L’immenso amore

L’immenso amore

Spread the love

L’immenso amore.
Sono massimiliano, un padre single con una figlia che é il suo unico bene in terra,certo, voi mi direte che è normale voler bene alla propria figlia ed io sono d’accordo con voi, ma nel mio caso va aggiunto un amore diverso che intensifica a quello di essere solo padre, un miscuglio tra eccitazione ed i due amori, amore paterno ed amore di uomo verso una donna.
Vi dicevo di che sono single,mia moglie lasciò me e mia figlia per andarsene via con uomo conosciuto d’estate, si è vero i nostri rapporti non idilliaci, anzi, litigavamo spesso, ma l’ho sempre rispettata anche quando ho avuto proposte da donne assai più carine e dolci, in fondo lei era la madre di mia figlia, e questo mi bastava per esserle fedele. Cosa che non bastò a lei, fuggita con primo che gli diede spago. Ora e madre e moglie in Australia, solo in Australia visto che ha fatto solo blandi tentativi per parlare con sua figlia, chiamate con skipe della durata massima di 5 minuti di nascosto del suo nuovo marito per non fargli pesare un diverso e dimenticato amore. Tra noi invece solo chiamate furiose e di disprezzo, quest’ultimo più da parte mia, voleva il divorzio ed io glielo concessi subito, non la sopportavo, la sua voce stridula era l’acido gracidio di una sveglia quanto si ha la febbre e fuori fa freddo.
Mia figlia Carmela non lo vuole sentire neanche nominare, si sente tradita, abbandonata come un oggetto di poco valore, si sente furiosa poiché,dopo ore di discorsi ha capito che la colpa non è la sua, rabbiosa poiché non gli è stato concesso l’amore che hanno i suoi due fratellastri d’oltre oceano, la madre ha tentato di inviarle le foto per vantarsene ma lei ha eliminato l’email senza aprirla, un po come era stato fatto a lei, buttata via ancor prima che sbocciasse nel suo splendore e coscienza, una mancata conoscenza delle sue enormi capacità, un’attitudine ad essere amata ed amare e nel rendere lievi le salite erte che la vita ci pone davanti.
Ha 19 anni da compiere fra poco ma é già a modo suo donna, l’amore per lei è nato nello stesso momento in cui ho saputo del suo concepimento, ma da qualche mese si è rafforzato, tutto è iniziato per colpa, anzi merito, di una donna che mi faceva il filo, propenso a dare una figura materna a mia figlia mi sono lasciato convincere a qualche uscita romantica, lei non è il mio tipo, troppe parole in una bocca sola, ciarliera e commara, io amo le persone di poche parole, che non si interessato delle vite altrui e che soprattutto non danno conto della loro agli estranei, ma sta di fatto che ci sono uscito e l’ho presentata a mia figlia. Carmela non l’ha sopportata da subito, diceva di lei “troppo truccata e con il viso da serpe”. Dopo i tre primi appuntamenti ho deciso di non frequentarla più, non glielo ho detto alla mia bambina per non dargli vinta un’altra battaglia, anche perché in futuro avrei potuto trovare la donna perfetta per noi, e quella donna era lì dietro il mio angolo ed io non lo sapevo.
Carmela era sempre irritata, nervosa,con gli altri, non con me e questo mi rassicurava ma al contempo mi preoccupava, infine dopo estenuanti tentativi mi rivelò di non volere donne in casa, ho cercato di fargli capire che un uomo ha delle esigenze ma lei non ha voluto sentire storie, dritta come una lama fredda e lucida aveva iniziato a solcare il suo territorio.
Tutte le sere vedevamo la tv insieme, cercando film d’orrore o del genere fantastico come Harry Potter o il signore degli anelli, ma ora più che mai si addossava a me. Qualche sera fa mi sollevò il braccio e ci si coprì, la mia mano destra ora era sotto il suo culo trattenuta ed intrecciata dalla sua mentre la sua mano sinistra, penetrata le gambe, aveva afferrato il sottocoscia, il gomito era sul mio pene floscio perciò fece attenzione a non caricare peso. Nello scorrere dei produttori, degli attori principale e del titolo The Nun, lei si stringeva di più a me, il muoversi aveva fatto si che la mia camicia che indossava come pigiama di solito si spostasse ed ora le mie dita lambivano i bordi dello slip con su Minnie all’altezza dei glutei, tra il fresco della sua pelle ed il cucito cotone, si infuocarono ed io mi sentivo un maiale, un essere spregevole e contronatura, cercai di ritirare la mano ma lei la trattenne a se e con il gomito premette sul mio pene ormai duro, svergognato dal mio organo pensavo ad uno sguardo accusatorio e di indignazione ma Carmela non fece e disse niente tranne che nello stringersi di più a me. Dopo una mezzora mi disse di far slittare e poi sollevare le gambe su una sedia in modo da potersi lei distendere, una volta fatta la manovra lei appoggiò la sua testa sulla mia pancia appiattita dalla posizione e tratteneva con forza la mia mano destra sui suoi seni turgidi, piano piano il suo capo scivolò fino a che la sua bocca potesse accarezzare, volontariamente ed involontariamente il mio cazzo irrigidito e pronto a scoppiare, sono 8 anni che non faccio sesso, da 2 anni prima che lei mi lasciasse. Sentivo il suo fiato caldo inumidire la mia cappella, le labbra morbide dare morsi senza denti ed io ero in estasi ma il film stava finendo, forse meglio così. Finito il film si alzò di scatto e mi diede un bacio condito da un ti voglio bene papu mio, vado lavarmi i denti, papu è uno dei vezzeggiativi con cui mi chiama spesso. Deluso e con un’occlusione al cuore andai a letto, dopo qualche minuto lei entrò di corsa, come un vento freddo ma che gonfia le ve per continuare il viaggio fino a casa, e disse “cosa ci vediamo ora papà” agitando nella mano destra la pennetta con i film, “quello che vuoi tesoro mio;” “ti va un cartone;” “certo piccola mia, quello che vuoi.”
Attaccò la pennetta e scelse La spada nella roccia, si infilò nel mio letto e mi disse “sai ci ho pensato bene in questi giorni ed ho deciso che a te non serve nessuna, sto iniziando a cucinare bene, poi la mattina tu sei al lavoro ed io a scuola, il pomeriggio tu sempre al lavoro ed io tra compiti e la musica da ascoltare non ho tempo per nessuno e la sera ti faccio trovare qualcosa di caldo in tavola, sto guardando tutti i tuoi piatti preferiti su youtube, quindi a che serve una che ci dice cosa fare e quando farlo;” ero impaurito dall’idea che mi stava balenando in testa ma la sputai fuori di forza ma a bassa voce “ok bambina mia ma io ho anche altre esigenze, mi devi capire;” le si strinse a me è disse con rabbia “tu sei solo mio è basta, ti amo papà mio;”
Il suo naso sfiorava il mio viso e le labbra mi davano baci dolci a guance assorte nell’incredulità e nel piacere assoluto. Piano scese al collo ed inizio ad avidamente a succhiarne parti rinfuse ma vicine, io mi scioglievo sempre più, iniziai a vibrare lei accortasi mise la sua gamba destra sul mio corpo come se toccasse a lei proteggermi, ora ero calmo ma bloccato, non solo dalla presa forte ma anche dalla paura di fare qualcosa di sbagliato che la facesse scappare, mi sali sopra e tenuta ferma la testa si proiettò a baciarmi, prima morsi con i denti sulle labbra e ancora, le mie, troppo chiuse, mi tappo il naso con la mano affinché le aprissi e mi infilò la lingua fino a toccare la mia e poi la roteo trovandola complice. Le mie inconsciamente ora erano sul corpo esile e sinuoso mosso a scatti frenetici affinché anche le teste si opponessero in continue posizioni diverse per incastrarsi in un solo respiro, la mia voce era la sua. Le mie mani divennero corse di invasati sul suo corpicino fino ad incastrarsi dentro gli slip, strinsero il culetto tondo e sodo, gli seguirono il canyon delle natiche arrivando all’umido della vagina, pensai che si fosse arrabbiata perché si protese in avanti alzandosi di poco manera solo affinché le mutandine trattenute dallo sfregare corpo e dalle mie dita sollevate si abbassassero così da farmi capire di toglierle, si chinò per liberare le caviglie, eccola in piedi con la vulva rossa di volere, e fatto un passo si inginocchiò sulla mia bocca e strina la testa, su cui aveva appoggiate i palmi delle mani, tra le gambe, la sua voce.si sollevo flebile ma perentoria,”papa mi brucia, leccamela ti prego;” la lingua esegui l’ordine ricevuto e lei mi domò con movimenti rotatori e di avanti ed indietro, sentivo i suoi umori allagarmi la bocca e darnsaporenalla mia lingua. Trascorsero alcuni minuti con un sottofondo di “si così papu” fino al sentirla urlare di piacere, per fortuna viviamo isolati, la prima casa e a 330 metri sulla strada.che porta alla statale. Si distese di nuovo su di me per mordere le mie labbra,.una sorta di ringraziamento doloroso ma bello. “Oro tocca tocca a te” si girò e preso tra le mani ancora impacchettato dal pigiama, lo spostò verso l’alto facendo sbucare la punta, tutto eseguito con gli occhi rivolti a me, piccoli baci preparatori o di assaggio precedettero la lingua ed il liberarlo per poi soffocarlo nella bocca piccola, gli chiesi, ingelosito, con chi avesse imparato, e lei per tutta risposta, “papa su internet non ci sono solo video ricette” il mio pene era soffocato da 2 forze, una lo teneva fermo e l’altra lo inghiottita e slinguazzava, una battaglia persa che mi costrinse l’annuncio, prese in tempo il fazzoletto che ho sul comodino e lo riempi di anni d’attesa, poi ripulito con secondo lo ribaciò, buono esclamò, la prossima volta voglio provare in bocca.
“Prendimi” questa unica parola era un mondo nuovo, mi esplodeva il cuore, mi seccava la gola e mi rendeva bambino nei paesi dei balocchi, si sdraiò accanto, mi sollevai sulle ginocchia di fronte a lei e gli inarcai in su le gambe, appoggiai la punta del pene sul clitoride e l’accarezzai fino a farla gemere di piacere,” papà fai piano, ho un po di paura” “non ti preoccupare bambina mia, mi dettarai tu i tempi” lo spingevo lungo il taglio della vagina senza penetrarla ma preparandola con la sua stessa voglia lubrificante, poi puntato il centro iniziai dolcemente a spingere, la sua mano protesa mi fermava per abbassarsi quando potevo premere, un ultimo urlo ed era tutto dentro per uscirne rosso fuoco, lucido come una macchina o un elettrodomestico degli anni 60, aveva dolore e piacere, ora.che scorreva fluido dentro di lei ci appoggiamo su un fianco, in tal modo da baciarla facilmente e per guardare il suo viso distruggermi ogni infelicità, finalmente ero io, ero tornato dal mondo dell’aldilà per amare ancora più forte, per amare in modo assoluto, cosa ci può essere.di più meraviglio dell’aggiungere l’amore per una figlia all’amore per una donna, due amori diversi che si congiungono e rafforzano togliendo il fiato a tutto l’altro bene esistente, acqua cheta dinanzi alla nostra lava che puranco la infuocava, mi sentivo dio, mi sentivo invincibile re schiavo solo del suo volere. Non venimmo, il troppo amore ci stordiva. Si addormentò con la testa sulle spalle e.con la televisione che lasciava parole nel vuoto di cui eravamo fatti prima. Ora siamo prima no.
Fine prima parte

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.