Umiliante decadenza di un manager ridotto in schiavitù (/7)

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Umiliante decadenza di un manager ridotto in schiavitù (/7)

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Chiara, la mia “colf” aveva capito bene che ormai tra me e Valeria stava finendo, ma non riusciva a capire perchè mi fossi autorelegato in quello stanzino di 2×2 senza finestre e soprattutto perchè dormissi praticamente a terra arrotolato modello sacco a pelo e con un piccolo cuscino di divano. Mia moglie ovviamente già la mattina dopo la prima notte in cui scelzi il giaciglio, mi ci buttò dentro qualche panno alla rinfusa e mi disse lapidariamente che quello sarebbe dovuto essere il mio posto. Ovviamente per uno schiavo come me nulla di meglio in quanto a sensazioni, ma certo restava un pò scomodo..e ogni giorno di più. Il fine settimana come il precedente l’ho trascorso da solo a casa. Mia moglie mi ha comunicato che sarebbe stata fuori città. Ma non provare a dormire fuori dalla tua cuccia… Ho le telecamere in camera da letto e tu non puoi entrarci. Se fai qualche cazzata ti butto fuori di casa. La cosa che temevo era restare solo a casa con Chiara. Eravamo soli, e quella strana situazione che si era creata in casa come l’avrei spiegata se mi avesse fatto delle domande?? Così decisi di uscire a fare una passeggiata. Mandai la colazione con una rosa alla mia Divina ormai ex segretaria che poco dopo mi mandò un vocale “vieni subito a ringraziarmi per la colazione che mi ha mandato ahahaha. Dopo 10 minuti ero fuori casa sua… Suono ed attendo in ginocchio sullo zerbino. Un pò di ansia e dopo qualche minuto mi appare la Dea… era in tuta ma anche così era splendida… Grazie per la colazione ma non mandarmi mai più il cornetto. una Dea si tratta con spremuta fresca, yogurt magro ai frutti e caffè, al massimo due uova strapazzate. Ora però ti strapazzo un pò io ahahahaha intanto comincia a pulire le mie scarpette che stamattina ho superato i 6 Km. Mi accovaccio e inizio la mia opera di pulizia. A un certo punto con gesto repentino si toglie le scarpe buttandole a terra e sferrandomi un paio di calcetti sulla faccia. Vado in bagno tu intanto finisci di pulirle bene… ah e mi raccomando, prende una scarpa … annusa bene e mi ci mette la faccia dentro. Si alza e si dirige verso il bagno. Pochi secondi e sento chiamarmi . Corro in bagno e la vedo in piedi, nuda, e statuaria… Ho da fare i miei bisogni ma voglio che tu assista. Dovrai abituarti ad ogni tipo di profumo che viene dal mio corpo. Tu stenditi a terra e goditi la puzza dei miei piedi appena rientrati dalla corsa. e mi raccomando leccali bene prima che me li lavi nella doccia. Così per non sentire il profumo delle flautolenze mi concentravo su quello deelle estremità leccando bene bene ogni millimetro del divino piede e con particolare attenzione allo spazio tra le dita. Finito i bisogni la mia Dea prende la carta e si pulisce, ma prima di gettarla nel gabinetto mi invita a guardare ed annusare… chissà mai che un giorno non la mangerai ahahahaha.
Prima di infilarsi in doccia un nuovo ordine … ok ti do il permesso di segarti. ora, con la testa nel cesso annusando la mia puzza… Ero eccitatissimo nonostante l’odore acre e nauseabondo, stare in ginocchio con la testa nel cesso sporco di cacca era una umiliazione troppo eccitante e così in meno di un minuto ero già arrivato. E subito apre la porta della doccia insultandomi.. porco schifoso beviti quello schifo che hai prodotto e lecca da terra ogni gocciolina… poi vieni in ginocchio qui fuori. La pulizia tutt’altro che piacevole, soprattutto dopo essere venuto e quindi scarico dall’eccitazione. Mi dirigo fuori dalla doccia ed in ginocchio aspetto ordini… Lei bellissima si insapona provocandomi, poi si risciacqua e questo almeno un paio di volte. Ad un certo punto apre la porta e mi dice di entrare… Ovviamente in ginocchio… ora ti farò provare un pò dei miei sapori… Prende la testa e me la sbatte tra le sue gambe… sublime. io lecco lecco e succhio con ardore mentre l’aqua della doccia continua ad inondarci. Il gusto un pò troppo saponato ma è già un grande inizio. Ti devo chiamare lecca lecca ahahaha sai solo leccare ma sei bravo. Ora però chiudiamo l’acqua così il sapore lo senti meglio… Continuo a leccare fin quando non sento le sue parole… batsa leccare o ti piscio in faccia e tu bevi come un bravo cagnolino… e così inizia a scendere sul mio viso la calda pioggia dorata… Il sapore è aspro ma non così sgradevole.. berlo dalla fonte sicuramente lo rende più dolce. Finita la doccia mi usa un pò come sgabello per truccarsi e poi mi dice.. ora io esco. Tu pulisci tutta la casa e poi sparisci… voglio una casa luccicante. e così si va a vestire… Io mi dirigo in cucina preparo un buon caffè mentre comincio l’opera di sistemazione. Lei appare, splendida vestita con il sollo collant, stivale di cuoio con un buon tacco comodo e camiciola leggera… Tremendamente sexy ma con un particolare che nonostante le dimensioni a prima vista mi era sfuggito… Ho pensato che posso perdere ancora 10 minuti perchè tu possa iniziare a intravedere l’inferno e il paradiso del tuo futuro ahahaha. Aveva tra le gambe un bel pezzo di strap-on… L’ho lubrificato un pò con la mia figa, così sarà prima più saporito, poi più lubrificato e giù di risatina. Succhiamelo per bene … bisogna che tu impari pure a prendere cazzi ahahaha. Mi inginocchio e subito mi prende la testa per infilarmi quei 25 cm di gomma in gola e comincia a scoparmi in bocca. Succhia lurida troia. ti farò diventare la mia puttana.. ti piace succhiare vero??? Ne vorresti assaggiare uno vero??? tranquillo lo assaggerai… ora però dammi il culo che devo sverginarti, o sei già un rotto in culo??? No padrona la prego con delicatezza… mai provato prima e ho un pò di paura. Per questa volta ti concedo un pò di luan, ma sarà la prima e l’ultima volta, al di la delle dimensioni dei cazzi che deciderò di ficcarti nel culo. ahahah così dicendo mi lubrifica infilando le dita, prima una poi due e pochi istanti dopo sento la nerchia di gomma farsi strada nel mio sfintere. Fa male, cazzo se fa male, ma mano mano più dentro comincia a fare bene. Arriviamo a metà più o meno ed è il passaggio dal male al bene.. entra ed esce sempre fino a metà e piano piano il mio sfintere si rilassa. e così ancora un pò, e un pò e poi di botto tutto dentro. I primi colpi davvero duri e dolorosi, ma il mio cazzo diceva altro… Ora si che comincio a sentire la mia puttana come gode… Hai un cazzo nel culo e stai per godere come una puttana.. ma questa volta non puoi… e intanto mi stantuffava da dietro tirandomi intanto i capelli… Sei la mia troia, la mia puttana… la mia serva, ed il mio cesso personale ahahaha. A quel punto si stacca, si solleva lo strap on, si abbassa i collant e mutandina, prende la mia testa e se la infila tra le coscie gronfdanti di nettare divino… era venuta anche lei anche grazie al mini vibratore a pile che teneva infilato e vibrante nella figa…

 



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