Amore vero

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Amore vero

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Una sera dell’estate del 2005 mi trovavo da solo in casa (condividevo casa con 4 ragazzi universitari) e, intenzionato a celebrare il mio ultimo esame andato splendidamente, pensai fosse una buona idea contattare qualche amico per bere qualcosa assieme.
Sono sempre stato un ragazzo abbastanza consapevole delle proprie pulsioni, dei propri desideri e delle proprie perversioni, ma quello che accadde quella notte mi fece stupire perfino di me stesso…

Dopo qualche scambio di messaggi tra amici ed un paio di calici di vino, sentii dentro di me come un calore, un formicolio elettrizzante che percorreva il mio ventre… quella sensazione mi era molto familiare. Provavo quella piacevole scossa ogni volta che il mio corpo desiderava essere posseduto, ogni volta che il mio ventre reclamasse un compagno di giochi. Quella sera, la mia voglia di essere penetrato andava oltre ogni limite…

Continuando a bere del vino, con lo scopo di disarmare i miei freni inibitori e saziare la mia voglia, mi tornarono in mente le parole del mio coinquilino, quando mi confidava di aver rotto col suo ragazzo per le grosse esigenze sessuali di quest’ultimo…
Il suo ragazzo era “famoso” per le sue ingenti doti e per la sua immensa prestanza fisica… dentro di me sapevo che fosse sbagliato, ma per zittire la mia coscienza, mandai giù un altro calice, presi il telefono in mano e senza troppi giri di parole scrissi al tipo “io non potrei mai sprecare un millimetro della tua perfezione”…

Non ricevetti nessuna richiesta di spiegazione per quella frase carica di desiderio, piuttosto la sua risposta fu “se sei solo in casa, ti farò mio”.

Una goccia di sudore scese giù dalla fronte alle labbra, il mio corpo cominciò a vibrare ed il mio cuore a palpitare. Risposi solamente “ti prego, vieni” e corsi a fare una doccia, per farmi trovare appetibile più che mai.

Circa 40 minuti dopo, era già notte, suonò alla porta. Aprendo mi accorsi che la sua bellezza era più divina del solito e l’intensità del suo sguardo avrebbe potuto penetrarmi senza bisogno del corpo. Con voce tremante gli dissi di accomodarsi, ma lui sorrise, chiuse la porta e mi afferrò le natiche con le sue enormi mani, sollevandomi e prendendomi in braccio, prima ancora che potessi realizzare cosa stesse facendo.

Sentivo il suo enorme pacco pulsare attraverso i jeans e la sua lingua stuzzicarmi la gola. Nessuno scambio di parole, solo un’intesa di sguardi e istinti.
Travolto da un desiderio irrefrenabile, sbottonai i suoi jeans con foga e abbassai rapidamente i suoi slip, liberando dal tessuto il fallo più grosso che io avessi mai visto in vita mia!

“Adesso devi prenderlo TUTTO” furono le sue uniche parole ed io non esitai ad affondarlo nella mia bocca, gustando ogni fibra del suo turgore.
Degustavo e ciucciavo da oltre 20 minuti quell’incredibile bastone di carne, quando con sguardo severo mi disse “adesso basta giocare, devi prenderlo tutto”… non ebbi il tempo di capire cosa fare, che mi ritrovai la sua lingua calda sul mio anello pulsante. Ero estasiato, quasi drogato dal tuo potere soggiogante.

Di colpo mi afferrò con le sue possenti braccia e mi rivoltò supino, divaricandomi le cosce.
Riesco ancora a sentire la sua carne pulsante che si faceva strada dentro di me, pulsando e dilatando ogni centimetro in cui si spingeva, mentre ripenso a quei momenti… il suo enorme cazzo si faceva strada sempre più a fondo, incurante dei miei gemiti di dolore, consapevole del piacere che stava per donarmi.

Continuava a far abituare il mio canale del piacere alle sue notevoli dimensioni, spingendo dolcemente dentro e fuori, finché, zuppo di sudore e tensione, mi sussurrò all’orecchio “sono stato buono vero? Pensa che ti ho dato solamente metà di quello che ti meriti… adesso è ora di sbatterti come nessuno mai ha fatto e farà in vita tua. Se acconsenti ad andare oltre, non ti permetterò di fermarmi, intesi?”.
D’istinto risposi “ti prego, fai di me ciò che vuoi”…

Il suo sguardo si accese in un misto di gioia, rabbia e desiderio animalesco, quando, con un colpo secco, provai contemporaneamente un dolore atroce ed un piacere immenso, mentre sentivo sbattere il suo membro contro un “ostacolo” interno, come se mi fosse arrivato allo stomaco.
Afferrandomi la faccia tra le sue avvolgenti mani, mi disse che voleva andare ancora più a fondo e che avrei dovuto stringere i denti e fidarmi di lui. Travolto dalla sua dominanza, presi un bel respiro e mi aggrappai ai suoi tricipiti, facendo cenno di continuare.

Dopo qualche colpo ben assestato sentii qualcosa rompersi dentro di me… era come se si fosse aperto qualcosa e adesso ogni centimetro del suo calzone scivolava in tutta profondità…
Nessuno dei due si aspettava questo fenomeno e, presi dalla preoccupazione, ci bloccammo un attimo per capire se fosse tutto a posto. Un attimo appunto, durante il quale i nostri sguardi si incrociarono nuovamente, suggerendosi a vicenda di andare oltre con più foga di prima.

Si avvicinò nuovamente al mio orecchio, sussurrando “è tutto dentro ed è lì che dovrà stare! Non tirerò fuori neanche un millimetro, spingerò solamente finché non ti avrò riempito della mia essenza”.
Dopo quelle parole e i colpi che continuavo ad avvertire nella profondità del mio ventre, facevo fatica a rimanere cosciente, poiché perdere i sensi era per me una evenienza abbastanza probabile.
Sull’orlo dello svenimento, mi prese, cinse inaspettatamente le sue braccia attorno al mio busto e afferrandomi il collo con le mani, mi portò verso di se, baciandomi con una passione che fino a quel giorno non avevo mai pensato potesse esistere. Così, continuando a scavare le profondità del mio intestino, mi disse che stava per venire.

Ero stremato, non avevo più la forza di toccarmi, quindi decisi di farlo arrivare dentro di me, senza opporre resistenza. Quello che accadde però fu straordinario…

Mi accorsi che era giunto il momento dalla presa delle sue mani sul mio collo, che si faceva sempre più stretta, ai limiti della consapevolezza, quando ad un tratto cominciai a sentire un calore travolgente riempirmi da dentro e delle pulsazioni con una frequenza sincrona alla mia anima. La frequenza ed il vigore delle sue pulsazioni fu tale da dilatarmi totalmente. Non so cosa sia successo e fatico a descriverlo, so solo che, fuori dal mio controllo, dopo un paio di pulsazioni interne, raggiunsi il più bell’orgasmo della mia vita!

Era pura connessione e sintonia fisica, non ebbi bisogno di sfiorare il mio membro, il suo orgasmo fu la causa del mio ed entrambi eravamo sbalorditi…

Esausti, tra le lenzuola, ci addormentammo avvinghiati.
Al mio risveglio, il sentore di caffè inondava la casa. Accanto al letto lui, nudo, seduto, come una divina visione ed una tazza di caffè poggiata sul comodino. Un biglietto adagiato sulla tazza svelava il mistero del suo sorriso giocoso.
Il biglietto riportava le seguenti parole:
“Buongiorno principe, non so come, non so quando, ma io e te ci sposeremo!”

 


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