L’usignolo

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L’usignolo

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L’USIGNOLO

E’ sabato pomeriggio, negozio del macellaio Giacinto, un uomo alto, aitante, di circa trent’anni, sta servendo due donne, sulla quarantina: Elena, piuttosto attraente, e Rita. Le due si conoscono, sono colleghe di lavoro, parlano tra di loro del più e del meno. Poi escono con la spesa, Giacinto: “ciao Rita”, Rita: “ciao Giacinto”, Giacinto “arrivederci signora…buona domenica”. Il martedì successivo Rita si ripresenta, Elena non c’è. “La sua collega non c’è?” “No, mi ha detto che non vuole vedere nessuno…poverina…” Giacinto: “poverina?” “Eh, sì!” “cosa?” “non so se…” “ma via…mi mettete curiosità…” “per l’appunto…non sta bene…” “ma che è successo?” “e non ve lo posso dire…” “ora che avete cominciato, o si dice tutto o niente…” “è una questione delicata…” “sto sulle spine ormai…” “fate però che io non ve l’ho detto…è mia collega…le dispiacerebbe…che io andassi in giro a raccontare i fatti suoi…” “di me vi potete fidare…” e fa il segno con una mano di tener la bocca chiusa “mi raccomando….” “giuro…” “la mia collega…” “la vostra collega…” “ha un problema col marito!” “ah!” “un problema…intimo…” “parlate chiaro…” “mica facile parlare con voi…siete un uomo!” “suvvia…” “quando loro sono a letto…quello lì’ non funziona…” “quello lì?” “ma come!…non capite?” si batte una mano sulla fronte “ah! l’usignolo non canta…perché non l’avete detto subito…chissà che andavo a pensare…” “oddio…l’usignolo?” “come lo chiamate voi? l’uccellino…quando canta è bello dritto…è un piacere sentirlo…” “ma certo…avete ragione… ah!ah!ah!” “e così è impotente…” “si…ma non ditelo, mi raccomando…” “state tranquilla, si parla ora che siamo soli…” “poverina…” “ecco fatto, è pronto…tenga…” “grazie…arrivederci…” la signora gli fa cenno col dito di tacere e lui risponde con una mano sulla bocca…“ Rita si ferma e di volta “aspetti, mi viene un’idea…” “quale idea?” “lei è un dongiovanni…lo sanno tutti…perché non ci pensa lei? a far cantare l’uccellino intendo…” “io? cosa va a pensare?” “Elena ha bisogno di uno come lei…sta così male…” “capito…che devo fare?” “la mia collega è sola qui in città, nella casa ereditata dai genitori, lei telefoni offrendosi di portare la spesa…io nel frattempo le parlerò… le dirò che deve accettare un altro uomo…cercherò di convincerla…lei ci vada e vediamo che succede…se accetta o no…” “come vuole…” (prende il telefonino e detta il numero) “signora Elena? sono Giacinto…la sua collega, Rita, mi ha detto che sta poco bene….ah! si…si…no… se vuole le porto io la spesa dopo la chiusura…nessun disturbo…è una collega di Rita…ci mancherebbe… si…si…a dopo…” Rita “è fatta?” lui: “è fatta!” Rita “ora tocca a me parlarle…” lui: “io preparo intanto la spesa…afrodisiaca…” “proprio un dongiovanni!” “troppo buona!” (le consegna la spesa) “e cerca di farlo cantare bene l’uccellino!” “sarà come a Sanremo, signora Rita!” (ridono, lei esce, va a casa di Elena) “ciao, come stai?” “come al solito…non bene…” “senti, non puoi andare avanti così…” “non ci posso fare niente, lo sai” “non è vero…devi reagire” “dici bene tu…” “Elena, devi distrarti in qualche modo” “non mi piace fare niente…” “intendevo dire che devi andare con un uomo…” “un uomo?” “certo, un altro uomo…” “no…no…” “perché no? non puoi reprimerti così…non è giusto” “ma io non voglio lasciarlo” “non è necessario…” “mi stai proponendo di mettergli le corna?” “si” “ma io non conosco nessuno” “ci penso io a trovartelo, faccio la ruffiana per te” “hai già in mente qualcuno?” “una mezza idea” “e a mio marito che dico?” “niente” “come niente?” “non lo deve sapere” “devo far finta di niente?” “si, non cambia niente tra voi” (lunga pausa di silenzio, Elena si alza e cammina nervosamente) “guarda, se proprio devo farlo…. che non sia sposato! non voglio sfasciare nessuna famiglia…” “ok” “e neanche vecchio!” “certo” “e non sia un imbranato, deve avere esperienza…” “va bene, sarai accontentata” “e non c’è bisogno di aggiungere che non può pretendere che lasci mio marito” “sta’ tranquilla” “sei sicura di quello che stai per fare? non è che mi metti nei guai? “no…andrà tutto bene, fidati…ti farai finalmente una bella scopata” “staremo a vedere” “io vado che mi aspetta il mio di marito…stasera gli ho promesso di non far tardi…” “fallo tu che puoi…” “già…ultimamente mi sta sempre addosso…come entra in casa lui o entro io mi stringe a sè, mi sfila le mutandine e me lo infila dentro…mi piace tanto…vengo quasi subito” “proprio un bel pene!” “ma dillo che è un bel cazzo!” “si, si, hai ragione, ci vuole proprio un bel cazzo”. (ridono, Rita esce).
(E’ sera, casa di Elena, suonano alla porta, va ad aprire, è il macellaio con la spesa) “Ah, è lei, prego, non so come ringraziarla” “Ecco, c’è tutto quello mi ha dettato per telefono…” “50 signora…” “eccoli” “in più, c’è questo omaggio per lei…un intingolo di mia produzione una prelibatezza che fa innamorare…” “ma io non so cucinare una cosa così raffinata…” “lo faccio io, sono bravo cuoco sa?” “ma non ha una moglie che l’aspetta?” “no, sono uno scapolone io… cucino e mangio da solo, a meno che non mi faccia compagnia una bella donna come lei…” “ah” (Elena capisce che è l’uomo trovato dall’amica, cambia subito tono) “senti, io sono in disordine, vado a sistemarmi un attimo, tu va’ pure in cucina…” Giacinto porta la spesa e comincia a preparare la cena mentre Elena si chiude in bagno per truccarsi. Dopo circa mezz’ora: lui “è pronto!” lei (dal bagno) “arrivo!” “sei bellissima!” “grazie” lui cerca di baciarla sulle labbra, lei si discosta, si siedono a tavola, iniziano a mangiare, lei: “buono!” lui: “è la mia specialità…” lei: “complimenti” lui: “con questo piatto ho conquistato tante donne…” lei: “quante?” lui “e chi lo sa” si avvicina a lei, ma Elena si alza “forse… sto sbagliando…” ma lui le fa cenno di tacere, le infila le mani sotto la gonna e sfila le mutandine, la fa sedere a cavalcioni sulle sua ginocchia, le slaccia da dietro il reggiseno, bacia i seni e succhia i capezzoli, poi tenendole il culo con le mani, inserisce il cazzo nella figa lei “ahh!” “ti piace?” “quanto è duro!” poi la bacia sul collo, e muove il cazzo stimolando la clitoride “ancora!” , esce e rientra col cazzo, “mmm!” poi lei lo blocca e si muove lei, uscendo e rientrando “così brava…godi!…ci sei…è tutto tuo!” finalmente viene con impeto, anche lui si lancia in una cavalcata finale di sperma….si accasciano esausti sulla sedia…l’usignolo ha cantato!

 


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