'; L'autobus affollato | Racconti erotici

L'autobus affollato

L'autobus affollato

Mi chiamo Monica, ho 24 anni, sono alta 1,65, ho i capelli neri a caschetto, occhi verdi, una quarta di seno abbastanza soda, 2 belle gambe e quello che considero il mio punto di forza un culetto a mandolino bello sodo. Vesto in maniera un po’ appariscente, amo le scollature abbondanti e le gonne corte ma non mi ritengo una esibizionista in quanto porto sempre tutta la mia biancheria intima.
Voglio raccontare una cosa che mi è successa qualche anno fa, avevo 20 anni ed era l’ultimo anno del liceo. Per andare a scuola prendevo sempre l’autobus al mattino, non era uno di quegli autobus riservati agli studenti, era un autobus normale di linea, una linea sempre molto affollata al mattino di studenti e di lavoratori, trovare posto a sedere era un miraggio, ed il tragitto che dovevo fare era abbastanza lungo, così mi dovevo sorbire ogni volta una quarantina di minuti di calca.
Quella mattina, era primavera inoltrata, mi sono vestita con una camicetta bianca abbondantemente sbottonata che metteva in mostra le mie belle tette sorrette da un reggiseno a balconcino nero di pizzo, una minigonna a metà coscia di quelle svolazzanti ed un paio di mutandine nere in pizzo, in completo col reggiseno.
Salita sull’autobus come al solito ero compressa tra altre persone. Quella mattina non avevo ragazzi intorno a me ma solo persone adulte. Non avendo nelle vicinanze i pali verticali, mi sono dovuta aggrappare al ferro in alto, cosa che ovviamente faceva salire un po’ la mia gonna ma sicuramente mi stava ancora coprendo le parti intime e comunque in mezzo a quella calca nessuno avrebbe visto nulla, eravamo letteralmente pressati.
Alla fermata successiva l’autobus si ferma e fa salire ancora persone, non so dove potessero starci ma sono saliti e la calca si è fatta sempre più opprimente. C’è stato un po’ di movimento dietro di me, mi sono girata ed ho visto che dietro di me aveva preso posto un uomo sulla quarantina, molto bello, dev’essere stato alto circa 1,75, moro ed un po’ brizzolato, con 2 occhi neri intensi. L’ho guardato negli occhi, mi ha sorriso ma niente di più, mi sono girata nuovamente.
Quando l’autobus è ripartito sentivo un po’ di pressione da dietro ma davo colpa al movimento creato dall’autobus che ha sbandato un po’ reimettendosi nella careggiata. Però quando l’autobus si è stabilizzato nel rettilineo questa pressione con un movimento leggero e quasi impercettibile non si arrestava. Ho iniziato a pensare che fosse quell’uomo affascinante che avevo dietro che si stava strusciando contro di me ma non poteva essere, perciò non ho dato peso alla cosa.
Poco dopo però è successa una cosa che mi ha bloccato il fiato per un momento: una mano si era appoggiata sulla mia coscia. Con quella calca non avevo libertà di movimento e non potevo avere la certezza che quella mano che ora era ferma appoggiata alla mia coscia fosse di quell’uomo ma iniziavo a pensare seriamente che gli strusciamenti non fossero casuali.
La cosa mi intrigava un po’ perché quell’uomo mi affascinava e perché eravamo in mezzo ad un sacco di gente. Per capire se era lui ho deciso di spingere un po’ indietro col mio culetto e di fare dei leggeri movimenti. Facendo questo ho sentito qualcosa che si induriva e che premeva sul mio culo. Ad un tratto la mano ha iniziato a muoversi. Non c’erano più dubbi, era lui ed anche lui si stava eccitando come mi stavo eccitando io!
Solo che avevo paura di essere vista da qualcuno, ho girato la testa e l’ho guardato con uno sguardo di preoccupazione. Lui mi si è avvicinato all’orecchio e mi ha sussurrato: “Non ti preoccupare, con questo affollamento non ci può vedere nessuno”
Intando la mano era passata all’interno coscia e con dei movimenti lenti stava salendo, io per tutta risposta ho allargato leggermente le gambe per agevolarla. E’ arrivata al bordo della gonna e si è infilata sotto. La cosa mi stava eccitando, mi sentivo bagnare ma dovevo stare attenta a non tradirmi con lo sguardo altrimenti qualcuno avrebbe capito.
Intanto la mano risaliva ancora fino ad arrivare al mio culetto ed a tastarne la consistenza. Quanto mi piaceva come mi toccava.
E’ salito sempre più su fino ad arrivare al bordo delle mutandine ed ha infilato la mano dentro, ora mi stava toccando la pelle del culo, non c’erano più le mutandine di mezzo.
Ma adesso stava estraendo di nuovo la mano, l’ha spostata lateralmente ed è entrato con le dita sotto l’elastico laterale fino ad arrivare al solco che divide le chiappe, lo scorreva su e giù con la punta del pollice. Mi stava facendo impazzire, per me era difficile contenere l’eccitazione e non emettere gemiti o gridolini. Lui continuava a scorrere il suo pollice su e giù ed ogni volta che arrivava giù pregavo che continuasse ma si arrestava e risaliva.
Ad un tratto però la mano si è fatta più intraprendente, con un paio di dita ha allargato di lato una chiappa e con un dito è arrivato al mio buchetto del culo. Quanto mi piace quando me lo toccano! Mi sono morsa il labbro per non emettere suoni.
Mi stava massaggiando il buchetto del culo con il dito, faceva una pressione leggerissima e lo muoveva in senso circolare, che massaggio meraviglioso, ero in estasi e mi stavo bagnando sempre più.
Dopo un po’ però ha smesso ed ha percorso di nuovo il solco verso su. Io non ce la facevo più, volevo che osasse di più ma lui risaliva il solco del culo fino in alto, poi ha iniziato a seguirlo verso giù ma questa volta finalmente non si è fermato, non vedevo l’ora che raggiungesse la mia micetta ma… Si è messo a toccarmi con il dito la parte che sta tra la micetta ed il buco del culo, percorreva avanti ed indietro quel piccolo spazio. Questo ha fatto si che la mia eccitazione crescesse ancor di più.
Poi finalmente è arrivato alle labbra della mia micetta, tutta depilata e tutta bagnata.
Per un po’ ha giocato con le grandi labbra percorrendo avanti e indietro il solco che le divide, me le massaggiava, le solleticava, tornava a percorrere il solco. Tutto con una pressione molto leggera e delicata. Stavo impazzendo, non ne potevo più! Avrei voluto girarmi e chiavarmelo seduta stante! Ma non potevo fare nulla, eravamo in mezzo alla folla.
Ma ecco che il suo dito medio si va a infilare tra le labbra dritto nel mio buco. Ero talmente bagnata che è entrato senza la minima esitazione. Mi è sfuggito un gridolino, non me l’aspettavo. Ho fatto subito un paio di colpi di tosse, tentendo di mascherare quello che forse qualcuno aveva capito cos’era in realtà.
Il suo dito andava dentro e fuori inesorabile senza sosta, solo ogni tanto faceva una pausa durante la quale sollecitava il mio clitoride.
Il cuore mi batteva forte, l’eccitazione era alle stelle, avevo le cosce che iniziavano a bagnarsi a causa dei miei umori che colavano ed avevo il serio timore di non riuscire a mascherare il mio orgasmo che sarebbe arrivato di li a poco.
Ora teneva il dito infilato dentro e lo roteava all’interno, mi stava letteralmente facendo impazzire.
Ma ecco che inizia di nuovo a muoverlo dentro e fuori, dentro e fuori, dentro e fuori… Sento l’orgasmo che sta per arrivare, lo sento arrivare intenso, potente, di quelli che ti piegano le gambe. Senza rendermene conto ho inziato a fare dei leggerissimi movimenti col bacino, lui se n’è accorto e deve aver capito che stavo per venire, continua il movimento dentro e fuori ma lo fa più lento, molto lento. Questo fa si che l’orgasmo rallenti un po’ e mi manda letteralmente via di testa.
Ecco, stava arrivando. Non vedevo l’ora perché non ce la facevo più ma al tempo stesso avevo paura di godere in mezzo a tutta quella gente, e se mi avessero scoperta? Idea, con la mano libera tiro fuori dalla borsa un fazzoletto e me lo porto al naso, faccio finta di soffiarmelo così mi ritrovo col fazzoletto che copre il naso e la bocca.
Lui senza preavviso ed in maniera repentina ha infilato anche un secondo dito, l’orgasmo arriva con una prepotenza inaudita, chiudo un momento gli occhi e da sotto il fazzoletto mi mordo il labbro per non urlare. Quanto vorrei poter urlare con tutta la mia voce, sto godendo alla grande. Era tanto che non mi capitava di godere così forte.
Adesso lui pian piano è risalito con la mano ma non la leva, cosa vorrà fare? Pochi secondi e lo capisco, vuole approfittare dell’abbondante lubrificazione che ha ricevuto il suo dito per ficcarmelo nel culetto. Arriva al buchetto ed inizia a premerlo leggermente facendo dei movimenti circolari. Mi piace un casino quando mi toccano il buchetto! Per fortuna che manca ancora parecchio alla mia fermata e potrò gustarmi anche questo servizio. La sua leggera pressione è bastata da quanto era lubrificato il dito per entrare senza problemi. Quello che mi faceva era a dir poco fantastico: infilava il dito, si fermava, lo muoveva all’interno con movimenti circolari, lo estraeva quasi del tutto, lo reinfilava veloce… Stavo grondando umori nel vero senso della parola, mi sentivo bagnatissima! Dopo un po’ di questo trattamento ero eccitata come non mai, avrei voluto toccarmela, massaggiarmi il clitoride e venire ma non potevo. Speravo lo facesse lui ma invece continuava con quel trattamento che ad ogni affondo mi faceva perdere la testa sempre più. Mi sono girata a guardarlo e lui deve aver letto nei miei occhi la supplica di farmi godere di nuovo ed ha risposto con un sorrisetto che lasciava intendere “adesso ti godi questa dolce tortura un altro po’!”. Avevo una voglia bestiale di godere ma non potevo far altro che attendere quello che faceva lui.
Lui continuava quel magico movimento, infilava in un affondo veloce, si fermava, faceva movimenti circolari, lo estraeva piano quasi del tutto, lo reinfilava veloce…
Poi la svolta, l’ha estratto del tutto, è scesco lungo il solco fino ad arrivare alla mia micina, ha raggiunto il clitoride e l’ha pizzicato. Cavolo! Per poco non mollavo un urlo! Subito dopo averlo pizzicato ha iniziato a giocarci roteandoci sopra il dito. Oh mamma, sentivo che stava arrivando un orgasmo potentissimo, devastante! Ho rimesso il fazzoletto davanti al naso (e alla bocca) appena in tempo, l’orgasmo è arrivato in tutta la sua intensità, da togliere il fiato, stavo godendo come non mai! E’ stato un orgasmo talmente forte che ho avuto un momento di mancamento nelle gambe ma la sua mano mi ha sorretto andando così a premere maggiormente sul clitoride e facendomi godere ancor di più!
Mi riprendo e sono di nuovo retta bene nelle gambe, lui sente che non c’è più il peso da sorreggere e questa volta sfila via completamente la mano.
Ho goduto due volte. Io però sento ancora quel palo di carne che mi preme sul culo. Lui è ancora eccitato, non si è potuto sfogare.
Ripongo il fazzoletto nella borsetta e, sempre con la mano libera, passo il mio braccio dietro di me e vado ad appoggiare la mano sul suo pacco. Sto ferma mi guardo attorno, nessuno sta notando quello che sta succedendo, lo guardo e lui ha uno sgurado interrogativo, si chiede cosa voglia fare. Adesso se ne accorgerà!
Alzo un po’ la mano fino ad arrivare a dove la camicia gli si infila sui pantaloni ed inserisco la mia mano. Scendo un po’ e trovo l’elastico dei boxer, entro dentro e gli metto la mano attorno al cazzo. Ce l’ha duro come il marmo. Mi giro nuovamente a guardarlo e lui ha un’espressione come di panico. Senza farmi notare dagli altri gli faccio l’occhiolino e mi giro.
Con la mano gli scappello il cazzo ed inizio massaggiandogli un po’ la cappella lungo tutto il bordo inferiore tutto attorno. Lo guardo, si capisce che riesce a stento a nascondere espressioni inequivocabili, adesso è lui a non doversi far scoprire!
Inizio con l’indice a massaggiarlo e stimolarlo sulla parte inferiore della cappella quella più sensibile. Continuo a stimolarlo un po’, poi mollo il suo cazzo e gli massaggio un po’ i testicoli. Torno al suo cazzo, avrei una voglia matta di prenderglielo in bocca, se solo fossimo in qualche altro posto!
Torno a stimolarlo tutto attorno alla cappella, lo sto facendo impazzire, lo capisco dal fatto che ogni tanto spinge il suo bacino contro il mio culetto.
Continuo così per un po’, poi torno a stimolarlo nella parte più sensibile, non gli do tregua, continuo inesorabile. Senso il suo fiato sulle orecchie che si fa più intenso. Credo manchi poco che venga. Lo guardo, ha un’espressione un po’ preoccupata, sta realizzando solo ora che non mi fermerò e si sporcherà i boxer!
Io gli faccio un sorrisetto malizioso e mi rigiro, lui ha la conferma che non mi fermerò.
Continuo inesorabile con il massaggio su quel punto che è il più sensibile fin che sento che il cazzo gli si irrigidisce, di li a poco sarebbe venuto ma volevo prendermi una rivincita per come mi ha tenuta prima con la voglia di godere. Fermo la mano e la scosto dal suo cazzo, lo lascio sbollire per un po’ di secondi. Non lo guardo, sarà sicuramente contrariato. Dopo un po’ riprendo in mano il suo cazzo e riprendo a stimolarlo come prima ma questa volta muovo le dita molto ma molto lentamente. Mi giro e lo guardo, adesso ha lui uno sguardo che implora di poter godere, gli rispondo con un sorrisetto malizioso e mi giro. Continuo a massaggiargli la cappella con le dita andando molto ma molto piano. Ad un certo momento mi fermo, scendo con la mano, passo i testicoli e mi intrufolo più a fondo, sento che ha le gambe un po’ aperte, mi intrufolo di più, trovo il solco del suo culo. La posizione è molto scomoda, inizio a premere, facendolo mi giro e leggo il panico nei suoi occhi. Eheheheh starà pensando che voglia fargli lo steso lavoretto che ha fatto lui a me? Non lo voglio fare, anche perché mi sarebbe impossibile da quella posizione. Mi limito a raggiungere a fatica il suo buchetto ed a massaggiarglielo un po’. Dopo un po torno su con la mano ed arrivo ai suoi testicoli, li prendo in mano, glieli massaggio e glieli solletico un po’, torno su con la mano e riprendo il suo cazzo tra le dita, è duro da far paura, segno che il servizio appena fatto è stato di suo gradimento. Inizio di nuovo quel lungo e lentissimo massaggio. Non lo guardo più, credo stia impazzendo. Pochi secondi e sento che si irrigidisce come prima ma questa volta voglio portare a termine il mio lavoro, sento che inizia a pulsare. Mi giro, voglio guardarlo negli occhi quando viene. Continuo a massaggiarlo e dopo qualche secondo sento caldo alla mano, contemporaneamente chiude gli occhi, sta venendo! Io continuo fin che non sento che ha finito. Lui riapre gli occhi e mi guarda sorridente.
Sposto la mano in un altro punto dentro i boxer in maniera da pulirmela e poi la estraggo.
Lui mi sussura all’orecchio “Sei stata grande! Però voglio un tuo ricordino!”. Cos’avrà in mente? Sento che intrufola la mano di nuovo sotto la gonna ma questa volta mi sta abbassando le mutandine. Con un movimento molto veloce me le ha portate a metà coscia. Mamma mia, ho una paura fottuta che qualcuno mi veda così, ma con quella calca è praticamente impossibile. Lui mi sussurra all’orecchio di alzare un piede alla volta verso dietro portando la gamba tra le sue, tanto lui ha le gambe divaricate. Facendo così mi sfile le mutandine prima da una gamba e poi dall’altra. Dal suo armeggiare capisco che se le è infilate in tasca.
Mi sento nuda, sono nuda! Ho la minigonna fino a metà coscia e basta, nientaltro a coprire le mie nudità e dovrò rimanere così per tutta la mattina in classe e per tutto il viaggio di ritorno in autobus!
Dopo un paio di fermate mi dice ciao all’orecchio e scende. Chissà se lo rivedrò. Senza farmi notare mi porto la mano vicino al naso, sento il suo odore, che buono!
E’ scesa un po’ di gente e l’autobus si è un po’ svuotato, adesso inizia a sentirsi l’aria che entra dai finestrini e sento chiaramente l’aria che mi arriva fino alla mia micetta, mi sento terribilmente nuda!
Dopo 10 minuti scendo alla mia fermata, devo stare attenta la minigonna è del tipo svolazzante e qualche mossa sbagliata potrebbe farla alzare troppo. Mi dirigo in classe. Apro la borsa per prendere una penna e vedo un biglietto da visita, è suo, lo rivedrò!
Dopo un paio di minuti persi a fantasticare sul prossimo incontro torno in me e mi ricordo che sono in minigonna da metà coscia senza mutandine ed il mio banco, aperto sul davanti come tutti i banchi, è nella prima fila centrale proprio di fronte alla cattedra che disterà 2-3 metri. Da li a pochi istanti sarebbe entrato il giovane professore di matematica… Ma questa è un’altra storia!

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