L’assistente del capo

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L’assistente del capo

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L’assistente del capo

Mi osservai nello specchio: i primi due bottoni aperti della camicetta color malva facevano intravedere un seno generoso nella sua 5a di misura, la gonna nera lunga al ginocchio metteva in evidenza un culo sodo e generoso, lo spacco laterale mostrava uno scorcio delle gambe ben fatte inguainate in calze velate chiare, le scarpe nere, con tacco 12 slanciavano la mia figura.
Legai i lunghi capelli neri (sciolti mi arrivavano al sedere) in uno chignon basso. Un colpo di mascara per far risaltare gli occhi verde scuro e un velo di rossetto sulle labbra: ero pronta.
Presi il cappotto uscii di casa e mi avviai alla metro.
Come sempre era strapiena, raggiunsi un angolo e attesi la mia fermata leggendo le ultime notizie sul cellulare.
Arrivai in ufficio e mi accorsi che c’era tensione nell’aria. Guardai la mia collega e chiesi

  • Marta che succede? –
  • E’ arrivato Omar! E nessuno ci ha avvisato! E come se non bastasse Claudia, la sua assistente non si è fatta ancora vedere! È una furia! – disse alzando gli occhi al cielo dirigendosi verso la sua postazione.
    Omar Franchini, LUI, il grande capo.
    Solo a pensarlo sentii un calore umido tra le gambe … i capezzoli spingere contro il reggiseno.
    L’ avevo visto solo poche volte nei 2 anni che lavoravo per la sua azienda, era quasi sempre in giro per il mondo, ma quelle volte che l’avevo visto il mio corpo aveva reagito come se un fulmine mi avesse colpito: 1,80, occhi verde smeraldo, capelli neri, leggermente brizzolato, 40-45 anni circa, il suo completo firmato metteva in risalto il suo fisico asciutto e muscoloso ed emanava una virilità maschia e selvaggia.
    Insomma un gran pezzo di maschio.
    Dopo le sue visite in ufficio per diversi giorni il mio pensiero tornava a lui e sola nel mio letto la mano scendeva tra le mie gambe.
    Qualche minuto dopo Davide entrò nel nostro ufficio – Ragazze abbiamo un problema – Marta ed io lo guardammo con sguardo interrogativo.
  • Claudia, ha avuto un incidente e quindi mi serve qualcuno che la sostituisca – disse – Non puoi chiedere a Sandra o Michele? – chiese Marta – Sandra e Michele stanno lavorando ad un progetto ed hanno la consegna la prossima settimana, ho già chiesto, dai Marta – – Non ci pensare proprio, non posso tenere quei ritmi e lui non ha orari, sai come lavora! – Marta era la veterana lì dentro, aveva iniziato con il padre di Omar quasi 40 anni prima.
    Due paia di occhi si spostarono su di me – Viola, tu sei libera da impegni familiari. Vai tu –
    Un rossore soffuso si dipinse sul mio viso … Io e lui! Fianco a fianco … chissà … forse …
    Mostrando un’indifferenza ben lontana dalla realtà risposi – Si non ci sono problemi – – Spiegami esattamente cosa devo fare, non ho mai fatto l’ assistente personale – dissi a Davide.
    Lui mi spiegò a grandi linee quello che dovevo fare, mi consegnò un’agenda, una pila di cartelline e un cellulare (che continuava a suonare) e un portatile.
    Organizzai secondo le istruzioni la sala riunioni e un’ ora dopo arrivarono i clienti che Omar aspettava. Marta li fece accomodare nella sala riunioni dove pochi minuti dopo arrivò anche lui.
    Dalla sala riunioni Omar guardò verso di noi e fece un cenno con la mano.
    Presi il portatile, il fascicolo, misi il silenzioso al cellulare, bussai.
    – Avanti – anche la sua voce era eccitante!
    Mi fece cenno di avvicinarmi e di sedermi accanto a lui – Signori, Claudia ha avuto qualche problema, quindi la signorina … – disse guardandomi con aria interrogativa
  • Viola – dissi
  • La signorina Viola prenderà il suo posto. Quindi fate riferimento a lei da oggi –
    Mi sedetti vicino a lui, accavallai le gambe, la gonna salì lasciando una buona porzione di coscia scoperta.
    Sentii i suoi occhi scendere dallo scollo della camicetta alla coscia scoperta.
    Sentivo un gran calore e brividi mi scorrevano lungo il corpo.
    Cercai di concentrarmi e capire di che parlavano.
    Lo guardai e i suoi occhi entrarono nei miei.
    Alzai un altro pò la gonna per permettergli di vedere di più e lui segui il mio movimento. Si appoggiò al grosso tavolo di legno, abbassò la mano sapendo che anch’io seguivo i suoi movimenti … e la passò sul suo cazzo tirando la stoffa per farmi capire che apprezzava quello che stava vedendo.
    La riunione continuò per due ore, poi – Viola puoi andare a prendere del caffè – disse guardandomi negli occhi.
    Sembrava mi stesse scopando con gli occhi tanto li sentivo dentro di me.
    Andai nella stanza adibita a sala relax, preparai il caffè e sistemai tutto sul vassoio.
    Ondeggiando sui tacchi appoggiai il vassoio sul tavolo, lui si spinse un po’ indietro accarezzandomi il culo con lo sguardo. Avevo le mutandine da strizzare!!! avevo urlare dalla voglia o almeno avere 5 minuti per andare in bagno e darmi un po’ di sollievo con un ditalino al volo, ma continuai a servire il caffè.
    Riposi le tazze sul vassoio e tornai nella stanzetta, misi le misi nel lavandino e tornai in sala riunioni.
    Lui era seduto per metà sulla mia scrivania e rideva con Marta mentre lei gli mostrava le foto dei nipoti, si conoscevano da quando Omar era poco più di un bambino.
    Mi guardò – Viola visto che sostituirai Claudia per un po’ metti il tuo numero nel mio cellulare – mi disse allungandomi il cellulare. Lo presi ed inserii il mio numero.
    Glielo restituii, lo vidi controllare, poi si diresse nella sala riunioni mentre arrivavano anche gli altri.
    Bip bip presi il cellulare e scorsi i whatsapp… numero sconosciuto, lessi “ togli i collant e le mutandine “ mi guardai intorno, incontrai il suo sguardo verde oltre la vetrata; ok era il suo numero.
    Presi la borsa ed andai in bagno, tolsi collant e le mutandine fradice, sentivo la mia fica pulsare umida e bollente, passai la mano ed una piccola scossa mi percorse.
    Misi tutto in borsa tornai alla scrivania, posai la borsa e li raggiunsi in sala riunioni.
    Dopo qualche minuto mi chiese di accendere il proiettore e spegnare la luce.
    Tornai a sedermi notando che la mia sedia era stata spostata più vicina a lui.
    Tutti girarono le loro poltrone per poter guardare le slide che spiegavano quello che sarebbe stata la strategia proposta dall’azienda ai clienti presenti nella stanza.
    Ci trovammo così seduti all’inizio del tavolo con ai lati i presenti che ci voltavano le spalle.
    Le slide iniziarono a scorrere – Apri le cosce – mi sussurrò all’orecchio. Aprii le gambe, la sua mano iniziò a risalire la mia coscia fino ad arrivare a sfiorare le grandi labbra, aprii di più le gambe. Lui iniziò a far scorrere un dito sul mio clitoride che era già gonfio e turgido, lo accarezzò piano mentre il mio respiro si faceva più pesante. Ero terrorizzata, se qualcuno si fosse voltato avrebbe di sicuro capito cosa stava succedendo! Ma ero anche eccitatissima, sentivo i miei umori imbrattare la sedia. Tolse la mano e mi avvicinò le dita alla bocca, iniziai a leccarle, sentendo nella mia bocca i miei stessi umori. M’infilò un dito in bocca – Per ora accontentati e pensa che sia il mio cazzo – e con l’altra mano prese la mia e se la posò sul cazzo. Oddio era duro come il marmo!
    Tolse le dita dalla mia bocca e riportò la mano tra le mie gambe, mi fece girare il viso verso di lui e affondo di colpo le sue dita dentro di me, le piantò in profondità senza muoverle. Nel vedere i miei occhi allargarsi e la mia bocca aprirsi in un gemito silenzioso mi sorrise, iniziai a muovermi sulla sedia – Ti prego, ti prego – gli sussurrai all’ orecchio non sapevo esattamente per cosa lo stavo pregando, no anzi lo sapevo! Volevo godere sulla sua mano! Lui iniziò a muovere le dita su e giù mentre mi massaggiava il clitoride.
    Lo sentivo parlare e spiegare le immagini che scorrevano sullo schermo e questo mi eccitava ancora di più.
    Intanto avevo aperto la sua patta e glielo stavo menando con foga.
  • Vengo! -gli sussurrai con un gemito all’orecchio, lui rallentò il ritmo fino a fermarsi.
    Tolse le dita e se le mise in bocca – Sai di buono, avrò tempo per assaggiarti meglio … – e mi fermò la mano…subito non capii, poi guardai lo schermo, la presentazione era finita. Mi aveva sgrillettata per 20 minuti!
    Cercai di ricompormi e anche lui si sistemò.
    Andai con passo un po’ incerto ad accendere le luci.
    Si girarono tutti e ricominciarono a parlare.
    Si congedarono dopo poco, li accompagnai alla porta e tornai alla mia scrivania presi la borsa e volai in bagno, mi diedi una rinfrescata e tornai al mio posto.
    Bip Bip- Bip Bip lessi i nuovi messaggi “ Le mie dita ti hanno sentito bollente, ora vuole sentirti anche il mio cazzo” “voglio farti urlare come la troia che sei”
    Ero di nuovo eccitata!
    Erano due anni che non facevo sesso, dall’ultima relazione che avevo chiuso, a 35 anni stare due anni senza sesso non era normale mi prendevano in giro le amiche.
    Il suono del telefono mi risvegliò, era il numero interno – Puoi venire nel mio ufficio? – disse
  • Certo – risposi – Vengo subito –
    -Su questo non ho dubbi – ribadì ridacchiando.
  • Marta mi chiama il capo – dissi alzandomi
  • Ok, sono quasi le 17 metto la segreteria quando vado, di sicuro ne avrai per un bel po’ e Omar non ama essere disturbato mentre lavora- e io pensai “Certo lavoreremo come due animali”
  • Comunque com’è andata? – mi chiese
    -Bene – risposi “Un ditalino stratosferico!” Pensai dentro di me.
  • Ah sono contenta perché Claudia ne avrà per un po’ – disse
  • Come mai? – chiesi
  • Bhe ha telefonato il marito che si è fratturata il bacino, quindi per qualche mese sarai tu al suo posto. Anzi ti conviene controllare di avere il passaporto in regola, guarda nell’agenda così ti fai anche un’idea se devi fare dei vaccini – rispose cominciando a sistemare la scrivania per andarsene.
  • ok, appena arrivo a casa controllo – risposi e già nella mia testa passavano scopate memorabili in giro per il mondo ….
    Bussai alla porta del suo ufficio – Entra –
    Entrai e lo vidi alla scrivania intento a scrivere al pc – Chiudi la porta e avvicinati – disse sempre senza guardarmi.
    Mi accomodai su una delle due poltrone di fronte a lui. Alzò gli occhi e disse – vieni qui –
    lo raggiunsi dietro la scrivania, lui spinse indietro la poltrona, si alzò, mi fece girare con le spalle verso di lui.
    Lo sentii aderire con il suo corpo al mio, le sue mani sul mio culo poi su sulle tette, per poi scendere ad alzarmi la gonna.
    Infilò una mano tra le mie gambe forzandole appena e spingendo il suo bacino contro il mio sedere.
    Allargai le gambe e premetti il culo contro di lui, lo sentivo duro, grosso.
    Mi sciolsi dalle sue braccia mi girai – Ti voglio sentire in bocca – e lo spinsi gentilmente sulla poltrona, m’infilai tra le sue gambe , liberai il suo cazzo e con un sospiro di gioia cominciai a leccargli l’asta dura e rigida. Volevo gustarmelo tutto, scorrevo lentamente la lingua mentre con una mano gli accarezzavo le palle, poi scendevo a leccare e succhiare anche quelle, per tornare su per tutta la sua lunghezza . Mi fece alzare e sedere su di lui, era così duro e ed io così bagnata che entrò in un colpo solo
  • Oddio sei davvero bollente piccola – disse. Mi prese per i fianchi e continuò a farmi saltare sul suo cazzo. Raggiunsi il primo orgasmo all’improvviso prendendo la sua testa tra le mani e premendomela contro le tette che nella concitazione delle cose erano uscite dalla camicetta ormai sbottonata per ¾
    Si sfilò, mi fece alzare, mi girò a 90 sulla scrivania e tornò a pompare con forza dentro di me – Si si scopami!!!! – stavo impazzendo, lo sentivo fino all’utero. I miei umori colavano lungo le gambe, intanto con un dito iniziò a stuzzicare il mio buchino dietro, vedendo che non lo fermavo spinse più in profondità, poi ne fece entrare due e mentre il suo cazzo mi scopava in fica le sue dita mi scopavano il culo, venni di nuovo. Lui rallentò il ritmo lo tirò fuori, adesso dove prima le sue dita giocavano il suo bastone spingeva per entrare, si fermò – Si ti voglio anche in culo – gli dissi muovendo i fianchi. Rimase fermo mentre io mi muovevo per farlo entrare tutto dentro. Quando la cappella iniziò ad entrare sentii qualche fitta di dolore, ma niente in confronto al piacere, spinsi di più fino a sentire le sue palle che toccavano le mia fica, allungai la mano tra le mie gambe e gli massaggiai le palle – dai scopami il culo! – Lui non se lo fece ripetere due volte iniziò a incularmi con forza – Dio quanto sei troia! Ma dove sei stata fino ad oggi? – mi beavo delle sue parole e del suo cazzo enorme mentre ora con le dita mi toccavo il clitoride come un’ossessa. – Troia sto per riempirti tutta – a quelle parole venni di nuovo e lui m’inondò del suo piacere rovente.
    Lo sentii uscire, mi girai m’inginocchiai ed iniziai a leccarlo – Si brava, puliscilo tutto, sei proprio una gran porca Viola –
    Ci baciammo con passione, poi ci rivestimmo ed io tornai alla mia scrivania.
    Alle 18 andai nel suo ufficio, bussai la porta e dopo la sua risposta affermativa entrai.
  • Se non hai più bisogno di me andrei – Gli dissi
    Lui si alzò e schiacciò contro la porta con la gamba mi allargò le gambe, le mani sui fianchi. La sua bocca mi sfiorò il collo con la lingua giocò con il lobo dell’orecchio
  • Ora devo lavorare, oggi mi hai distratto, ma tieni il cellulare acceso – mi annusò il collo facendomi rabbrividire
  • Potrei aver bisogno di te ad ogni ora. Sei la mia assistente ora …- e si staccò da me tornando alla scrivania.
    Uscii dal ufficio e tornai a casa.
    Sapendo che quella notte il telefono avrebbe squillato….

E’ il primo racconto di questo genere che scrivo, spero piaccia.

 




3 thoughts on “L’assistente del capo

  1. Ibra

    Non male. Scritto bene, riesci a far trasparire anche il lato emotivo e non scontato. Che sia una fantasia è abbastanza palese, ma di certo denota il tuo carattere e come la tua mente viaggi anche lontano da chi hai accanto. Posto anch’io racconti su questo sito, ma io preferisco descrivere storie vissute realmente. Amo cercare di tramutare in realtà le fantasie di altri, se ti vuoi confrontare scrivi serena a [email protected]

     
  2. Ibra

    Scritto bene, oltretutto riesci ad esprimere anche quelli che provi e non era scontato. Che sia una fantasia è palese ma ben illustra le tue pulsioni intime. Che credo viaggiano anche lontano da colui con cui vivi…. Se ti intriga parlare con un uomo che spesso è entrato in contatto con situazioni simili scrivimi pure a [email protected]. Buona giornata

     

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