Manie di esibizionismo

Manie di esibizionismo

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Mi chiamo Luca, sono un ragazzo di 22 anni. Sono un vero e proprio esibizionista, mi piace farmi vedere in pubblico. Ovviamente a casa evito questo tipo di atteggiamento, i miei non sanno di questa cosa.
Quello che vi sto per raccontare risale all’estate dell’anno scorso. Era la settimana di ferragosto e parlando con mia mamma mi dice “ci sarà anche crisi ma i nostri vicini sono tutti via, non c’è una sola persona a casa!”
Io le chiedo se è sicura, non era mai successo che tutte le case vicine rimanessero deserte. Lei me lo ha confermato, ha detto che la loro vicina Eva era l’ultima rimasta ancora a casa ma che era andata via quella mattina, perciò non c’era più nessuno. Il giorno dopo sarei rimasto proprio da solo perché i miei andavano via tutto il giorno a trovare degli amici in montagna.
Eva, la nostra vicina, ha 39 anni, divorziata, bella signora, bionda, alta 1.65 circa, una bella terza di seno ed un culetto niente male. Si veste spesso con minigonne o pantaloncini attillati e grandi scollature. L’ho guardata molte volte con una voglia matta di farmela ma era la nostra vicina ed amica di mia mamma.
La mattina seguente mia mamma e mio papà vennero in camera a saltarmi e se ne andarono. Io rimasi un po’ a letto, poi mi alzai. Come al solito avevo una mega erezione mattutina. Subito prese il sopravvento la mia mania di esibizionismo, la mia camera è al primo piano, ho una porta finestra che da su un piccolo terrazzino con il bordo in ringhiera che da sulla casa della nostra vicina EVA. La persiana era aperta perché faceva caldo, mi denudai completamente con il cazzo che svettava e mi affacciai in finestra.
Non c’era nessuno, perciò non potevo appagare in pieno la mia mania esibizionista, ma stare in finestra con l’uccello duro al vento era bellissimo.
Ad un tratto sento una voce provenire da giù “ciao Luca”.
Cazzo!! Era la nostra vicina! Ma non doveva essere via? Subito sono tornato indietro non facendomi più vedere. Non mi vergogno ma la mia paura era che lo raccontasse a mia mamma visto che sono amiche e mia mamma di sicuro non apprezzerebbe il fatto che mi metta completamente nudo in finestra.
L’uccello mi si era afflosciato per l’ansia, dovevo fare qualcosa… Se glielo raccontava ero spacciato.
Mi sono preparato e vestito, ed ho pensato di andare a scusarmi con Eva chiedendole di non raccontare nulla a mia mamma. La situazione era un po’ imbarazzante… Mi sono fatto coraggio, sono uscito ma Eva non era più in giardino, era rientrata. Allora sono andato a suonarle il campanello.
Quando ha aperto la porta per vedere chi era ho visto un’espressione di sorpresa nel vedermi, mi ha aperto e sono entrato. Appena ha chiuso la porta le ho detto “Eva, ti prego di perdonarmi, mia mamma mi ha detto che tutto il vicinato era via e che eri via anche tu, che eri partita ieri mattina. Se sapevo che eri fuori non mi sarei mai messo in terrazzo tutto nudo!”
Eva “mmm… sarà che non l’hai fatto apposta… Credi che non mi sia mai accorta di come mi guardi quando sono in minigonna?”
Io “Eva tu sei una bella donna ma ti giuro che non l’ho fatto apposta. Ti prego Eva non dire nulla a mia mamma, la conosci, mi farebbe una scenata stratosferica”
Eva “mmm… va bene, io faccio questo favore a te ma tu ne devi fare uno a me”
Io “Certo, sicuramente, dimmi cosa ti serve e lo faccio!” Non potevo crederci, ero salvo!
Eva “Sai sono una donna sola e certi lavori per me sono faticosi, avrei bisogno di una mano con i lavori de giardino”
Io “Va bene, anche subito se vuoi!”. Cavolo, che stronza! Mi aveva incastrato e mi stava per far fare lavori da giardiniere!
Eva mi ha portato fuori, mi ha fatto vedere cosa c’era da fare e poi mi ha detto “arrivo subito, intanto tu inizia” ed è entrata in casa.
Io mi sono messo al lavoro, almeno ero tranquillo che non avrebbe detto nulla a mia mamma. Dovevo fare un lavoretto in giardino e poi sarebbe stata tutta acqua passata.
Eva è tornata, solo in quel momento ho fatto caso a com’era vestita, aveva una canottiera di quelle con il buco per le braccia abbondantemente largo, si vedeva chiaramente che non portava il reggiseno. Sotto aveva un paio di pantaloncini corti ma non attillati ed un paio di scarpe da ginnastica.
Io stavo vangando la terra, avevo già fatto 3-4 metri. Lei si è inginocchiata all’inizio del pezzo fatto e si è messa a piantare delle piante. Accucciandosi la scollatura lasciava vedere completamente le sue tette. Il cazzo mi stava diventando duro, non potevo rischiare altre figuracce ed i pantaloncini non erano tanto larghi, se mi diventava duro si sarebbe visto. Perciò mi sono concentrato sul mio lavoro cercando di non guardarla.
Eva mi chiama per chiedermi se mi piacciono le piante che sta mettendo giù, alzo la testa per guardare, è di lato e vedo mezza tetta abbondante dall’apertura laterale. Alzo lo sguardo ed incrocio i suoi occhi, cazzo mi aveva beccato che le guardavo la tetta. Ho guardato le piante, le ho detto che erano belle ed ho fatto finta di nulla.
Dopo un po’ è venuta vicina a me, mi ha dato una cazzuola e mi ha detto “nel punto che stai facendo ora, con questa, fai un buco circolare di circa 30 cm di diametro, lo fai profondo una ventina di cm che ci pianto queste.
Mi sono accucciato, ce l’avevo proprio di fianco. Ho fatto il buco e le ho detto “va bene così?”, mi sono girato verso di lei rimanendo accucciato, avevo la sua figa, coperta, all’altezza della mia faccia. Vedo che il cavallotto dei pantaloni è largo ed un po’ basso ed essendo girata un po’ di lato si intravede sotto e… cazzo, non porta le mutandine! Vedevo parte della sua figa, completamente depilata, proprio come piace a me!
Il mio cazzo si stava impennando ed io ero imbambolato a guardarle la figa. Ad un certo punto sento che mi dice “Luca cosa guardi?”
Io “no no niente…” e mi sono messo di nuovo a lavorare con la vanga dandole le spalle in maniera che non vedesse la mia mega erezione. Ma cavolo, perché era uscita senza reggiseno e senza mutandine? Che l’avesse fatto apposta?
La risposta ce l’ho avuto di li a breve. Stavo vangando quando mi chiama di nuovo “e queste ti piacciono?”. Pensando che volesse farmi vedere altre piante mi giro e resto a bocca aperta: si era tolta la canottiera e si stava tenendo le tette per metterle bene in mostra.
Evidentemente sapeva anche lei che non c’era nessuno.
Mi sono avvicinato, ce l’avevo talmente tanto duro che la cappella mi usciva di 2-3 centimetri dai pantaloni. Era bene in vista visto che mi ero tolto la maglietta poco prima per il caldo. Lei l’ha visto e si è passata la lingua sulle labbra. Si è chinata, mi ha abbassato pantaloncini e mutande ed ha iniziato a leccarlo. Mi leccava la cappella tutt’attorno, poi percorreva tutta l’asta e poi lo prendeva in bocca e me lo succhiava.
Era fantastica ma non volevo venire subito, perciò l’ho fermata e fatta alzare, l’ho baciata e fin che la baciavo le palpavo quelle tette fantastiche. Poi ho iniziato a baciarle il collo, sono sceso ancora e le ho succhiato le tette. Fin che gliele succhiavo le ho tolto i pantaloncini. L’ho fatta adagiare sull’erba, le ho aperto le gambe ed ho iniziato a leccarle quella bella figa. Ansimava di brutto.
Era surreale essere la sul prato all’esterno ma tanto non c’era nessuno.
Dopo un bel po’ che gliela leccavo, le ho detto “girati e mettiti a pecorina, voglio leccarti anche il culo!”
Lei si è messa subito in posizione ed io mi sono trovato davanti quel culo meraviglioso aperto, ho messo la faccia in mezzo alle sue natiche ed ho iniziato a leccarglielo. Le piaceva, ansimava di brutto.
Avevo l’uccello talmente duro che mi faceva male.
Mi sono messo in ginocchio dietro di le e le ho penetrato la figa in un solo colpo, era talmente bagnata che è entrato subito tutto.
Ho iniziato a pomparla di brutto. Sarà stata la grande eccitazione ma dopo poco sentivo che dovevo già venire, gliel’ho detto e mi ha detto di venirle pure in figa che tanto prendeva la pillola. Sono venuto e l’ho praticamente riempita da quanta ne ho fatta. Ero talmente preso ed eccitato da quella trombata che l’uccello è rimasto bello rigido ed ho continuato a scoparla. Dopo poco è venuta anche lei ma io continuavo. Poi fin che la scopavo le ho versato un po’ di saliva sul buco del culo e ci ho infilato il pollice, entrava che era una meraviglia. Allora ho estratto il cazzo che era molto ben lubrificato e gliel’ho puntato sul culo. Lei mi ha detto “oh si, mettimelo anche nel culo! Aprimi!”. Le ho messo le mani sui fianchi ed ho spinto. Era abituata a riceverlo nel culo perché è entrato con estrema facilità.
Fin che la trombavo sul culo con le mani le stimolavo il clitoride. Glielo massaggiavo con un dito, glielo strizzavo tra 2… Lei non gemeva più, emetteva dei gridolini.
Poi ha iniziato ad incitarmi “sfondami più forte, più forte, dai che vengo… vengo… vengoooo!!!!!”
Sentirla che godeva così intensamente ha fatto venire anche me così questo giro le ho riempito il culo.
Eravamo entrambi molto sudati così mi ha detto “dai, entra che andiamo a farci una doccia!”
Siamo entrati nel box doccia e ci siamo rinfrescati con il getto di acqua fredda. Lei mi ha guardato e si leccava le labbra. Io le ho detto “devi aspettare un po’ che mi ricarichi, adesso è moscio”
Eva “uffi, ho voglia di succhiartelo e di bere il tuo sperma”
Io “dammi almeno una mezzoretta”
Eva “conosco io un trucchetto che lo fa rizzare subito a tutti gli uomini”, è passata dietro la mia schiena e si è accucciata e mi ha detto “adesso piegati un po’ in avanti”
L’ho fatto, subito dopo ho sentito le sue mani che divaricavano le mie natiche ed una lingua che iniziava a leccarmi il buco del culo. Era molto piacevole ma dubitavo che mi venisse duro subito. Dopo poco smette di leccarmi e sendo la punta del dito che preme sul mio buco e le dico “che fai?”
Eva “fidati, vedrai che ti piacerà!”
Mi ha infilato il dito nel culo ed ha iniziato a massaggiarmi la prostata. Era una sensazione indescrivibile, sentivo dei timidi segnali di ripresa dal basso ventre. Tenendomi il dito piantato nel culo mi è passata davanti e l’ha preso in bocca. Il cazzo era ancora moscio, lei, continuando il massaggio alla prostata ha iniziato a succhiarmelo facendo un lavoro da vera esperta con la lingua sulla cappella. Pochi secondi dopo era già in tiro.
L’ha estratto dalla bocca e guardandomi con 2 occhi vogliosi mi ha detto “hai visto cosa so fare? Adesso goditi questo pompino e dammi da bere!” e le l’è reinfilato in bocca.
E’ stato il pompino più bello che mi avessero mai fatto, sono durato tanto perché avevo appena sborrato per ben 2 volte, altrimenti con un pompino del genere sarei durato pochissimo.
Stavo per venire, quando gliel’ho detto ha iniziato a succhiarlo con ancora più foga fin che sono venuto nella sua bocca. Non ne ha fatto uscire nemmeno una goccia.