Una scopata con la sorella del mio amico

Una scopata con la sorella del mio amico

In comitiva non si faceva altro che parlare della sorella di Carmine, un nostro caro amico membro della comitiva che frequentavo ai tempo dell’università, quando ero iscritto alla facoltà di economia. Maria era diventata il sogno erotico di tutti, e ogni volta che Carmine ci raggiungeva noi speravamo si portasse dietro con sé anche la sorellina porcellina. Aveva 19 anni e l’aria di brava ragazza tutta casa e scuola, che non frequentava nessuno e non ancora aveva vissuto i primi amori. Forse l’idea di essere ancora vergine ci faceva eccitare ancora di più. Nonostante la sua giovane età, era già ben formata. Fisico non troppo esile, quasi curvy, ma con la ciccia distribuita nei punti giusti e soprattutto una quinta di seno abbondante che quasi sfigurava su quel fisico abbastanza minuto. Non amava vestirsi provocante e questo le faceva perdere punti, ma se lo avesse fatto di sicuro tutto il paese ci sarebbe andato dietro per fottersela. Così tutti cercavano di tenersi l’amicizia con Carmine ben stretta con la speranza che magari un giorno Maria si sarebbe concessa. Si arrivò ad un punto che si fece quasi a gara per conquistare il cuore di quella splendida ragazza e fu qui che entrai in campo io. Ero riuscito a conquistare già parecchie ragazze nel corso della mia vita e nella comitiva ero considerato il figo, il latin lover. Così forte del mio nomignolo decisi di entrare all’attacco. Per prima cosa cercai di approfondire la mia amicizia con Carmine per trascorrere più tempo con lui a casa sua e così entrare in confidenza anche con Maria, che era sempre molto timida e silenziosa in quelle poche uscite che fece insieme al fratello. Ma man mano sfruttando anche la chat dei social network iniziai a stringere confidenza con lei facendogli tanti complimenti e riempendola di attenzioni. Iniziava a piacermi sempre più, aveva un fisico da urlo che tutti avrebbero voluto posseder. Iniziai a segarmi sulle sue foto e volevo che diventasse mia nel più breve tempo possibile. Si arrivò a fine maggio con lei che era intenta a prepararsi per gli esami di maturità che di lì a poco avrebbe svolto. Così capitava molto spesso che mi chiedeva suggerimenti sulla tesina e sugli argomenti da portare all’orale. Un pomeriggio di noia mortale, lei mi invitò a casa sua con la scusa di farmi sentire gli argomenti che avrebbe portato all’esame. Ovviamente non me lo feci ripetere due volte, che mi preparai al meglio e corsi subito a casa di Carmine, il quale sapevo che quel pomeriggio era all’università a seguire una lezione. Giunto sull’uscio della porta, mi venne ad aprire Maria, ed era cambiata molto rispetto alle uscite passate. Capelli sciolti, visino curato e soprattutto vestitino corto e scollato, che va bene il caldo afoso, ma avrebbe fatto perdere la testa a tutti. Così iniziai a non capirci più nulla, non riuscivo a guardarla negli occhi perché il mio sguardo cadeva di continuo su quella quinta di seno che si ritrovava e che per la prima volta aveva messo in mostra. Potetti appurare che era sola in casa in quanto i genitori erano fuori per lavoro e prima di cena non sarebbero rientrati. Iniziai a sudare molto, ma non per colpa del caldo, ma dall’idea che questa era l’occasione giusta per scoparmela. Allora Maria iniziò a spiegarmi gli argomenti della tesina e lo faceva stando in piedi e camminando davanti a me. Facevo finta di ascoltare attentamente ma il mio pensiero era solo a quei due bomboni che avrei voluto leccare. Terminata la ripetizione, si venne a sedere sul divano accanto a me, e si avvicinava sempre più come se aspettasse un mio cenno, un gesto. Allora pensai che questa era l’occasione giusta, o me la scopavo o troncavo l’amicizia con Carmine per colpa di averci provato con sua sorella. Allora decisi di sferrare l’attacco: mi avvicinai verso le sue labbra e iniziai a baciarla. Per fortuna non se lo fece ripetere due volte, la troiettina aspettava solo questo, che iniziò a baciarmi vistosamente infilando la sua lingua nella mia bocca. Il mio pene si lasciò andare ad una mega erezione che Maria cercò di affrontare appoggiando una mano sul mio pacco. In un battibaleno mi tirò fuori il cazzo dai pantaloni ed iniziò a segarmi. Mi sentivo eccitato ed emozionato dall’avere quasi completato la mia missione. Dopo un piccolo lavoretto di mano, mi disse timidamente: “ Vorrei succhiarti il cazzo, ma ti avviso che non sono tanto brava, è la prima volta che ne prendo uno in bocca”. Questa sua voce da innocente mi fecero andare ancora di più in visibilio che senza rispondere l’accompagnai col capo verso il mio glande e così lo prese tutto in bocca. Prima lo leccò per benino bagnandolo con la sua saliva, poi iniziò a scendere man mano verso l’asta per poi risalire sulla cappella e succhiarla. Per una principiante, era un pompino più che accettabile. Così le sfilai il vestitino e potetti finalmente ammirare quei suoi due bomboni liberi, che strinsi forte tra le mie mani e poi iniziai a leccargli i capezzoli turgidi. Iniziò ad emettere piccoli gemiti di piacere e ad inumidirsi, e siccome era molto timida le chiesi: “ sei vergine? Ti va di farlo? . “ Voglio sentire il tuo cazzo nella mia vagina” mi rispose. Allora presi il profilattico che mia avevo prontamente portato dietro in caso di necessità, lo indossai e a gambe aperte sul divano glielo ficcai dentro. Non ci fu bisogno di lubrificare, il mio cazzo entrava con estrema facilità data la grande eccitazione della troiettina che non era però vergine. La feci girare in una goduriosa pecorina dandogli colpi secchi e profondi che la fecero arrivare al massimo piacere che fu talmente forte che collassò sulle gambe. Poi in ginocchio infilai la mia asta tra i suoi tettoni e gli schizzai sulla lingua che attendeva il mio nettare caldo. Ci risistemammo velocemente e scappai via prima dell’arrivo di Carmine e dei suoi genitori. Non ho mai detto a nessuno della comitiva di essermela fatta. Non mi va di vantarmi , preferisco tenerlo per me e vedere loro che ancora ci sbavano appresso facendo mille pensieri su di lei

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