Nell'armadio della mia vicina

Nell'armadio della mia vicina

Quello che vi racconto è successo parecchi anni fa, all’epoca avevo 16 anni. Era estate, faceva molto caldo in quel periodo, era sabato, eravamo io e gli altri della combricola tutti invitati al compleanno di Elena.
Elena abitava di fianco a casa mia in una villetta singola ad un unico piano. Erano tempi diversi, di notte si poteva dormire con le finestre aperte… bei tempi!
Tornando ad Elena, lei era una ragazzina davvero bella, una delle più belle della scuola ed io come tanti altri le sbavavo addosso ma lei era molto riservata e timida. Era abbastanza alta, capelli mori lunghi, occhi verdi, aveva gi una terza di seno ed un culo da favola.
Alla festa eravamo in tanti, saremo stati almeno 20 e ci divertivamo con vari giochi. Essendo Elena una ragazzina con la testa sulle spalle, i suoi genitori decisero di andarsi a fare un giro e di lasciarci giocare tranquilli.
Ad un certo punto qualcuno propose il gioco della bottiglia. Elena all’inizio non voleva ma poi tutti insistevano ed abbiamo iniziato. Dopo qualche giro la bottiglia puntò verso di me, avrei dovuto baciare chi puntava successivamente. La fortuna volle che puntò proprio Elena. Lei mi guardò ed arrossì ma ormai non poteva tirarsi indietro. I ragazzi si misero a dire “bacio! bacio! bacio!” e qualcuno “con la lingua! con la lingua!”. Io le andai davanti, la abbracciai, appoggiai le mie labbra alle sue, mi sentivo elettrizzato, la strinsi a me e provai ad infilarle la lingua in bocca. Inizialmente non la aprì ma dopo un po’ di tentativi la aprì e ci baciammo con la lingua. Io ero molto eccitato, avevo una mega erezione ed Elena essendo stretta a me è impossibile che non la sentisse. Quando ci siamo staccati mi ha guardato negli occhi arrossendo.
Dopo del bacio Elena disse che era tardi e che bisognava iniziare a mettere in ordine che dopo un’altra mezzoretta sarebbero arrivati i suoi.
Io ero ancora eccitatissimo dal bacio, volevo di più e avevo la sensazione che anche Elena volesse di più…
Allora mi è venuta in mente un’idea, mi dovevo intrufolare in camera sua e nascondermi nel suo armadio che si trova di fronte al suo letto, l’avrei vista fin che si spogliava per andare a letto. Sapevo che dormiva con la finestra aperta, perciò quando avrebbe preso sonno sarei uscito dalla finestra.
Dissi ad Elena che io dovevo andare, che salutavo anche gli altri e sarei uscito e, atteso il momento giusto, sgattaiolai in camera sua.
Ho aperto un’anta dell’armadio di fronte il suo letto e… bingo! Non c’erano scaffali perché c’era il bastone con gli appendini, perciò cistavo tranquillamente. Mi infilai dentro, alla mia destra avevo due piumini invernali accatastati uno sull’altro e dall’altra parte c’erano solo vestiti appesi. Chiuse le ante scoprii con piacere che la fessura tra le 2 porte mi assicurava una vista stupenda senza doverle tenere un po’ aperte e rischiare di essere beccato.
Poco dopo arrivarono i genitori di Elena, gli amici andarono via e si misero a cenare subito. Ricordo che ho trascorso dentro l’armadio un tempo che mi sembrò un’eternità.
Finalmente intorno alle 10 sentii Elena che davala buona notte ai suoi genitori, entrava in cameretta e chiudeva la porta. Andò sul fianco del letto e tirò fuori una maglietta di quelle un po’ lunghe che utilizzava come camicia da notte, la appoggiò sul letto ed iniziò a spogliarsi. Prima si levò la maglietta e rimase in reggiseno, ma non era un granché di reggiseno. Subito dopo però si tolse anche quello e comparvero due belle tette sode. Ce l’avevo già duro. Mi sono abbassato i calzoni e me lo sono tirato fuori iniziando a menarmelo lentamente guastandomi la scena. Mi scappò un sospiro un po’ troppo forte, lei girò il suo sguardo verso l’armadio rimanendo immobile. Mi aspettavo che venisse a controllare e mi beccasse ed invece no, riprese a cambiarsi.
La vidi togliersi i pantaloni e rimanere in mutandine. Mi aspettavo che si infilasse la camicia da notte ma con mio grande stupore, e piacere, scoprii che dormiva senza niente sotto la camicetta, infatti si tolse anche le mutandine. Dalla mia posizione in quel momento la vedevo di schiena, che culo fantastico! Poi si infilo la camicia da notte, infilandosela si girò ma feci in tempo a vedere davanti solo per una freazione di secondo una macchina nera che poi scomparve sotto la maglietta.
Ero eccitatissimo! Poi ad un tratto Elena prese i vestiti e capii che li avrebbe appoggiati da qualche parte ma… cazzo! Si stava dirigendo verso di me! Ero nel panico! Mi sono spostato di lato più che potevo dalla parte opposta ai piumini, ad un tratto ho visto aprirsi lanta dalla parte dei piumini, avevo il cuore in gola, ho visto un braccio che si allungava dentro l’armadio ed appoggiava sui piumini i vestiti e poi la porta richiudersi. Ero salvo! Però avevo perso 10 anni di vita!
Tornai a sbirciare e la vidi sedersi sul letto. Poi realizzai che a pochi cm da me c’erano le sue mutandine che si era appena tolta. Le ho prese e le ho annusate, odoravano di lei, il sapore mi inebriava. Me le portai sul cazzo ed iniziai a segarmi con le sue mutandine e ripresi a guardare. Non potego crederci, era seduta appoggiata con la schiena sulla spalliera, le gambe piegate ed aperte e si stava facendo un ditalino e dalla mia posizione vedevo tutto.
Poi ha estratto il dito dalla sua figa ed ha iniziato a succhiarselo. E poi successe l’incredibile: estrasse l’indice dalla bocca, lo puntò verso l’armadio, perciò verso di me, ed iniziò a farmi segno di andare da lei.
Possibile che sapesse che ero la?
Vedendo che non uscivo si diresse verso di me ed arrivata in prossimità dell’armadio fece un piccolo toc toc sull’anta, quasi impercettibile se non per me che ero all’interno. Ero eccitatissimo ma allo stesso tempo non sapevo come comportarmi. Così ho aperto una fessura tra le 2 porte e ci ho infilato l’uccello, dall’armadio usciva solo lui. Lei l’ha visto, prima l’ha impugnato con la sua manina calda, poi si è inginocchiata e l’ha preso in bocca. Incredibile, mi stava facendo un pompino!
Dopo un po’ si è risollevata e prendendomi l’asta in mano mi ha tirato, dolcemente, fuori dall’armadio.
Io l’ho guardata e le ho chiesto “ma come facevi a s…”
Lei mi ha messo una mano davanti la bocca e mi ha sussurrato “ssss altrimenti ci sentono i miei!”
Io le ho sussurrato “hai un corpo fantastico!”
E lei togliendosi la maglietta mi ha risposto “davvero? Allora dimostramelo!”
L’ho presa in braccio, l’ho portata sul letto ed ho iniziato a leccare e succhiare ogni suo centrimetro, le tette gliele ho consumate da quanto gliele ho leccate, poi le ho leccato la figa, che bella, non avrei mai smesso. Poi le ho detto “voglio leccarti anche quel bellissimo culo!” e lei “e allora cosa aspetti?” e si è messa a pecorina.
Credevo di impazzire, stavo leccando quello che consideravo il più bel culo della scuola!
Dopo averla leccata mi sono messo dietro di lei strusciandole il cazzo sulla figa ma lei si è girata e mi ha sussurrato “questo un’altra volta, sono vergine! Finiamo in un altro modo, stenditi”.
Mi sono steso e si è messa sopra di me a 69. Le leccavo quella fantastica figa fin che le mi succhiava il cazzo. Era bellissimo.
Lei poco dopo ha avuto un orgasmo che mi ha letteralmente inondato la faccia, io poi le ho detto “attenta Elena che sto per venire” e lei l’ha stretto con le labbra ed ha iniziato a succhiare con più foga fin che mi sono svuotato nella sua bocca e lei ha ingoiato fino all’ultima goccia.
Si è stesa al mio fianco e mi ha sussurrato “davvero credevi che non ti vedessi che entravi in camera mia? Quando sono venuta a vedere cosa stavi facendo ho visto l’anta richiudersi ed ho capito. E’ da tanto che mi piaci ed ho deciso di approfittare della situazione perché oggi fin che mi baciavi ho sentito il tuo cazzo duro contro di me e mi sono bagnata da quanto ero eccitata!”
L’ho guardata e ci siamo baciati ma poi lei mi ha detto “vestiti ed esci che se ti becca mio papà ti ammazza!”
Sono uscito dalla finestra e sono rientrato a casa mia dove ad attendermi c’erano i miei incazzati neri perché era tardi. Ho guardato l’ora ed era mezzanotte e mezza! Mi hanno chiesto dov’era stato e gli ho risposto “qui vicino” e dentro di me ho pensato “MOLTO vicino! ih ih”

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