Troia per una sera

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Troia per una sera

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Avevo deciso di iniziare una nova vita. Così avevo troncato per sempre la mia relazione con Maurizio, colui che avevo amato per anni e che avevo iniziato ad odiare per aver fatto spegnere la passione e l’amore che c’era tra di noi. Avevo 30 anni, ero nel pieno della mia vita: avevo un lavoro che mi soddisfaceva, una casa tutta mia e una famiglia perfetta. Purtroppo però non avevo più amici, poichè quelli che avevo e con cui uscivo erano in comune con Maurizio. Dopo anni di convivenza, restare sola in casa iniziò ben presto a pesarmi. Fu per questo che dedicai tutto il mio tempo e le mie sere al lavoro. Non uscire, non condividere qualche serata in compagnia iniziò a farmi sentire insodisfatta. Ad accorgersene fu una mia collega, con la quale non avevo mai avuto un grande rapporto perchè molto poco femminile, quasi grezza come un camionista e sicuramente senza le mie stesse ambizioni. Durante la pausa pranzo mi chiese cosa mi era successo e perchè quella luce che avevo un tempo si era man mano spenta. La cosa mi meravigliò molto: non immaginavo che lei potesse essere così attenta e capire subito il mio cambiamento. Mi mise subito a mio agio e iniziammo subito a scherzare sugli uomini e su quanto riescono a far appassire un rapporto. Tra risate e battutine, le dissi che una cosa mi mancava: non era il mio ex, ma una scopata indimenticabile, quello sì, l’avrei fatto volentieri. Lei rise poi mi disse che non dovevo accontentarmi di nulla e soprattutto che ogni donna ha il potere di decidere come, quando, dove, se e con chi farsi una bella scopata. Entrammo in poco tempo in intimità, così tanto che iniziò a farmi domande molto intime. Finita la pausa pranzo e una volta confermata la mia voglia sfrenata di sesso, la mia collega mi disse che avrebbe potuto aiutarmi. “Passo a prenderti per le 20”, mi disse ed io accettai, in effetti era tanto, anzi troppo tempo, che non uscivo con qualcuno. Arrivai di fretta e furia a casa, feci un piccolo spuntino perchè non sapevo se avremmo mangiato o meno, mi feci una doccia, mi spalmai la mia crema preferita su tutto il corpo, senza tralasciare seno e culo, mi truccai, indossai un abitino nero niene male ed aspettai che mi venisse a prendere lei. La mia collega arrivò e, dopo una serie di complimenti, mi portò a casa sua, dove ad attendermi c’erano due uomini. “E’ tutta vostra, questa sera”, disse loro. Io entrai nel panico, non mi aspettavo una cosa così diretta, pensavo che saremmo andate in giro a trovare qualche bel ragazzo da stupire, invece no, erano già lì e già tutti nudi, seduti su un divano di pelle nera. La mia collega, come se fosse un gioco o come se io fossi merce da vendere, mi mise al centro della stanza, si avvicinò a me e iniziò a toccarmi, a palpeggiarmi. Mi alzò la gonna del vestito, mi fece girare per mostrare il mio culo, abbassare a 90°, per dare a quegli uomini una visuale migliore, allargandomi i glutei e mostrare tutto dal perizoma nero che avevo indossato. Mi prese poi un seno, dall’ampia scollatura, questa volta mi fece abbassare davanti, in modo da far penzolare e ballare le mie tettone. Mi toccava, mi palpeggiava, mi strizzava i capezzoli ormai turgidi ed io iniziai a pensare che la cosa non era affatto male. Davanti a me vedevo quei due uomini con il loro cazzone ormai eretto, la cosa mi eccitava tanto che iniziai a bagnarmi, e non poco. Improvvisamente i due si alzarono, vennero verso di me e iniziarono a toccarmi, ad infilarmi a turno le loro lingue in bocca, sentivo le loro mani ovunque e le mani piene dei loro cazzoni. Dopo un po’ mi fecero piegare sul divano, da dietro i due uomini, di cui non conoscevo nemmeno il nome, iniziarono a scoparmi, sempre a turno, senza mai sborrare. Sentivo i loro cazzoni entrare ed uscire dal culo, mi sentivo piena di cazzi, bagnata e soddisfatta. Dopo il culo, passarono alla mia fica, che avevo lasciato un po’ pelosetta, avevano il mio corpo come e quanto volevano. I loro enormi cazzi mi facevano godere, urlare. Mentre uno riempiva la mia fica, l’altro veniva davanti e mi infilava il suo cazzone in bocca. Si alternavano entrambi, fino a quando non mi riempirono fica e bocca di calda, appiccicosa e gustosa sborra. Venni invasa da sperma e fu proprio quello il momento in cui raggiunsi l’orgasmo perfetto. Tutto venne visto dalla mia collega, che rimase lì, immobile ad osservarci per tutto il tempo. “Adesso tocca a me divertirmi”, mi disse mentre si spogliava e mentre leccava i cazzi dei due uomini che mi avevano scopata ancora pieni di sborra. Mi sentì per una serata una troietta in calore, avevo male ovunque perchè ero abituata alla classica scopatina, ma devo dire che fu tutto meravigliosamente bello.

 


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