Racconto di Sara

Racconto di Sara

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Nella prima settimana di Luglio, mentre disponevo delle cose in un armadio in alto, scendendo da una scala, sono scivolata e caduta, un terribile male ad un ginocchio e alla coscia.
Recata subito al Pronto Soccorso, dopo lastre e visita ortopedica, fortunatamente niente di rotto, ma una gran botta sulla coscia, sul muscolo femorale ed una leggera distorsione al ginocchio, fortuna niente di grave, naturalmente un gran dolore, riposo iniziale, antidolorifici ed alcune sedute di fisioterapia.
Al momento tanta rabbia, poi alla ricerca di un buon fisioterapista, volevo rimettermi prima di partire per le vacanze.
Dietro consiglio di una cara amica
, vengo indirizzata verso un fisioterapista che lavora anche a domicilio, e naturalmente avendo la gamba quasi immobilizzata e non riuscendo a guidare era la soluzione migliore. Mi sono fidata subito, in quanto sapevo che ne aveva avuto un bisogno qualche tempo fa ed in poco tempo lo aveva ristabilizzata.
Prendiamo appuntamento per telefono e subito mi dice che sarebbe passato nel primo pomeriggio, già che era in zona, per vedere la situazione, poi mi avrebbe dato le specifiche per il proseguimento. Perfetto momento, anche il mio ragazzo volle essere presente per sentire il suo parere sulla situazione. Arrivò verso le 14:00, a sorpresa si presentò in compagnia della mia migliore amica, che voleva approfittare per vedermi finalmente a riposo, anche se dolorante.
Un vero piacere rivedere Alessia, venuta a trovarmi in questo doloroso momento, confortandomi poi nel momento della iniziale visita di Daniele, il fisioterapista.
Diciamo pure che la vista di
Daniele fu dolorosa ma piacevole, un gran bell’uomo sulla trentina.
Ebbene, volle subito vedere le lastre e le carte dell’ortopedico, di seguito la parte interessata, e naturalmente essendo la coscia e il ginocchio, dovetti alzare la gonna, fino ai fianchi.
Mi stavo quasi facendo problema a sollevare la gonna fino su, ma lui subito molto professionale mi disse: “non si preoccupi signora, non mi scandalizzo certo”.
Subito iniziò a toccare a livello del ginocchio e provando a farmelo piegare per capire bene come lavorarci, poi passò alla coscia toccando a livello dell’ematoma.
Ebbene fu molto preciso nelle sue conclusioni: “Almeno una decina di sedute e sarà completamente ristabilita, lavoriamo su tre sedute alla settimana, e vedrà che per la fine di Luglio, sarà completamente ristabilita”, per la miseria restai un po’ delusa, perché pensai: “così tanto?”.
Dalla mia espressione Daniele si rese conto del mio pensiero, quindi proseguì: ”Non si preoccupi, a camminare inizierà molto prima, noterà i miglioramenti già dalle prime sedute”.
Ok!!! mi tranquillizzai, quindi decidemmo le date e gli orari per le sedute. Se ne andò dopo più di un’ora. Maliziosamente, si raccomandò di seguire i consigli di Daniele, ma di non distrarlo con giochetti vari, perché lui era molto professionale e non sarebbe caduto in nessuna tentazione. Gli risposi che non c’erano problemi, anche perché con il male che avevo, non pensavo certo a situazioni particolari o avventure di sorta, vedevo in Daniele, semplicemente il mio guaritore.
Ebbene ci salutammo anche con Alessia che mi promise che sarebbe passata ancora per vedere i miei miglioramenti e sapere le novità.
Cominciammo le sedute già il giorno dopo, nel pomeriggio tardo. Per evitare il problema dell’imbarazzo di dovermi sollevare la gonna e restare con gli slip in vista, decisi di infilarmi dei pantaloncini corti, sicuramente più comodi e meno imbarazzanti sia per me che per lui.
Arrivò puntuale e naturalmente con tutta la sua professionalità si mise subito all’opera sul ginocchio, facendomi fare piegamenti vari senza sforzare, ma facendomi soffrire per il dolore, Poi passò sulla coscia, massaggiandola con una crema che mi avrebbe aiutato a far sciogliere l’ematoma. Naturalmente scemando il male, aumentavano certe stimolazioni, specialmente quando mi massaggiava la coscia, quelle mani che si avvicinavano alla passera, nonostante la sua serietà nel suo lavoro.
Fu verso le ultime sedute che capitò una situazione abbastanza particolare. Per il gran caldo, ero in casa seminuda, sdraiata sul divano che mi guardavo la TV, quando suonò il citofono, mi alzai e andai a rispondere, era Daniele, aveva anticipato la seduta. Subito gli aprii il cancello, nel frattempo che saliva andai a sistemarmi in fretta e furia,mi sfilai la sola maglietta che indossavo, per infilarmi i pantaloncini e una camicia del mio ragazzo,ma facendo fretta e furia, sotto i pantaloncini non infilai gli slip e sotto la camicia non misi il reggiseno. Poi andai ad aprire la porta, Daniele si scusò dell’improvvisata: “Mi devi scusare se non ti ho avvisata per tempo, ma essendo già in zona, ho voluto fermarmi per non tornare più tardi e fare strada per niente”, gli risposi che non c’era problema e quindi ci dirigemmo direttamente in camera. Daniele sempre professionalmente, iniziò il suo lavoro, ma mi accorsi mentre lavorava al ginocchio, che c’era qualcosa di strano in lui, stava lavorando in modo distratto, quasi imbarazzato, non era nella sua normalità. Mi resi conto solo più tardi del problema. Si, avevo i pantaloncini, ma naturalmente non essendo stretti alla gamba ed essendo senza mutandine sotto, allargando le gambe mentre lavorava al ginocchio si vedeva in tutto il suo splendore, la passera.
Lavorava cercando di distogliere lo sguardo per evitare imbarazzi, ma purtroppo avevo capito. Sinceramente la cosa iniziava ad intrigarmi, i momenti di imbarazzo dei primi giorni, ormai se ne erano andati e l’amicizia che si era creata tra noi, mi aveva abbastanza sciolta.
Decisi di far finta di niente, ma in me iniziò a salire un gran caldo, non il caldo naturale di quei giorni, ma un caldo di eccitazione.
Finito con il ginocchio, passò poi alla coscia, cosa ancora più intrigante, perché a quel punto le sue mani si sarebbero molto più avvicinate alla passera nuda e vogliosa, anche a causa del periodo di astinenza dopo la caduta.
Partì deciso con il massaggio, ma con un leggero cambiamento, si fermava ogni qualvolta si avvicinava alla passera, si capiva che voleva evitare di andare troppo vicino. Non riuscii a trattenermi e gli dissi: “Daniele, oggi mi sembra che stai massaggiando male, eri molto più deciso le altre volte, c’è qualche problema?”, lui un po’ imbarazzato mi rispose timidamente: “Mi sono accorto che non hai le mutandine sotto e non vorrei sembrare inopportuno, sembrare uno che approfitta”, gli feci un sorriso e gli risposi: “Non preoccuparti, tu fai quello che devi fare, purtroppo quando sei arrivato, mi sono infilata i pantaloncini in fretta e furia senza mutandine, senza pensare che si sarebbe potuto vedere”.
A quel punto tornò a massaggiare come sapeva, ma ogni volta che con le mani si avvicinava alla passera, ero assalita da forti brividi. Ero in astinenza da qualche giorno antecedente la caduta, quindi il desiderio non era indifferente, il male era molto diminuito e quindi il desiderio sopraffaceva il dolore. Non volevo nemmeno istigarlo più di tanto, pensando che il tutto era quasi inutile, troppo professionale.
Qualche volta con le mani arrivò quasi a toccarla, un leggero sfioramento. Eravamo quasi alla fine della seduta, ed io cominciavo ad essere sempre più intrigata da lui e dalle sue magiche mani, pensai addirittura: “saranno così magiche anche per altro?”.
Però decisi di chiedergli se avesse mai avuto avventure o storie in questo suo lavorare a domicilio, lui mi rispose candidamente di no, che erano solo luoghi comuni.
Ebbene arrivò alla fine della seduta e prima di andarsene mi disse sorridendo: “la prossima volta ti avviso, così fai in tempo a sistemarti” al che io gli risposi tranquillamente: “Beh ma che problema c’è? Ormai quello che dovevi vedere lo hai già visto,ormai non mi imbarazzo piùPer la miseria, ero tutta un fermento, non vedevo l’ora che passasse al massaggio della coscia, quello sarebbe stato il momento più estasiante, più intrigante, il sentire le sue mani sfiorarmi nuovamente la passera.
Ad un certo punto si fermò e mi disse: “Il ginocchio si è sistemato molto bene e potremmo anche interromperci qua”, io un po’ sorpresa risposi: “Come interromperci qua? ma la coscia mi fa ancora male”. Per la miseria avevo frainteso, quindi lui subito mi rispose: “Infatti, il ginocchio è apposto, quindi ora lavoriamo più intensamente sulla coscia”.
Dalla sua borsa, prese dell’olio magico, come lo chiamava lui, ed iniziò il massaggio alla coscia. Ero tesa da paura, sentivo forte il desiderio, la voglia di sentire quelle mani sfiorarmi nel punto più cruciale, di sentire le sue dita sfiorare quelle labbra già umide.
Fu tanto piacevole l’iniziale massaggio, pur trattenendosi dall’avvicinarsi alla passera.
Io ero sempre più accaldata, ma quando lentamente arrivò a sfiorare la passera, ebbi un leggero sussulto di piacere. Sentii la sua mano a soffermarsi, poi lo guardai in viso quasi ad implorarlo di fermarsi proprio li. Era sceso uno strano silenzio, le sue mani erano prossime al tocco decisivo, sentivo in quel momento che stava per succedere qualcosa.
Non mi sbagliai, fu una cosa esaltante, quel massaggio si soffermò per pochi attimi, sfiorando dolcemente le labbra della mia passera, che brividi, Daniele subito se ne accorse, tanto che dopo esser tornato sulla coscia, fece subito ritorno sulla passera soffermandosi definitivamente ed accarezzandola dolcemente. Mi lasciai sfuggire un forte ansimo di piacere.
Daniele non riuscì ad trattenersi e continuò ad accarezzare e sfiorare le labbra della mia passera. Fui colta da un forte palpito al cuore, tutto il desiderio di sentire quelle dita scorrere sulle labbra per finire poi al clitoride ora era ormai una certezza.
Nessuno dei due diceva più niente, solo sguardi. Io ero troppo elettrizzata da questa situazione, era forte il piacere di sentire la passera nuovamente accarezzata dolcemente. Ero tanto piena di desiderio e di voglia di sfogare tutto quello che avevo dentro e gioirne, visto tutto il desiderio che avevo in arretrato.
Daniele era estremamente dolce nel suo tocco, quel suo sfiorare le labbra mi riempiva di brividi.
La passera era già piena di umori, pronta ad ogni piacevole sensazionePer la miseria, ero tutta un fermento, non vedevo l’ora che passasse al massaggio della coscia, quello sarebbe stato il momento più estasiante, più intrigante, il sentire le sue mani sfiorarmi nuovamente la passera.
Ad un certo punto si fermò e mi disse: “Il ginocchio si è sistemato molto bene e potremmo anche interromperci qua”, io un po’ sorpresa risposi: “Come interromperci qua? ma la coscia mi fa ancora male”. Per la miseria avevo frainteso, quindi lui subito mi rispose: “Infatti, il ginocchio è apposto, quindi ora lavoriamo più intensamente sulla coscia”.
Dalla sua borsa, prese dell’olio magico, come lo chiamava lui, ed iniziò il massaggio alla coscia. Ero tesa da paura, sentivo forte il desiderio, la voglia di sentire quelle mani sfiorarmi nel punto più cruciale, di sentire le sue dita sfiorare quelle labbra già umide.
Fu tanto piacevole l’iniziale massaggio, pur trattenendosi dall’avvicinarsi alla passera.
Io ero sempre più accaldata, ma quando lentamente arrivò a sfiorare la passera, ebbi un leggero sussulto di piacere. Sentii la sua mano a soffermarsi, poi lo guardai in viso quasi ad implorarlo di fermarsi proprio li. Era sceso uno strano silenzio, le sue mani erano prossime al tocco decisivo, sentivo in quel momento che stava per succedere qualcosa.
Non mi sbagliai, fu una cosa esaltante, quel massaggio si soffermò per pochi attimi, sfiorando dolcemente le labbra della mia passera, che brividi, Daniele subito se ne accorse, tanto che dopo esser tornato sulla coscia, fece subito ritorno sulla passera soffermandosi definitivamente ed accarezzandola dolcemente. Mi lasciai sfuggire un forte ansimo di piacere.
Daniele non riuscì ad trattenersi e continuò ad accarezzare e sfiorare le labbra della mia passera. Fui colta da un forte palpito al cuore, tutto il desiderio di sentire quelle dita scorrere sulle labbra per finire poi al clitoride ora era ormai una certezza.
Nessuno dei due diceva più niente, solo sguardi. Io ero troppo elettrizzata da questa situazione, era forte il piacere di sentire la passera nuovamente accarezzata dolcemente. Ero tanto piena di desiderio e di voglia di sfogare tutto quello che avevo dentro e gioirne, visto tutto il desiderio che avevo in arretrato.
Daniele era estremamente dolce nel suo tocco, quel suo sfiorare le labbra mi riempiva di brividi.
La passera era già piena di umori, pronta ad ogni piacevole sensazionePer la miseria, ero tutta un fermento, non vedevo l’ora che passasse al massaggio della coscia, quello sarebbe stato il momento più estasiante, più intrigante, il sentire le sue mani sfiorarmi nuovamente la passera.
Ad un certo punto si fermò e mi disse: “Il ginocchio si è sistemato molto bene e potremmo anche interromperci qua”, io un po’ sorpresa risposi: “Come interromperci qua? ma la coscia mi fa ancora male”. Per la miseria avevo frainteso, quindi lui subito mi rispose: “Infatti, il ginocchio è apposto, quindi ora lavoriamo più intensamente sulla coscia”.
Dalla sua borsa, prese dell’olio magico, come lo chiamava lui, ed iniziò il massaggio alla coscia. Ero tesa da paura, sentivo forte il desiderio, la voglia di sentire quelle mani sfiorarmi nel punto più cruciale, di sentire le sue dita sfiorare quelle labbra già umide.
Fu tanto piacevole l’iniziale massaggio, pur trattenendosi dall’avvicinarsi alla passera.
Io ero sempre più accaldata, ma quando lentamente arrivò a sfiorare la passera, ebbi un leggero sussulto di piacere. Sentii la sua mano a soffermarsi, poi lo guardai in viso quasi ad implorarlo di fermarsi proprio li. Era sceso uno strano silenzio, le sue mani erano prossime al tocco decisivo, sentivo in quel momento che stava per succedere qualcosa.
Non mi sbagliai, fu una cosa esaltante, quel massaggio si soffermò per pochi attimi, sfiorando dolcemente le labbra della mia passera, che brividi, Daniele subito se ne accorse, tanto che dopo esser tornato sulla coscia, fece subito ritorno sulla passera soffermandosi definitivamente ed accarezzandola dolcemente. Mi lasciai sfuggire un forte ansimo di piacere.
Daniele non riuscì ad trattenersi e continuò ad accarezzare e sfiorare le labbra della mia passera. Fui colta da un forte palpito al cuore, tutto il desiderio di sentire quelle dita scorrere sulle labbra per finire poi al clitoride ora era ormai una certezza.
Nessuno dei due diceva più niente, solo sguardi. Io ero troppo elettrizzata da questa situazione, era forte il piacere di sentire la passera nuovamente accarezzata dolcemente. Ero tanto piena di desiderio e di voglia di sfogare tutto quello che avevo dentro e gioirne, visto tutto il desiderio che avevo in arretrato.
Daniele era estremamente dolce nel suo tocco, quel suo sfiorare le labbra mi riempiva di brividi.
La passera era già piena di umori, pronta ad ogni piacevole sensazione

 

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