Chi comanda qui

FACCIAMO SESSO AL TELEFONO! CHIAMA IL 899005022 O CLICCA QUI

Chi comanda qui

Spread the love
Ero arrivato in cantiere prestissimo e i ragazzoni delle prove di collaudo erano già arrivati. Il furgone rosso era già davanti al cantiere. “Buongiorno” dissi aprendo il lucchetto, rispose solo il giovane, il vecchio torello tatuato non rispose. Si sistemò gli occhiali e salì sul suo ducato mettendo in moto per entrare. Speravo prima di scaricare le piastrelle per i bagni, anche perché la giornata sarebbe stata lunga e avevo la mia organizzazione personale delle cose, ma a quanto pare, forse per lavorare al fresco o forse per finire prima questi erano arrivati prima del dovuto. La cosa mi frustrò. Vidi arrivare il camion delle ceramiche per i bagni e subito dietro la squadra di manovali. I ragazzi ormai stavano accanto alle catene delle gru per farsi tirare il materiale e arrivò anche Mario, il capo cantiere che mi disse: “Non fare prima loro, eh?”, “Sono arrivati per primi…” Risposi con insoddisfazione. Forse Mario aveva ragione. Senza dire presi il telecomando e sollevai le catene della gru e le portai via dal loro mezzo. Il Giovane si accese una sigaretta sconsolato e il vecchio tatuato venne da me incazzato a recitarmi la tarantella:” Io sono il geom. Fabio di su e di giù della ditta numero e lettera ragione sociale…” Io intanto scaricavo assieme a Mohamed tutti quei bancali fragili di piastrelle, erano ceramiche pregiate e dovevo stare attento. Gli risposi a tono: “Non vedi che sono impegnato, tesoro?”. Lui non la mandò giù e andò dal collega a lamentarsi. Andarono forse a bere un caffè e quando tornarono avevo quasi finito con le piastrelle ma erano arrivati quelli dei sanitari e avevo il compito in programma di scaricare anche quelli prima di servire loro stronzetti. Il più giovane venne da me gentilmente anche se scocciato e non lo calcolai dicendogli che avrebbe aspettato anche lui come il suo amichetto simpatico. Finito di scaricare le piastrelle aiutai nella manovra per uscire e dissi a Mohamed di far piazzare il secondo camion in posizione, io dovevo andare in bagno. Ieri sera quel malandrino di Bogdan mi aveva rifatto bene bene il culo e sentivo di dover cagare su quel dolore, la cosa mi eccitava, sentire lo stronzo ripassare il passaggio del cazzo di quel manovale albanese, quella bestia. Decisi di andare nel bagno della baracca e masturbarmi mentre cagavo ma quando entrai mi accorsi che c’era qualcuno nel bagno accanto. Decisi di fare solo i bisogni ed entrai nel secondo di destra. Sentivo l’odore della merda del vicino, era proprio alla mia sinistra. Cercai di fare tutto silenziosamente, ma purtroppo uscì anche dell’aria. Cercavo di tossire per coprire i rumori del mio culo, poi mi venne da starnutire e nel farlo mi attaccai al porta carta igienica che venne via con lo strappo del mio braccio. Lo appoggiai a terra e nel rialzarmi mi accorsi di aver creato un buco nel quale vedevo attraverso e vidi il tatuato scorbutico, vidi l’orologio disegnato sul suo braccio, teneva il mano il pisello e pisciava stimolato dall’acqua dello sciacquone gli dissi: “Vuoi che ti scarico, tesoro?” Non disse nulla, capì che non comandava lui e infilò il suo cazzo nel buco e io feci il mio dovere fin da subito. Poi il buco diventò stretto e pericoloso allora feci il giro e lui mi ripassò il culo usando la mia merda come lubrificante. Tornati alla zona di scarico mi incazzai a morte con quel cazzo moscio di Mohamed che non capiva mai un cazzo. Prima quelli delle prove, poi tutti gli altri.
 


ASCOLTA AUDIO LIBRI EROTICI - PROVA 30 GIORNI GRATIS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.