Su mia madre – PROLOGO

Su mia madre – PROLOGO

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Io sono Giorgio ho 28 anni e sono figlio di Elvira che ne ha 52, ma ne dimostra qualcuno di meno. Fin dalla mia adolescenza ricordo che i miei amici più stretti mi confessavano che se la segavano quasi giornalmente spruzzando quantità generose di latte nei bordi dei loro cessi immaginando che tutta quella crema andasse a finire sopra le sue due belle tettone che parliamoci chiaro, da sempre sono state il suo punto forte. Qualche anno fa poi divorziò da un marito che dopo pochi anni dal matrimonio non le rivolgeva più le giuste attenzioni fino a quando un giorno dopo avere rocambolescamente scoperto il tradimento da parte di lui ha lasciato casa per andarsi a fare i cazzi propri.
Dopo quel divorzio iniziai a vedere mia madre in un modo diverso, continuavo a coprirla di attenzioni come un giusto figlio deve fare, ma quelle sue curve e quel suo sembrare non invecchiare mai mi avevano messo alle strette concedendomi una sega che poi fece da apripista immaginandola nel divano di casa con uno dei suoi vestitini che utilizzava per uscire mezzo sollevato con il mio cazzo che la penetrava; in pochi colpi sborrai e godetti in una maniera sensazionale. Le sue tettone mi ipnotizzavano e quindi da quell’episodio non riuscii più a fermarmi, ogni giorno una sega iniziando a immaginare scene più perverse, lei magari con vestiti da vera puttana, qualche amico che si intrufolava nel letto al fine di farle gestire anche due tre cazzi contemporaneamente per poi sborrare tutti assieme tra il suo seno e la sua pancia. Tutto stava diventando un’ossessione ma che tenevo fermamente nell’area dell’immaginazione scindendo per bene quello che era realtà e quello che era immaginazione. Mesi dopo mesi però la sola immaginazione data da una sega non bastava più e quindi ero pronto a prendere provvedimenti.
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