Le sorelle insegnano

Le sorelle insegnano

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Cari lettori dopo anni che, come voi, ho letto e riletto i racconti erotici, ho deciso di descrivere l’inizio della mia vita sessuale.
Io ho vissuto la mia gioventù con la mia famiglia in un maso in piena campagna, isolato dal resto del mondo.
Famiglia numerosa, terzo di cinque figli, due sorelle più grandi e due fratelli più piccoli.
Le sorelle sono state le mie prime maestre sessuali, loro avevano rispettivamente 18 e 16 anni nel pieno delle voglie, mentre io ancora ragazzino magrolino e con appena 15 anni, non pensavo lontanamente al sesso.

A distanza di trent’anni anni ricordo come fosse ieri le grandi stanze della casa, noi tre maschietti ognuno con i propri letti tipo sette nani, mentre le sorelle la loro stanza con un letto matrimoniale.
Estate, obbligo di riposino pomeridiano per noi maschietti mentre le sorelle rassettavano e i genitori lavoravano nei campi.
Una volta finito le pulizie anche le sorelle si straiavano nel letto per un meritato relax.
Mentre i miei fratelli dormivano profondamente, io pensavo al tempo che perdevo in camera invece di essere nel cortile con la bicicletta e il mio cane.
Nel silenzio della casa senti dei strani rumori uscire dalla camera delle sorelle ed allora decisi di alzarmi e a piedi nudí andare a vedere cosa fossero questi strani rumori.
Le porte venivano sempre lasciate aperte per dar modo ai grandi di sentire se i piccoli avessero problemi.

Con passo felpato mi dirigo sulla soglia della porta delle sorelle e sbircio vedendo le due sorelle abbracciate tra loro con le magliette alzate e i pantaloncini appena abbassati e si arrotolavano un pò da una parte un pò dall’altra.
Proprio non capivo cosa stessero facendo e allora mentre mi dirigevo verso il letto dissi: che state facendo? non vi dico, con la velocità della luce si ricoprirono e si alzarono dicendomi come mai non stessi dormendo.
Non riesco a dormire perché sentivo strani rumori e chiesi ancora cosa stessero facendo.
Loro si guardarono e dissero che avevano caldo erano sudate e si stavano asciugando tra di loro con un nuovo sistema.
Voglio provare anche io, ma mi dissero subito di no. Io insistei e minacciai di dire tutto alla mamma.

Si riguardarono e dissero va bene a patto che non avrei dovuto dire nulla a nessuno…giura.. giurin girello… accettai e allora si straiarono nuovamente sul letto e la più grande mi prese sopra di lei e mi strinse forte, la mia faccia era proprio in mezzo ai suoi seni, stringeva forte, mai di colpo mi buttò su di un fianco in mezzo al letto, mentre ansimava.. ansimava forte.
Ora tocca a me disse la sorella più giovane e mi tirò sopra di lei. Stringeva forte anche lei, ma molto più vogliosa, usava il mio corpo per strusciarsi, la mia faccia sempre in mezzo ai seni e lei con la mano sulla nuca mi premeva contro di essi, spingendo forte quasi a soffocarmi. Dopo pochi istanti le sue gambe mi strinsero forte e tremanti e lei si lasciò scappare un grido soffocato di goduria e mi teneva ancora forte.. Io dopo poco mi svincolai, mi alzai, perché non avevo sentito nulla di nulla se non un grande soffocamento e dissi che non mi piace asciugarmi così e me ne andai a prendere la mia bicicletta.

La sera tutto regolare come nulla fosse capitato.
Il giorno dopo al riposino pomeridiano rimase solo la sorella più giovane e a me venne quella voglia di ripetere quella specie di gioco anche se non capivo perché.
Mi alzai e andai nella stanza di mia sorella con solo le mutandine per via del gran caldo ed anche lei era con solo reggiseno e slip.
Cosa fai tu qui? mi disse, vai a dormire… voglio asciugarmi un pò come ieri gli risposi.
Ma se non ti é piaciuto mi disse e io per scusa gli risposi che avevo caldo e stavo sudando tanto..

Allora lei disse ok.. vieni, ma visto che siamo soli ci asciughiamo bene. Cosa vuol dire questo? .. visto che siamo soli e hai promesso di non dire nulla togliti anche gli slip che io mi tolgo i miei e il reggiseno. Io in religioso silenzio obbedí e mi straiai togliendoli.
Subito dopo anche lei si spoglio completamente e si sdraiò di fianco a me, mostrandomi il suo seno, una quasi terza, bella soda con dei capezzoli turgidi e appuntiti.
Lei mi disse succhiali come fá Mario il piccolino con la mamma.
Io obbedì e iniziai a succhiare mentre lei giocava con il mio pisellino passandogli le dita come per accarezzarlo.
Lui si irrigidì appena ma rimase tranquillo.. dopo un pò mi disse di prendere la mia mano e passarla nella sua fessurina come aveva fatto lei con me.
Io dissi che non vedovo nulla perché c’era tanto pelo che la copriva.
Non serve vedere, tu accarezza, palpa e basta.
Io feci quanto richiesto e inizialmente sentivo solo come accarezzare dei capelli, solo dopo un pò senti un pò bagnato e delle labbra che vibravano e tutto d’un tratto la sua mano prese la mia e la fece scorrere sulla sua fessura sempre più veloce fino a quando si inarcò in alto gridando un si. Senti la mia mano fradicia e tutto il suo corpo che tremava.
Io spaventato chiesi cosa fosse successo e lei mi disse niente tirandomi sopra di sé stringendomi forte e dicendo grazie.
Di nuovo mi raccomandò di non dire nulla, nemmeno alla sorella più grande.

Io mi alzai, mi misi gli slip e pantaloni e me ne andai come niente fosse proprio perché non mi rendevo conto di ciò che avevo fatto…
Ripetemmo diverse volte queste effusioni, fino a quando un giorno ci beccò la sorella più grande, arrivata all’improvviso per andare in bagno. Non vi dico le grida e la paura tanto che da quel giorno non facemmo più nulla, perfino da dimenticare l’accaduto.

La gioventù continuò regolarmente fino all’estate dei 16 anni quando mentre giocavo a lotta con una mia coetanea del maso vicino, per la prima volta mi divenne duro, duro quasi da farmi male. La ragazzina continuò a chiedermi scusa ed a carezzarlo non sapendo che peggiorava la situazione…
Rispetto a prima mi vergognavo, la ragazzina mi disse proviamo a dargli il bacino della bua e nemmeno il tempo di rispondere mi tirò giú i pantaloni e slip in un colpo solo e gli diede due bacetti.. ricordo ancora quei due occhioni che guardavano il mio cazzetto, ma di colpo tutti via di corsa perché arrivò il fratello della mia coetanea e dallo spavento tornò calmo e la ringraziai per i bacetti miracolosi.
Lei tutta contenta prese la palla e continuammo a giocare.

La sera quando finimmo di pulire la stalla io e mia sorella più giovane andammo a raccogliere il fieno, lei rastrellava mentre io inforcavo il fieno, quando tutto di botto senti mia sorella gridare, era finita in un formicaio di formiche rosse che le punsero tutte le cosce.
Allora io le dissi di non preoccuparsi perché gli avrei dato i bacetti della bua e mi tuffai subito sulle bolle rossastre delle sue cosce e iniziai a sbacciuchiarle.
Lei mi chiese chi mi avesse insegnato e fra un bacetto e l’altro gli risposi Alex la mia amica.
A quel punto mentre sbaciucchiavo e palpavo le sue cosce lei spinse in dietro la testa lasciando cadere i lunghi capelli dando segno di gradire molto tutto ciò.
Il problema fu che a me ritorno duro, duro e non sapevo come fare. Approfittando del fatto che lei era con la testa rivolta in dietro, presi la forca e scappai via, dicendo che dovevo andare a giocare in bicicletta.

La sera stavo per addormentarmi quando mia sorella minore entrò nella stanza dei maschietti, io faci finta di dormire perché ero curioso di vedere cosa volesse.
Lei venne verso di me, mi spostò gli slip guardò il mio cazzetto, tirò i primi peli pubici e con la mano passa sopra le mie labbra per vedere se ci fossero cenni di baffi e poi se ne andò.

Fu un estate intensa passata per lo più a nascondere la mia erezione e non fare notare i miei cambiamenti.
Arrivò l’autunno e dopo la vendemmia iniziammo l’aratura dei campi. Nella fila lungo la strada interpoderale scorgo da lontano un giornaletto. Lo lasciai lì e lo presi solo la sera lontano da occhi indiscreti.
Non ci crederete era un giornale porno.. le Ore precisamente e l”articolo principale era il sesso fra sorella e fratello.. Il mio primo giornale porno, la prima volta che vedevo cosa fosse il sesso e spiegato con immagini chiare e a colori.

Finito di pulire la stalla sempre con mia sorella minore andammo nel fienile per preparare il pasto delle mucche per il giorno dopo.
Lei piegata in avanti per buttare il fieno nell’apposita botola, jens attillati metteva in mostra un magico sedere.
Io, memore da quello che avevo visto sul giornale, mi appoggiati dietro e con le mani afferra stretto il suo seno.
Lei stupita ma divertita mi chiese cosa stessi facendo e chi mi avesse insegnato a fare queste cose.
Io volevo continuare ma lei mi buttò a terra e mi obbligò a dire chi mi aveva insegnato queste cose.

Mi feci promettere, anzi giurare che non lo avrebbe detto a nessuno e andai nello scantinato a prendere il giornaletto porno.
Appena visto mi disse che non erano possibili queste cose fra fratelli e sorella e non si potevano fare.
Io ribattei dicendo che era scritto sul giornale non lo dicevo io.

Allora lei mi disse che non voleva perdere la verginità, però se avessi voluto mi avrebbe fatto quello che la biondina del giornale era intenta a fare in una foto.. io accettai e mi calai pantaloni e mutande.. lei si avvicinò con le mani e mi disse é cresciuto da quando ci asciugavamo e iniziò a baciarlo e poi con un colpo solo se lo infilò fino in gola.
Io ero in estasi era così bello che dopo pochi colpi senti la necessità di fare pipì.. lo dissi e lei di tutta risposta prese i miei glutei con le sue mani e mi tenne dentro di lei fino a quando non feci la mia prima sborrata.
Ero estasiato le mie gambe tremavano ancora, lei degluti tutto poi mi disse: ora tocca a me e si tolse i jens e mutandine e si sedette su una balla di fieno, divaricando le gambe in modo osceno e mi disse di leccare come faceva il neretto della seconda immagine.
Non me lo feci ripetere due volte, sempre la solita peluria ma questa volta le grandi labbra erano già aperte bagnate e ben visibili.
Così giúù, fra una leccata, un passaggio di naso fra le grandi labbra e il mordicchiare il clito arrivò anche lei copiosamente.

Mi alzai e mi asciugai il viso con un pò di fieno e lei mi disse: ma é ancora dritto, non sò cosa farci risposi io.
Ripeté di non volere perdere la verginità, ma se avessi voluto la potevo inculare come facevano i porno attori a pagina sei.
Io alzai le spalle e lei me lo prese di nuovo in bocca per salivarlo bene poi si girò e mi mostrò dove infilarlo, detto fatto iniziai a spingere e lei gridava piano.. piano.. fermati.. io sentivo bruciore, ma mi piaceva e finalmente quando fui fino in fondo mi disse ok. ora vai avanti in dietro piano, piano… dopo un pò Lei prese la mano destra e iniziò a masturbarsi la fichetta e mi disse ora vai più veloce.. vai si vai.. e venimmo tutti e due assieme.

Ci rivestimmo e lei mi disse che questo era il suo regalo per il mio 16 compleanno e che non sarebbe mai più successo …Così fu non accade più, lei si fidanzò e poi si sposò.. io anni dopo altrettanto e da allora non ne abbiamo più parlato, ne ricordato quei magici momenti.. Chissà se anche lei ripensa a queste cose ogni tanto.

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