Una vedova da consolare

Una vedova da consolare

Credo che il sogno erotico di molti ragazzi della mia età sia quello di fare sesso con una donna più grande, il fascino della donna matura non passa mai di moda. Io ho 20 anni, mi chiamo Andrea, ho già avuto esperienze sessuali con le mie coetanee, non sono famoso per avere relazioni durature, sono un po’ un farfallone ma penso che alla mia età mi sia concesso, non ho intenzione di incastrarmi in una relazione. Con gli amici ci capita spesso di parlare di sesso, delle ragazze con cui usciamo e come fare per portarsele a letto senza troppi giri di parole, quando ci confrontiamo tra di noi, spesso ci capita di riscontrare problemi comuni, le ragazze della nostra età sono inesperte e lo sappiamo. Vi voglio raccontare di Lucrezia, una donna di 42 anni, quella che viene definita milf, una vera panterona sexy, rimasta solo dopo la morte del marito, avvenuto cinque anni fa, non ha figli ed ha iniziato a vestirsi seducente e a girare per le strade in modo vistoso. Ogni volta che passa davanti al bar dove solitamente io e i miei amici ci prendiamo un caffè, i complimenti e gli apprezzamenti non sembrano mai bastare. È il sogno erotico di tutti ma soprattutto il mio, da quando l’ho vista non faccio che pensare alle sue grosse tette e a come mi piacerebbe metterci il cazzo in mezzo. Poi un giorno, finalmente, ho avuto la possibilità di parlare con lei, è successo quasi per caso, stavo al bancone del bar, prendevo un caffè da solo quando la signora si accostò alla mia destra e chiese un espresso, io le dissi che volevo offrirglielo. Mi guardò, mi sorrise e mi ringraziò, mi chiese come mi chiamassi e quanti anni avessi, io sapevo tutto di lei ma feci finta di non conoscerla affatto, mi raccontò qualcosina della sua vita, tutte informazioni che confermarono le notizie di cui ero in possesso. Uscimmo fuori dal bar, si accorse che le stavo guardando le tette, mi disse che era stato un piacere parlare con me e che ero stato molto carino, sapevo che non avrei più avuto occasione di parlarle, finsi di dover fare la stessa strada e l’accompagnai. Continuammo a parlare un po’, io non smettevo di guardarle culo e tette, quando arrivammo sotto casa sua volevo essere schietto e farle la proposta, probabilmente lei aveva capito tutto, perché mi sorprese invitandomi a salire. Ero emozionato, il cuore a mille, mi stava portando in casa sua, era proprio vero che era una persona decisa e seducente, aveva notato le mie occhiate, forse le piacevo, ad ogni modo dopo qualche minuto mi ritrovai seduto sul divano in salotto. Mi versò da bere, si sedette vicino a me, mi guardò e mise una mano sulla coscia, io la ritrassi leggermente, ero un po’ nervoso e si vedeva, mi disse di rilassarmi, la sua mano lentamente salì fino a fermarsi sul mio pacco. “Sei un bel ragazzo, ho visto che mi guardavi le tette, le vuoi assaggiare?” “Cazzo…Si”. Si sollevò leggermente e tirò fuori le sue belle tettone, i capezzoli duri pronti a essere succhiati, me li mise davanti alla faccia, li leccai lentamente poi li ciucciai per bene. La sentii gemere di piacere, mi aprì la zip e tirò fuori il cazzo, era già bello duro, lo prese in bocca e lo spompinò per bene, mi piaceva quel calore, era evidente che ci sapeva fare alla grande, i suoi anni di esperienza si sentivano, non avevo mai goduto così tanto per un pompino. Si spogliò completamente, io feci lo stesso, mi ordinò di leccarle la figa, si sedette a gambe aperte, mi inginocchiai a terra ed assaggiai il suo dolce succo, apprezzai quel privilegio che mi veniva offerto, quando le sembrò abbastanza, mi disse di penetrarla. La troia si tenne le gambe ben aperte aiutandosi con le mani ed entrai dentro di lei fino in fondo con un sol colpo, quasi scivolai senza problema, l’aveva sfondata e bagnata. Cercai di dare il meglio di me, avevo un bel cazzo doppio, non lunghissimo ma riuscivo a darle molto piacere. “Si così…Fammi godere, spingi di più” Affondai ancora di più, stavo godendo da matti, ad un certo punto la cavallona cambiò posizione, si mise di culo, mi disse di infilarglielo dentro, anche quel buco era piuttosto largo, prova di quanti cazzi avesse preso. Glielo infilai tutto dentro, la troia si contorse dal piacere, le sue tette sbattevano avanti e indietro, mi piegai per prenderle in mano e strizzarle mentre non fermavo i colpi profondi di bacino sul suo culo. La troia continuò a dimenarsi e a chiedere sempre di più, la scopavo con tutta la forza che avevo in corpo, sentivo il mio cazzo esplodere, era duro e pronto a riempirla di sborra calda e succosa. Lo tirai fuori improvvisamente, la feci girare e le schizzai il mio sperma caldo su quelle belle tette, lei lo afferrò e continuò a scuoterlo ancora un po’, leccando via ogni goccia sulla cappella. Era stata una scopata pazzesca, non credevo a quello che era appena successo, pensai che avrei dovuto raccontarlo ai miei amici ma sicuramente non mi avrebbero creduto, nessuno penserebbe che una donna come lei andasse al letto con dei ragazzini ed invece si era fatta fare di tutto e mi aveva fatto godere. Quando ci salutammo mi chiese se sarei ancora andata a trovarla qualche volta, la sua richiesta me lo stava facendo diventare nuovamente duro, nella mia testa immaginai la nostra prossima scopata, desideravo mettere il cazzo tra le sue tettone e farmi segare così fino a spruzzarglielo tutto. Ovviamente accettai la richiesta ma dovetti promettere di non dirlo a nessuno, per questo motivo non potei vantarmi con i miei amici ma poco importa, adesso, quando voglio, vado da lei e me la sbatto anche per ore, la signora ha bisogno di essere consolata della sua solitudine ed io non mi tiro di certo indietro.

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