Le vicine di casa

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Le vicine di casa

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Capitolo 1
60 anni, avere un corpo segnato dal tempo ma asciutto con la tipica pancetta di chi non fa nessuna attività fisica e non come tanti anziani che credono di avere sempre 20 anni perchè vanno in palestra.
Vivere soli, ma restare sempre gentili con tutti e senza invidia per chi è più giovane, talvolta porta dei risultati.
Questa storia comincia quando nell’appartamento accanto al mio arriva una famiglia composta da padre, madre e 2 figlie gemelle appena maggiorenni.
Durante il loro trasloco incontro padre e madre, noto una certa differenza di età, lui sopra i 50, lei meno di 40, ci presentiamo e poco dopo si avvicina una figlia che mi lancia un gran sorriso e con assoluta naturalezza mi abbraccia e girandosi verso i genitori dice: “assomiglia al nonno”.
Le chiedo come si chiama:
“Sonia, e … posso darti del tu?.
I genitori si scusano ed io dico che può. Finisce il tutto con una gran risata.
Nei giorni successivi incontro spesso le figlie e madre. Le distinguo perchè una sola mi da del tu e mi chiama nonnino e la madre la rimprovera, finchè all’ennesimo mio non c’è problema la mamma mi dice:
Madre “Allora se è il tuo nonnino io sarei o la nuora o la figlia. Ci possiamo dare del tu? Io sono Cinzia.”
Io “Ok ed io mi chiamo Angelo”, rispondo, e così da quel momento passiamo al tu ma sempre molto discreti e riservati nel modo di comportarci.
Passano i giorni. Dopo circa una settimana mi ritrovo al supermercato ed accade l’imprevisto. Non so come mi ritrovo a terra con la camicia e pantaloni sporchi di olio e non so che altro ed un braccio dolorante. La gemella più riservata grida:
Sorella “Mi scusi, mi scusi, non l’ho vista …. aspetti l’aiuto”
Le dico di stare tranquilla ma appena mi alzo si accorge che ho il braccio dolorante.
Vedendomi in quello stato fa di tutto per aiutarmi e insiste per accompagnarmi a casa portando la mia spesa.
Entriamo a casa e subito cerco di levarmi la camicia con gran dolore. Ricomincia a scusarsi sempre dandomi del lei ed io la blocco dicendole un po’ incazzato e vedendola imbambolata:
Io “Vuoi aiutarmi? Allora due cose. Primo dammi del tu come gli altri della tua famiglia, due, se vuoi aiutarmi devi aiutarmi a spogliare ed accompagnarmi in doccia. Se ti crea problemi vai pure. Mi arrangio da solo. … Scusami se sono così brusco ma il braccio mi fa molto male e sono nervoso … però non è colpa tua. Queste cose capitano … Quindi, se ti va di vedermi nudo in doccia e mi aiuti a lavarmi resta, altrimenti vai pure”.
Il tono così imperioso la blocca per pochi secondi e poi dice:
Chiara “Sono Chiara. Sonia ha ragione sei proprio come era mio nonno. Cortese, garbato … anche quando ti incazzi…ops…scusa… resto e ti aiuto… Con Sonia ci piaceva lavare il nonno.”
La mia mente comincia un po’ a vagare pensando a suo nonno con queste due splendide morette che lo lavavamo. Penso:
“Ma si mettevano nude?”
Andiamo nel bagno e senza nessun problema mi spoglia compreso gli slip. Il mio cazzo, forse per il dolore si comporta bene, ma, mi accorgo che la ragazza lo fissa. Faccio finta di niente.
Entro in doccia, apro l’acqua e si accorge che si sarebbe bagnata tutta e dice:
Chiara “Per lavarti devo spogliarmi, mi prometti che non guardi?”
Io “Ok”, rispondo un po’ seccato, come per fargli capire che ho altri problemi.
Mi giro, e dopo poco, indossava un vestitino, sento le sue mani sulla mia schiena. Apre l’acqua per bagnarmi e comincia ad insaponarmi.
Il suo tocco fa risvegliare il mio cazzo e questa volta sono io a sentirmi un po’ in imbarazzo quando mi dice di mettermi di fianco così può insaponarmi davanti.
Mi giro e cerco di non guardarla ma non sento più la spugna. Decido di girarmi piano e guardarla in viso e mi accorgo che fissa la mia erezione. A quel punto anch’io comincio a guardarla. E’ completamente nuda. Messa di profilo. Tettine piccole, cespuglio sulla figa e un gran culetto.
Si accorge che la fisso e urlando scappa via uscendo di casa e lasciandomi nei guai.
Vabbè pazienza, resto fermo nella doccia e … da buon vecchio pervertito comincio a masturbarmi pensando a Chiara.
Sono così preso che non ho sentito la porta riaprirsi e fiondarsi in doccia Sonia.
Non so per quanto tempo è rimasta lì a guardare. Quando mi accorgo di lei dico:
Io “Oh Chiara pensavo fossi andata via”.
Sonia “Sono Sonia e quella scema mi ha raccontato cosa ha combinato. Ora ti aiuto io.”
Si spoglia, senza dirmi di non guardarla. Il mio cazzo si stava afflosciando ma a quella vista riprende tutto il suo vigore. Lei ride entra e dice:
Sonia “Ora ti lavo bene bene”, con un sorrisino malizioso.
Prende la spugna mi insapona la pancia e piano piano scende, arrivando al mio cazzo. Con molta naturalezza lo prende, lo insapona, compreso i testicoli, il tutto con una delicatezza incredibile da grande esperta.
Il mio cazzo non va giù.
Mi sciacqua e mi dice:
Sonia “Nonno, da quanto tempo non vedi una figa? E da quanto tempo una femmina non tocca il tuo … cazzo?”
Questa volta resto io scioccato ma rispondo.
Io “Non lo ricordo, vado avanti con delle seghe”. Mi rendo conto subito dopo di cosa ho appena detto ma resto in silenzio aspettando la sua fuga.
Invece ride, prende una asciugamano, mi porta fuori dalla doccia, mi asciuga restando sempre nuda. Una volta asciutto, entrambi nudi, mi porta in soggiorno, mi fa sedere e lei resta in piedi, davanti a me con in primo piano il cespuglio sulla sua figa. Il mio cazzo è ancora più duro.
Sonia “Sai, il nonno, quando eravamo piccole, ci ha insegnato a non avere vergogna del nostro corpo nudo e così ogni volta che andavamo da lui l’aiutavamo a fare la doccia spogliandoci e godendoci della sua erezione e …”
Lunga pausa.
Sonia“Ci ha anche insegnato come provare piacere con la masturbazione e come si tocca un … cazzo ed … i testicoli.”
Resto allibito ma reagisco subito.
Io “Bravo tuo nonno, ecco perchè sei stata così delicata ma decisa con lui.” Indicanto il mio cazzo.
Sonia “Si chiama cazzo, queste tette e”, piegandosi mostrandomi il suo bel culo e relativi buchi, “ figa, culo e buco del culo”.
Decido di non stupirmi e partecipare al gioco.
Io “Hai un gran bel culo e un bel taglio di figa”.
Si gira rapidamente, temo una sua reazione ed invece …
Sonia “Lo sapevo sei un porco pervertito come mio nonno, però come lui, educato. Avresti potuto mettere le mani addosso, toccare il mio culo ed invece … l’hai solo pensato”
E mentre dice questo la ritrovo seduta sul mio cazzo teso e con molta calma lo sposta mettendolo fra le sue chiappe mentre la sua figa e sul mio ventre, asciutta. Ride e mi da un gran bacio sulla fronte.
Non si muove e non mi muovo, le sue cosce stringono le mie. Le dico:
Io “Sono sempre stato così, perdendo chissà quante occasioni ma risparmiandomi chissà quanti schiaffi”
Ride.
Sonia “Cosa potresti insegnarci?”, dice
Io “Insegnarvi?”, rispondo.
Sonia “Sì, a me ed a So … ehm … Chiara … non ti preoccupare, lei è più troia di me. Ha perso la verginità prima di me” ride.
Io “Non credo che sei troia … per come tutti lo intendono … io preferisco pensare che ti piace la vita senza tutti quei falsi pregiudizi”.
Sonia “Ti amo, ma non mi hai risposto, o sei di quelli all’antica dove la donna deve stare sotto, la scopi, sborri e poi una bella sigaretta, fregandotene se lei ha goduto”.
Io “No, a me è sempre piaciuto prima fare godere la donna e poi …. io”.
Sonia “Ti amo sempre di più… E come la fai venire?”
Io “Mi piace tanto leccare la figa e…se trovo un buco del culo pulito anche quello. Mi piace appena è bagnata infilare prima un dito, poi due e poi … se è una bella figa navigata, anche tre”
Sonia “Ohhhh, mi stai eccitando”
Io “Lo sento, mi stai bagnando tutto il ventre”.
Sonia “E ti dispiace”
Io “Lo adoro, credo che il mio cazzo fra le tue chiappe sta formando una piccola cascata che … colerà fra i tuoi succhi sul mio ventre”.
Ride. Sempre più bagnata.
Resta in silenzio a pensare con un dito in bocca, e penso “Cosa sta pensando?”
Si alza e mi aiuta ad alzarmi.
Si guarda intorno e si dirige nella stanza da letto.
Sonia “Visto che sei infermo sdraiati.”
Non chiedo e mi sdraio.
Sonia “Ora voglio vedere quanto sei bravo o se ti ricordi come si fa a far godere una donna.
Si siede sulla mia faccia offrendo alla mia bocca la sua fighetta grondante.
Non ci penso due volte e comincio a leccarla.
Sonia “Ohhhh …. sììì … cazzo … non ti fermare”
Sento i suoi succhi inondarmi la bocca. Infilo un dito mentre lecco il suo clitoride. Urla di piacere e si abbassa verso il mio cazzo prendendo in bocca la punta.
Io continuo con la sua figa e lei intanto lo ingoia sempre di più. E’ una succhia cazzi esperta nonostante l’età. Capisco che vuole provare ad ingoiarlo tutto.
Io decido di passare al suo secondo buco. Prima col dito capisco se è pulito. Lo è. Poi poggio la lingua. Nessun brutto sapore. Lecco e la sento tremare.
Sonia “Ohh cazzo…sì continua…”.
Le piace. Il mio cazzo è arrivato in gola. Sento che se continua così vengo molto presto. Levo il dito dalla sua figa e lo spingo piano nel culo.
Lei molla per un attimo il mio cazzo dicendo:
Sonia “Che fai, vecchio porco”. Ridacchia
Le dico di stare zitta e continuare a succhiare.
Il mio dito è tutto dentro. Lei geme. Le piace. Continua a succhiare il mio cazzo. Il mio dito ha preso un buon ritmo e mentre le scopo il culo col dito, infilo la lingua nella figa.
Lei geme e succhia e si contorce un po’. Capisco che sta per venire. Levo la lingua e contemporaneamente le infilo due dita nella figa. Due dita in figa ed uno in culo. Sta per venire
Lascia il mio cazzo e grida:
“VENGOOO”.
La mia bocca e faccia vengono inondati del suo liquido denso e bianco. Non avevo mai conosciuto una donna che veniva così. Solo nei porno. E’ dolce.
Preso dall’eccitazione le dico che voglio riempire la sua bocca.
Non me lo fa ripetere due volte. Riprende a succhiare ma subito esplodo nella sua bocca ed ingoia tutto.
Mentre lei ripulisce il mio cazzo io, penso alla sua figa.
Dopo un poco si alza e si corica accanto a me.
Ci guardiamo, prendo la sua testa e la bacio. Ci scambiamo i sapori. Lei resta un po’ stupita. Un lungo intreccio di lingue.
Quando finiamo mi guarda soddisfatta e dice:
“Mai nessuno mi aveva baciato dopo che mi ha riempita la bocca col suo sperma.”
“Neanche tuo nonno?, dico
“NO, col nonno non siamo mai arrivati a questo, solo seghe e ditalini … credo che ci insegnerai tanto … il tuo dito nel mio culo è stato fantastico … Hai rotto molti culi?”, sorridendo.
“Mai rotto nulla, mi piace vedere godere le donne. Certo la prima volta sarà. … ehm … è un po’ doloroso, ma se ben preparato … solo piacere”.
Ride, non so se per il mio “sarà” o chissà cosa pensa.
Sonia “Appena lo racconto a Chiara!” e ride.
Ed io già penso ad avere queste due piccole troie con me, e,… come gestirle.
Si alza mi da un bacetto e mi saluta. “A domani” e corre ridendo ed io resto a guardare quel culo che balla.
L’indomani mattina vado dal medico e ritorno a casa con l’avambraccio ingessato. Cazzo.
Pomeriggio, sono seduto sul divano e suonano alla porta, grido “chi è “.
“Sono Sonia”.
“Alza lo zerbino c’è una chiave e poi rimettila li”.
Entra, con un gran sorriso e mi da un bacio sulla fronte.
Sonia “O cazzo, hai il braccio ingessato”
Io “E già”
Sonia “Quella troia di Chiara”.
Io “Capita, non incolparla”
Sonia “Vuoi fare la doccia? L’hai fatta?”
Io “No”
Sonia “Ok andiamo”
E come un automa mi dirigo alla doccia. Mi spoglia, si spoglia, apre l’acqua e mi lava. Il mio cazzo riprende un po’ di vita. Non è più una novità vederla nuda.
Arriva al mio cazzo e restando sempre in piedi comincia ad insaponarlo e dice:
Sonia “Lava la mia figa”
E cosi per un poco lei si occupa del mio cazzo, di nuovo eretto, ed io mi dedico alla sua figa.
Ci risciacquiamo e dice:
Sonia “Io ho finito, tu no”
Si gira si piega, si allarga le chiappe e mette in bella mostra il suo buco del culo.
Sonia “Lavalo bene” e sorride.
Non perdo tempo e lo lavo come so fare io, sapendo che dovrà finirci la mia lingua.
Le piace e geme piano.
Finito di lavarle il buco del culo mi asciuga, si asciuga, e prendendomi per mano mi porta nel soggiorno. Si guarda in giro e punta il divano che da alla finestra dando le spalle alla porta d’ingresso.
Si mette carponi guardano verso la finestra e mettendomi in bella mostra il suo culo.
Si gira mi guarda:
Sonia “Fammi godere come ieri”
Mi avvicino, mi metto in ginocchio e lecco la sua figa già un po’ bagnata.
Si bagna subito, infilo un dito. E’ bagnatissima. Le infilo un secondo dito. Geme.
Guardo quel buchetto in mezzo a quelle meravigliose chiappe e comincio a leccarlo.
Sonia “Uhmm sì, ti prego, voglio che mi infili di nuovo il dito”
Appena reputo che è ben umido le infilo piano piano un dito.
Sonia “Sì dai muovilo…più veloce”.
Accelero, sempre più veloce, sempre più veloce. Lei geme sempre più forte.
Ora sento il mio pugno sbattere sulle sue chiappe ogni volta che entro tutto il dito.
Geme sempre di più finchè non viene. E di nuovo vedo i suoi succhi densi e bianchi scolare.
Esco il dito dal culo e li immergo nel suo succo. Decido di passare a due dita e senza avvisarla li pianto nel suo culo.
Lei grida.
Sonia “Ahhhh porco… potevi dirmelo”
Io “Scusa, se vuoi smetto”.
Sonia “Nooo, continua …uhmm, mi piace”
Non vuole che mi fermo. Io faccio andare quelle dita in modo forsennato finchè mi grida:
Sonia “SCOPAMI TI PREGO”
Lascio le due dita nel culo e con la mano ingessata prendo il cazzo e lo punto nella sua figa.
Mi muovo piano, ma mi accorgo che è una cascata in pieno e quindi spingo, spingo finchè sono tutto dentro col ventre che sbatte nella mia mano che ha le due dita dentro il suo buco del culo.
Lei urla di piacere e ….. mi sento delle mani sulle spalle. Mi blocco col cazzo piantato tutto dentro, mi giro e vedo:
Io “Chiara!!!”
Sonia “No, sono Sonia. Chiara te la stai scopando” e ridacchia.
Si mette accanto a sua sorella porgendomi le chiappe.
Sonia “Ti voglio dentro anch’io”
Chiara “Sì scopala, è merito suo se siamo qui”.
Esco il cazzo dalla figa fradicia di Chiara. Lascio le due dita nel suo culo e mi sposto da Sonia.
Sonia prende il mio cazzo.
Sonia “Non sono bagnata come quella troia di Chiara … Entra piano”
Comincio a spingere. E’ fradicia anche lei, ma faccio come dice.
Uno, due tre, quattro, cinque colpi e sono tutto dentro. Resto fermo un attimo, aspetto il suo invito.
Sonia “Dai scopami forte”
Comincio a muovermi sempre più velocemente.
Il mio cazzo è nella figa di Sonia e due dita sono nel culo di Chiara.
Colpisco sempre più forte.
Se mi viene un infarto morirò felice, penso.
Le gemelle urlano di piacere, ed io pompo. Vengono quasi insieme ed anche io sto per venire.
Io “STO SBORRANDO” grido
Chiara si gira rapidamente, poggia la testa sul culo di Sonia, apre la bocca ed aspetta.
Sonia mi grida di scoparla più forte, ma io sono arrivato.
Esco il cazzo dalla figa di Sonia e lo pianto nella bocca di Chiara. Due colpi forti nella sua bocca ed esplodo.
Chiara serra le labbra e non fa uscire una goccia mentre sborro.
Quando ho finito lei lo tiene ancora in bocca, nel frattempo la bocca di Sonia si è avvicinata a quella di Chiara.
Chiara lascia il mio cazzo e subito bacia sua sorella. Resto lì impietrito. Una scena meravigliosa.
Le due sorelle si baciano intensamente passandosi il mio sperma. Non so quanto dura.
Mi butto sul divano accanto. Quando finiscono di ripulirsi la bocca, il mento e le guance del mio sperma vengono a sedersi accanto a me. Una a destra ed una sinistra.
Sonia “Un’ultima cosa. Bacia Chiara”
La bacio, la sua lingua entra nella mia bocca, sento il sapore del mio sperma ma mi eccita.
Un lungo bacio.
Finito guardo Sonia ed anche lei mi bacia. Non sento più il sapore del mio sperma.
Finito di baciarla poggiano la loro testa sulle mie spalle.
Chiara “Grazie nonnino … “ e ridacchia
Sonia ride, si gira e si siede sulle mie gambe. Guarda la sorella, e mi dice.
Sonia “Nonno, ti avevo detto che lei è più troia di me”
Ridiamo, io sono al settimo cielo e spero che ciò non avvenga tutti i giorni.
Chiara “La prossima volta riempirai i nostri buchi del culo, nonnino”.
Sonia: “Ci farai diventare delle vere troie”
Chiara: “Ma il culo sarà di pochissimi … e chissà quando … finchè non dirai tu che siamo pronte”
Io le ascolto e già penso a rompere quei due buchi vergini.
Ridono e sento che devono andare in un sexyshop a comprare qualcosa per allargare i loro buchi, intervengo e consiglio di prendere anche un lubrificante.
Le vedo alzarsi, ridenti, si rivestono, mi salutano insieme con un bacetto sulle mie guance e vanno via.
Continua …
 


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