l’impiegata della banca (1 parte)

l’impiegata della banca (1 parte)

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Quella che mi accingo a raccontarvi è una storia vera, non inventata, sono sposato quindi il sesso non mi manca con mia moglie, non ho bisogno di inventare, quindi adesso rilassatevi e gustatevi sta scopata che mi è capitata ieri. Ovviamente cambierò i nomi per la privacy.
Mi chiamo Luca ho 45 anni splendidamente portati, sono un architetto con uno studio che và a gonfie vele nel centro di Napoli, collaboro con alcuni costruttori che vedendo i miei disegni e idee innovative volte al verde e risparmio energetico 10 anni fà, mi hanno preso in custodia, mi hanno blindato quasi, un po come se io fossi il loro marchio di fabbrica, ho 7 collaboratori, il mio studio si trova nel centro di Napoli, di fronte al mare.
Sono sposato da 10 anni, ho 2 figli un maschietto e una femminuccia, lei mia moglie, la classica bionda, terza di seno, pignola in casa, troppo precisa, sabato e domenica invaso da mia cognata e puntualmente non uscivamo mai, il sesso è diventato routine piu’ che piacere, e già da tempo in ufficio frequentavo siti di incontri per vivacizzare la mia vita sessuale.
Veniamo alle corna, l’impresa edile mi fece un assegno a 4 zeri, lo vado a versare allo sportello automatico, e come inserisco la carta, una comunicazione mi dice” carta non valida, si rechi nella sua filiale” estraggo la carta e vedo che era semplicemente scaduta da 1 mese, chiamo in banca e mi dicono che già avevano provveduto a spedirla, io faccio presente che mi serviva urgentemente per le mie operazioni e per tutta risposta, mi sentii dire non si preoccupi! Ho altri 2 conti in diverse banche, la cosa non mi spaventava, avevo comunque modo di continuare a lavorare versando, pagando le tasse attraverso altre banche, ma quell’assegno era banca per banca, cioè emesso da un correntista banco napoli e io avevo il conto al banco di napoli, quindi manco 2 giorni dal versamento e potevo anche avere quella disponibilità. Passano 2 mesi, mi dimentico di quell’imprevisto, e quando poi me ne ricordo, facendo mente locale, mi ricordai che l’impiegata mi disse che l’avevano gia spedita la nuova carta, ma a me non arrivo’ nulla. Mi girarono le scatole non poco, perchè se la banca mi costa sui 250 euro all’anno, almeno una telefonata per aggiornarmi me la sarei aspettata, quindi mi reco in quella che banca dove ho la carta sospesa e attendo il mio turno. Nell’attesa, la mia rabbia cresceva, perchè vedevo le addette alle carte che se la ridevano con i clienti forse habituè della banca o i soliti lacchè.. Io me ne sbattevo le palle, del direttore, degli impiegati,della banca, solo una cosa mi faceva calmare, Francesca.
Francesca la descrivo, sui 35 anni, fede al dito, capelli castano scuri, ed un paio di tette da svenimento, sicuro una 4, e non faceva nulla per coprirsele, anzi, forse ci marciava sapendo che era il suo punto di forza, bel visino, piccolo, occhi azzurri, mani fini, carnagione chiara, era tutta vestita di nero, leggins coprente nero, uno stivale tacco 12 nero di velluto, una camicetta molto sbottonata, che non lasciava spazio all’immaginazione, delle tette esplosive, quel reggiseno le conteneva a stento, la camicetta era bianca e sottile, effetto vedo non vedo, e sopra completava l’opera un giubbino a vita bassa di pelle nero..una chiavata senza ritegno pensavo. Comunque, si alzano i soliti 2 tamarri con la barba lunga che erano seduti con lei e finalmente, dopo una buona mezz’ora era venuto il mio turno. Mi accomodo davanti a lei, io indossavo una camicia bianca, una giubbino in renna marrone scuro, jeans.
Francesca come mi accomodo, mi fà con aria sorridente, come posso esserLe d’aiuto? Ed io: una cosa semplice, devo chiudere il conto e le somme accreditate sopra me le deve girare su questo altro conto in questa banca.
Come mi chiese i dati personali e vedendo che la chiusura del mio conto, non dico assolutamente fosse determinante o infulente per la banca, ma sono altresì sicuro che non sarebbe passata inosservata come pratica, Francesca mi disse: come mai? E io le spiegai la situazione, il mio parlare, il mio esporre le cose, mi accorsi che l’interesse di Francesca, non era piu’ quello da cliente a banca..andava oltre! Ma io ero oramai inferocito per il danno derivante dalla perdita di tempo, una pratica antipatica quella della chiusura, ma oramai eravamo in totale rilassatezza, sciolti, come se ci conoscessimo da una vita, dai mi disse, fammi compagnia Luca, andiamo fuori a prendere un caffe’ al bar, ed io con il mio sorriso in bocca le dissi, Francesca, manco se mi sbatti le tette in faccia Francesca mi fai cambiare idea, e lei: puoi essere sicuro che chiudi il conto, ma non su altro. La sua risposta mi spiazzo’, ma capii che Francesca me la sarei scopata se avessi voluto!
Cosi’ ci alziamo,lei spegne il computer e dice alla collega che usciva un attimo! Io l’avrei dovuta precedere per non destare sospetti. Cosi’ mi avvio prima io, esco dalla banca, una splendida giornata di sole mi avvolge, attraverso la strada ed entro nel bar, mentre attendo lei al banco, i miei occhi cercano all’entrata quella splendida creatura, ed infatti non tarda ad entrare, una pantera, gambe fini, vita stretta, quei capelli lisci appena sopra le spalle, una camminata decisa, sicura, mi viene incontro, stavolta il suo giubbino era chiuso, aveva il collo alla giapponese, e stavolta non si vedevano le sue magnifiche tette, cosa prendi? lei disse un caffè. io un succo di arancia, Ah fai vita sana, niente caffè, palestra, non fumi… io dissi.. no no..niente di tutto questo Francesca, vado in palestra, fumo ma solo dopo aver fatto sesso, tu invece? bel fisico, come ti mantieni così in forma? va beh che hai le tette che sono il tuo punto di forza, ma per il resto? questo bel fisichetto? Io, mi rispose francesca, finisco alle 17.00 quindi vado in palestra dalle 18.00 alle 20.00! E la fede al dito? tuo marito non è geloso?? E lei, con un sorriso di chi l’avesse sparata grossa, mi disse, nooo non sono sposata, questa è la fede, ma di mio padre che non ce piu’ e la conservo per ricordo, e ti dico la verità, mi risolve allontanandomi una serie di corteggiatori che a volte sono proprio assillanti, pure in palestra, basta che dico sta salendo mio marito, e scompaiono all’istante! Ah dissi, io..sai come fregare le persone, e brava, e lei mi disse, perchè a te non ti ho fregato con le mie tette?? ed io: ci vuole altro, manco se me le sbatti in faccia! SCOMMETTIAMO? ed io: cosa? che non chiudi il conto!!! Ok, affare fatto.. seguimi! e mi lasciai precedere, attraversammo la strada, in direzione della banca, ma ci avvicinammo al palazzo affianco, dove c’era un grande cancello grigio….
 

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