Una domenica bollente con la mia ragazza

Una domenica bollente con la mia ragazza

Quel pomeriggio la mia ragazza era molto stanca, avevamo progettato una domenica fuori ma dopo pranzo si era buttata sul letto e dopo pochi minuti era crollata. L’avevo lasciata riposare, aveva avuto una settimana piena e la notte prima aveva dormito poco, mi misi sul letto vicino a lei e iniziai a lavorare la pc. Ogni tanto mi voltavo verso di lei e la guardavo, era bellissima, aveva il viso un po’ imbronciato, come se stesse facendo un sogno che non le garbava molto. Dal viso scesi lungo il suo corpo, aveva le gambe scoperte e un po’ di spalla che usciva fuori dalla maglia, era un dettaglio che mi piaceva tantissimo, più volte fui tentato di avvicinarmi e baciare quel lembo di pelle. So che se lo avessi fatto non mi sarei più fermato, mi eccita sentire il calore della sua pelle sulla mia lingua, inoltre, ha un odore buono, leccherei ogni centimetro di lei sempre, è come una droga. Cercai di tornare al mio lavoro, provai concentrarmi su alcune cose che mi ero portato dall’ufficio, dopo un quarto d’ora però i miei pensieri cominciarono nuovamente a vagare. Forse su a causa della scollatura di lei, si era voltata e intravedevo un capezzolo dalla canotta che indossava, desiderai succhiarglielo. Provai a fare un respiro profondo per non pensarci ma mi resi conto che era troppo tardi, il cazzo tra i pantaloni si era gonfiato tantissimo, lo avevo duro e il desiderio di sentire la sua bocca intorno era del tutto incontrollato. Pensai a una cosa molto eccitante da fare, non lo avevo mai fatto in realtà, non davanti a lei, spostai il pc sul comodino, mi sedetti poggiando la schiena al muro e tirai fuori il cazzo. Lo tenni ben saldo tra le mani, lo iniziai a muovere su e giù, era duro e bagnato, più lo muovevo e più avevo voglia di svegliarla e farglielo assaggiare, mi soffermai sul suo corpo, la sua pelle, pensai a come sarebbe stato svegliarla infilandole il cazzo nella figa. Mi lasciai sfuggire un gemito, lei si mosse ma non si svegliò, aveva steso il braccio e ora la sua mano era poggiata su una mia coscia, feci un respiro e spinsi leggermente la punta del cazzo vicino alle sue dita, le bagnai. Mi stavo eccitando sempre di più, aumentai il ritmo della sega, volevo venire e sborrare ma fui fermato dalla mia ragazza che si era svegliata, aveva sentito il rumore della mia sega. Mi guardò negli occhi fugacemente, poi si abbassò sul cazzo e lo prese in bocca, tirai la testa all’indietro e me lo feci succhiare, mi piaceva il modo in cui tirava la cappella con le labbra. La sua lingua leccò il mio uccello per tutta la sua lunghezza, poi si soffermò sulle palle, le succhiò una alla volta, sputò sopra e le assaporò ancora, infine, lo riprese in bocca. Era un pompino pazzesco, la tenni per i capelli, glieli strinsi, la spinsi per prenderlo di più in bocca, adesso era lei a dettare il ritmo, la sua testa si muoveva velocemente, sembrava una furia. Si era eccitata a scoprirmi mentre mi segavo vicino a lei e me lo stava facendo vedere; a un certo punto si sollevò, in un sol movimento si tolse i pantaloncini e le mutandine e si sedette sopra di me a cavalcioni. Il mio cazzo le stava sfiorando la pancia, gliela bagnava, lei si mosse avanti e indietro su di me, mi stava bagnando dei suoi umori caldi. Le dissi di metterlo dentro, avevo una voglia assurda di sfondarle la figa, lei si sollevò quel po’ che bastò per farlo entrare, si sedette per bene prendendolo fino in fondo. La mia troietta si mosse avanti e indietro su di me, mi stava letteralmente cavalcando, sembrava una furia, sentivo la sua figa bagnarmi sempre di più, la stanza era piena del suo odore e delle sue urla di piacere. Cambiò posizione, io rimasi seduto, lei mi diede le spalle e si infilò ancora il cazzo dentro, si sbatté su e giù, prima lentamente poi sempre più velocemente, io l’accompagnavo nei movimenti. Si era totalmente lasciata andare, a un certo punto tolse il cazzo dalla mia figa, rimase in quella posizione, si chinò in avanti a pecorina e lo prese nel culo, adoravo il sesso anale. Vedevo il suo culo muoversi su e giù, avanti e indietro, io godevo e gemevo perché ogni suo movimento mi mandava in estasi, era bellissimo, il suo culo era viscido e sfondato, il mio cazzo si muoveva dentro di lei con facilità. Eccitatissimo per la situazione, la presi per i fianchi e la spronai a muoversi ancora di più, più forte fin quando non sentii che ero molto vicino all’orgasmo. L’avvisai che stavo per esplodere, lei si staccò da me e si voltò, si fiondò sul cazzo, si riempì la bocca e succhiò forte, quanto più riuscì, come se stesse bramando avidamente il mio sperma. A quel punto la troietta si aiutò con una mano, mi fece una sega veloce portandomi al limite, non riuscì più a trattenermi, esplosi con tantissimo sperma, non ne avevo mai prodotto così tanto, evidentemente mi ero eccitato come mai prima. I miei schizzi doppi e intensi finirono sulle labbra e la lingua della mia ragazza che sembrò apprezzare tantissimo quel bel getto di sperma bianco e doppio. Lo leccò via lentamente, lo assaporò sulla lingua e mandò giù, per non perdersi nemmeno una goccia, riprese il cazzo in bocca e lo ripulì accuratamente succhiando man mano per un lavoro perfetto. Prima di sistemarci, le chiesi di mettermi la figa davanti, infilai la lingua dentro e leccai lentamente, mi gustai il suo dolce sapore e ingoiai, mi piaceva sentire i suoi umori in bocca, sentirla ovunque. Dopo quella bella scopata, si sentì rigenerata, ci facemmo una doccia veloce, ci sistemammo e andammo a cena fuori per festeggiare la meravigliosa performance che ripetemmo una volta tornati a casa, fu una domenica pazzesca e bollente.

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