Lucy – Sesso e Videogames 1

Lucy – Sesso e Videogames 1

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Come già per altri racconti (“Il Bungalow” e “Halloween”) mi piace raccontare delle realtà alternative, dove le cose non sono veramente avvenute ma, come per un effetto “sliding doors” sono ciò che “avrebbe potuto essere” cambiando qualche dettaglio di ciò che è avvenuto nelle nostre vite reali.

“E cazzo, basta, non ci gioco più, non c’è manco gusto!” si lamenta Gabriele dopo l’ennesimo 6 a 0 rifilatogli a Sensible Soccer.
Già, sono uno dei fortunati proprietari di un Amiga 2000 e, se da una parte ciò mi erge a idolo della mia compagnia di amici, che potevano approfittare della mia “sala giochi personale”, dall’altra la possibilità di giocare sette giorni su sette mi regala un livello di abilità nettamente superiore, specie in quell’antenato degli odierni videogiochi a tema calcistico tale da far perdere anche l’interesse alla competizione.
Decidiamo così di posare i joystick e di impugnare qualcosa di ugualmente rigido ma vivo e pulsante: di comune accordo, tiro fuori dal mio nascondiglio segreto quel paio di Caballero arraffati in edicola e conservati come un tesoro prezioso, e iniziamo a sfogliare quelle pagine patinate che ci trascinavano in un mondo di modelle abusate da cazzi nodosi in ogni buco, smanettando nel frattempo i nostri arnesi da adolescenti fino ad arrivare al piacere.
Uno di noi, non ricordo chi, ad un tratto butta lì l’idea di toccarsi reciprocamente, al fine di immaginare che la mano che si sta prendendo cura del nostro pisello sia quella della compagna di classe o della sorella grande di un nostro amico e, seppure un po’ riluttanti, iniziamo a masturbarci in coppia: Gabriele con Stefano, e io con Marco.
E’ un insieme di sensazioni strane: è curioso sentire il mio sesso che viene sollecitato da una mano estranea, contrariamente al mio quotidiano adolescenziale “fai da te”, ma è ancor più insolito sentire quel cilindro di carne dura nella mia mano, più grosso del mio, ma ugualmente caldo e liscio.
Per la prima volta faccio quella carezza ad un altro pene e stranamente non mi dà noia, anzi. E’ quasi piacevole sentire quel sesso estraneo vibrare nella mia mano. Lo guardo nascondersi tra le mie dita, coperto dalla pelle del prepuzio, e poi uscirne, rivelando un glande rosso e lucente, simile ad una fragola matura.
Intensifico il movimento della mano e, ad un tratto, alzo gli occhi per scoprire che, mentre gli altri due nostri amici giocavano tra loro tenendo gli occhi chiusi, Marco aveva gli occhi fissi su di me… che, fino ad allora, non avevo staccato gli occhi per un attimo dal suo cazzo stretto tra le mie dita.
Distolgo lo sguardo da lui, avvampando in viso, e proseguo con il va e vieni senza nemmeno accorgermi che, al contrario, la sua mano è quasi ferma sul mio sesso.
Nonostante questo, quando di lì a poco lo sento irrigidirsi e venire, anche io raggiungo l’orgasmo schizzando il mio sperma.
Come però dicevano già gli antichi, “Sic transit gloria mundi”.
Un giorno, infatti, Marco ci chiama a casa sua per mostrarci qualcosa che, se non è il Sacro Graal, poco ci manca: i genitori gli avevano appena regalato il Sega Mega Drive, e nonostante le logiche battute sulla marca della consolle e il suo proprietario, l’invidia di tutti è palpabile.
Diamo inizio ai giochi, e subito capisco che non sarà così facile come a casa mia. Il gioco nuovo, il controller diverso, ci mettono tutti sullo stesso piano. Decidiamo così di giocarci qualcosa, e Marco stupisce tutti con la sua proposta: “Visto cosa abbiamo fatto la settimana scorsa, facciamo che l’ultimo classificato dovrà fare una sega a tutti gli altri” dice, guardandomi fisso in viso.
Riesco un po’ a fatica a destreggiarmi con i nuovi comandi, e così all’ultima partita Stefano è in ultima posizione un punto dietro a me, e deve giocare con Marco, primo in classifica come prevedibile. Ma a questo punto, incredibilmente, Stefano rifila tre pere al padrone di casa in una partita più che sospetta.
Fatto sta che mi trovo, di lì a poco, sul divano fra Stefano e Gabriele, con i loro cazzi in mano, intento a masturbarli fino a sentire il loro succo di maschi che mi cola lungo le mani; faccio appena in tempo a ripulirmi sommariamente con un kleenex, che anche Marco richiede le mie attenzioni.
Stringo in mano quel cazzo duro e sento che anche il mio, dentro i pantaloni, è ugualmente rigido.
Lo masturbo con movimenti rapidi, come per farlo venire il più in fretta possibile e ultimare quel compito che, sebbene stranamente non mi risulti sgradito, mi imbarazza non poco.
Fortunatamente in pochi colpi anche il mio amico se ne viene, schizzando sperma sulle mie dita e sul pavimento davanti a lui, e sento una strana eccitazione a vedere quei fiotti bianco latte…

 

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