Sesso nel garage con la ragazza del bar

Sesso nel garage con la ragazza del bar

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Come ogni mattina mi alzai presto per svolgere al meglio il mio lavoro di rappresentante. Sono appena le 6 del mattino e mi reco nel garage per prendere la mia automobile.  Nel parcheggio comune dei garage, noto poco più in là del mio post, un auto con il cofano alzato.Vado così a chiedere se hanno bisogno di un mano. Con mia grande sorpresa trovo a razzolare nel cofano della macchina, Giulia la ragazza del bar. Giulia è vestita con un abito moto succinto, un vestitino con gonna molto corta e scollatura evidente che mette in risalto il suo decoltè di misura extra. Sono sempre stato attratto da Giulia, una bionda dagli occhi verdi, di media altezza, dal fisico snello ma con due tette extra-large dritte e sode ed un bel culo formoso. “Chissà forse questa è l’occasione giusta per conoscerci meglio e per invitarla a cena fuori”, penso tra di me appena la vedo.

Mentre Giulia è china sull’auto il vestitino le si solleva e noto con stupore che non indossa le mutandine. Con un po’ di faccia tosta, le dico: “Ti sei forse dimenticata le mutandine stamani….” Lei mi risponde un po’ imbrocciata:E’ colpa del mio ragazzo che me le ha strappate stanotte ed ancora non sono andata a letto. Ti va per cortesia di aiutarmi con la macchina? Così potrò finalmente tornare a casa a dormire.”

La sfacciataggine con la quale, mi aveva confessato le sue avventure con il ragazzo, mi fece eccitare e compresi che forse Giulia era una ragazza più libertina di quello che potevo immaginare. Dissi a Giulia che l’avrei aiutata ma non volevo sporcarmi perché avevo degli appuntamenti di lavoro e non potevo permettermi di perdere tempo per farmi una doccia. Avrei indicato a Giulia le operazioni da fare nella macchina e lei avrebbe eseguito. In realtà il mio volere era lasciarla a pecorina sul cofano dell’auto e tentare di scoparla in quella stessa posizione.

Mentre Giulia era chinata a novanta gradi ad obbedire alle mie istruzioni di sedicente ex meccanico, tutto di un tratto non resistettiall’ennesimo spostamento della sua gonna verso l’alto e le appoggiai una mano per palpare il sedere. “Ei, così non mi aiuti con la macchina” , mi disse Giulia, non tanto stupita dalla pacca del culo quanto invece preoccupata per le sorti della sua auto. ” Non ti preoccupare alla tua macchina ci penseremo dopo, te lo prometto.” E fu così che mentre lei era ancora a pecora le tirai del tutto su la gonna, lasciando il suo splendido sedere alla vista ed iniziai a leccarle la figa e l’ano. Infilavo la punta della mia lingua dentro le labbra della sua splendida vulva e poi salivo su con la mia lingua tutta salivosa e bagnata e le leccavo anche culo. Inutile dire, che durante quell’operazione il mio cazzo divenne subito durissimo. Mi abbassai i pantaloni e di un tratto la presi alla pecorina. La sua figa bagnatissima era un estasi di piacere ed il suo ansimare mi fecero venir voglia di osare, così mentre la stavo fottendo in fica, provai ad infilarle un dito nel culo. Feci questa operazione piano e con delicatezza ed a lei piacque a quanto pare in quanto aumentò i sussulti con il quale gemeva e ansimava. Da un dito passai a due e nel contempo continuavo a penetrarla. Quella doppia penetrazione e quella visione del suo culo con le mie dita dentro ed il cazzo nella sua figa, mi esaltarono tanto fino all’orgasmo. Estrassi il mio cazzo dalla figa lo infilai brevemente nel culetto già aperto di Giulia e dopo pochi colpi, esplosi il mio sperma nel suo ano. Il suo culo fu inondato da una grande quantità di sborra, che ripulii con dei fazzoletti poco dopo. Giulia si girò finalmente e mi bacio e mi disse: “Bravo mi è piaciuto molto, ma adesso mantieni la promessa e ripara la mia macchina

 

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