a darsele.
Giorgio esausto mi dice “ehi cuc ma un cazzone non lo vuoi visto che sei ancora così eccitato?”
Io penso al cazzone di Max o al suo e dico “Sì, te ne prego…”
“Aspetta…”
E da un cassetto tira fuori un dildo gigantesco.
“No ma pensavo uno vero”
“Tesoro quello di Max è solo mio. Io sono il suo angelo. Tu eri e sei solo un servo. E ringrazia che ti accettiamo”.
“Beh allora dildo no Grazie”
Max sente, mentre era a dissetarsi nell’altra stanza, e inizia:
“Tu ora ti fai allargare perché se questa notte non vogliamo alzarci a pisciare o ci dai il culo o la bocca. chiaro?”
Non riconoscevo più Max e ne avevo paura ma più piangevo, più lui rideva e soprattutto aveva iniziato a toccarmi. Un miracolo.
“Va bene. Aprimi pure basta che mi baci da qualche parte”. E Max iniziò a leccarmi collo e spalle e io divenni di miele. Il dildo che era come una mazza da baseball ma entrò senza problemi. Perché con lui niente era un problema o una sofferenza.
“Stasera starai qui. Noi ora usciamo a cena. Ti metto la ciotola dei cani per bere. Devi berla tutta perché magari dopo devi sbocchinarci o leccare… insomma stai qui buono e bravo”.
Chiedi solo di andare in bagno, anche se prima di uscire mi mettono a letto con i lacci in latex per farmi dormire. Non sapevo ancora che quella sarebbe stata una delle notti più lunghe, impegnative e incredibili che io abbia mai passato.-fine parte 1-
più dettagli in privato… scrivetemi
 


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