Una prima volta incredibile

Una prima volta incredibile

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Io e Alice stavamo insieme da ormai sei mesi. Lei era una ragazza carina, non troppo alta ma nemmeno bassa, capelli e occhi castani, una terza poco abbondante di reggiseno e due gambe bellissime.
Ci incontravano sempre su una panchina del piccolo parco della nostra città, e lì passavamo ore a limonare e a parlare.
All’epoca avevamo entrambi compiuto da poco diciotto anni, ed eravamo ancora vergini. Non ce ne preoccupavamo più di tanto, anche se quando tornavo a casa dopo uno dei nostri appuntamenti spesso mi masturbavo pensando a lei.

Un giorno, quando eravamo seduti sulla nostra panchina, le palpeggiai scherzosamente un seno. Non ne avevo mai toccato uno prima di allora, solo in qualche sogno erotico, e devo dire che era ancora meglio di quanto mi aspettassi. Era morbidissimo, addirittura soffice, e caldo.
Lei rise, e poi mi guardò con uno strano sguardo, mordendosi un labbro. Non mi ero mai reso conto di quanto fossero belli i suoi occhi, ma con la luce che c’era in quel momento riuscì a vederli con estrema chiarezza. Venni interrotto dalle mie meditazioni da una sua frase: “Senti, oggi ho casa libera”.

Nelle ultime due settimane avevo più voglia che mai di fare sesso con lei, e mi ero quindi recato in una farmacia, sebbene lei non avesse mai accennato a volere avere un rapporto con me. Ci ero andato forse in un attimo di estrema eccitazione, speranzoso e quasi illuso.
Siccome masturbandomi davanti a un porno non riuscivo a durare più di due minuti, pensai che in un rapporto sessuale non sarei riuscito a durare più di trenta secondi.
Imbarazzatissimo, andai davanti al distributore di preservativi all’esterno della farmacia con il cappuccio della felpa sulla testa, muovendomi con aria furtiva. Fortunatamente c’erano anche i preservativi ritardanti, così non fui costretto ad entrare a chiederli.
Una volta a casa mi chiusi in bagno e aprì la confezione. Estrassi un preservativo e lo infilai come veniva indicato sulla confezione. Nel giro di pochi secondi sentì la sostanza all’interno di esso faceva effetto e che la sensibilità del mio pene era parecchio ridotta. Per essere del tutto sicuro feci una prova, masturbandomi, e durai parecchio.
Perciò decisi di mettere uno di quei preservativi nella tasca del giubbotto ogni volta che andavo a incontrare Alice. Non che ci sperassi molto, ma non si sa mai. E infatti avevo ragione.

Casa sua non era molto distante dal parco, ci misimo i cappotti e ci andammo senza dire una parola. Stavamo vicini, ci tenevamo caldo in quella fredda giornata autunnale e si vedeva che eravamo molto eccitati. Sentivo il suo respiro, che si condensava in una nuvoletta, e mi eccitavo sempre di più.
Una volta giunti davanti alla porta di casa sua, che si trovava al secondo piano di un palazzo di cinque piani, lei mi disse di aspettare un attimo fuori, ed entrò.
Sentì dei rumori, evidentemente stava cercando di fare in fretta. Poco dopo aprì la porta e mi fece entrare. Si era tolta i pantaloni ed era in mutande e maglietta.
Non ero mai stato in casa sua, e mi sembrò bella e pulita, anche se non potei vedere molto a causa delle persiane chiuse. Lei mi condusse nella sua camera, in cui aveva acceso delle lunghe candele dall’odore dolciastro, ma che comunque non mi infastidì.
Mentre io mi spogliavo, lei si sdraiò sul suo letto. In un attimo ci andai anch’io, mi sdraiai e la baciai con passione. Aveva le labbra calde. Le infilai una mano sotto la maglietta e mi resi conto che non indossava il reggiseno, non ci avevo fatto caso poco prima al parco. Mentre la baciavo cominciai a massaggiarle il pube da sopra le mutande, che in breve tempo diventarono umide. Presi a baciarla sul collo, scendendo sempre di più. Presto arrivai al suo seno, e presi a leccarglielo da sopra la maglietta. Lei cominciò ad ansimare più forte, e io misi la mano dentro alle sue mutandine. Non avevo mai toccato una vagina e non me la aspettavo così umida, ma mi ero comunque preparato leggendo diversi articoli su Internet. Non l’aveva depilata, ed era abbastanza pelosa, ma io preferisco così, è anche più igienico.
Cominciai a muovere le dita lungo le grandi labbra, concentrandomi a tratti sul clitoride, che diventava sempre più duro. Nel frattempo le tolsi la meglietta e vidi per la prima volta il suo seno. Non me lo aspettavo certo così bello, e presi subito a succhiarle i capezzoli, eccitato come non mai. Lei ansimava fortissimo, e io scesi sempre di più, baciandole il ventre fino a raggiungerne la parte bassa. A quel punto smisi di accarezzarle la vagina e decisi di concentrarmi anche su altri punti sensibili di cui avevo letto. Prima le accarezzai l’interno delle cosce, a tratti anche leccandolo, poi mi spostai con le mani sul seno, godendomi quella morbidezza. Ogni tanto con una mano scendevo a toccarle la vagina, e ogni volta lei ansimava di più. Decisi di infilare un dito e lei emise un mugolio di piacere, poi cominciai a muoverlo prima dentro e fuori, poi su e giù, cercando di cambiare sempre movimento. Dopo poco decisi di azzardare una leccata, e lei venne subito percorsa da un brivido di piacere. Infilai un altro dito e mi accostai al suo orecchio, dicendole piano: “Dimmi quando stai per venire, va bene?”. Lei aveva gli occhi chiusi, ma si morse un labbro e annuì. Presi ad andare più veloce mentre leccavo e mordicchiavo i suoi capezzoli. Dopo pochi secondi lei, sempre mugolando, mi disse: “Ci sono quasi!”.
A quel punto smisi di masturbarla e presi il preservativo, che avevo appoggiato sul letto. Lo aprì e lo indossai in fretta ma con attenzione, attento a non romperlo. Subito infilai il pene dentro di lei, che si lasciò sfuggire un fortissimo “Oooh!”. Ora non eravamo più vergini. Sentì che il preservativo faceva effetto, e presi a muovermi avanti e indietro, con lei distesa sul letto, con gli occhi chiusi e il volto verso il soffitto.
Ammiravo il suo corpo sudato, quando lei aprì gli occhi e mi lanciò uno sguardo languido. “Sei bellissima!” le sussurrai. Immediatamente lei venne, urlando e gemendo di piacere. Dopo una ventina di secondi i suoi gemiti diminuirono, ma io aumentai il ritmo per cercare di farle avere un secondo orgasmo. Durai altri cinque minuti, forse il preservativo non aveva sortito molto effetto, o forse ero semplicemente troppo eccitato. Me lo tolsi, lo annodai e poi mi avvicinai a lei, che era ancora distesa sul letto. Ci guardammo, eravamo sudati e felici. Sorrise. Sorrisi. Ci baciammo sorridendo, coricati sul suo letto.

 

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