L'amichetta di mia figlia

L'amichetta di mia figlia

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Mia figlia Laura adesso ha 19 anni ma non vi voglio parlare di lei ma della sua cara amica Lucia, sua coetanea. Sono molto amiche da almeno 7-8 anni, Lucia vive ad un paio di isolati da qui e da sempre gira molto spesso per casa nostra, ormai è di casa. L’ho vista crescere e si è fatta davvero una ragazza molto bella, sarà alta 1 e 70, longilinea, capelli lunghi neri con occhi verdi, un bel seno sodo che credo sia della terza misura, un culetto niente male ed un paio di gambe veramente belle. Essendo di casa capita qui spesso vestita con abiti che definisco sportivi, si sente di casa e perciò non si mette in tiro per venir qui.
Questa estate indossava spesso canotte o magliette e si vedeva che non portava il reggiseno e sotto portava pantaloncini tipo quelli da calciatori, cortissimi ed un po’ larghi sulle gambe, spesso capitava di intravedere la parte finale delle natiche. Anche se era di casa e l’avevo vista crescere, mi faceva un certo effetto, ogni tanto sbirciavo ma dovevo stare molto attento che non mi vedesse ne lei ne mia figlia ne tantomeno mia moglie.
Un giorno di questa estate succede che mi si guasta il PC che ho nello studio di casa, perciò decido di chiedere il portatile a mia figlia. Era in camera sua con Lucia, la porta era aperta perciò sono entrato senza bisogno di bussare. Erano sedute sul letto a gambe incrociate entrambe che giocavano a carte. Avendo in quella posizione le gambe completamente spalancate e non essendo attillati i pantaloncini dalla mia angolazione ho buttato l’occhio e le si vedeva una parte della figa, vedevo un labbro. Mi sono bloccato un attimo, poi mi sono ripreso, ho alzato lo sguardo ed ho incrociato i suoi occhi, mi aveva beccato che la guardavo tra le gambe. Io feci finta di niente ma mi parve di intravedere un sorriso un po’ malizioso. Presi il portatile di mia figlia e tornai nel mio studio. Non riuscivo a lavorare, pensavo a quello che avevo appena visto. Possibile che non portasse nemmeno le mutandine? E possibile che il suo fosse davvero un sorriso malizioso? Cosa voleva da me?
Con fatica finii il documento che dovevo preparare e poi riportai subito il portatile a mia figlia. Erano ancora che giocavano a carte nella stessa posizione di prima. Lucia contando i punti era girata dall’altra parte e ne approfittai per guardare di nuovo. Il pantaloncino era leggermente spostato, da davanti dov’era mia figlia non si vedeva nulla ma di lato da dov’ero io adesso si vedeva tutta la figa spalancata. Iniziai ad avere caldo, poco dopo mi ripresi e alzando lo sguardo incrociai di nuovo i suoi occhi con lo stesso sorriso di prima. Me ne andai non poco turbato. Il sorriso di prima non era un caso allora, ed il pantaloncino spostato? Non era un caso nemmeno quello?
Ero eccitato, andai in bagno e mi sparai una sega immaginando di infilarlo in quella fighetta che avevo appena visto.
Adesso vedevo Lucia sotto un altro punto di vista. Notai nei giorni seguenti uno sguardo particolare in lei quando mi guardava.
Circa una settimana più tardi mia moglie e mia figlia erano via tutto il giorno, erano andate a trovare mia cognata che vive un po’ distante da noi, io invece ero rimasto a casa a finire un lavoro.
Verso metà mattina mi chiama mia figlia e mi dice “Papi, tra circa mezzoretta viene Lucia a prendersi una lettera della scuola che è rimasta tra i miei libri”.
Ero eccitato all’idea di trovarmi da solo con Lucia ma allo stesso tempo sapevo di dover rimanere calmo, se fosse successo qualcosa sarebbe potuto succedere un disastro.
Poco più tardi suona il campanello, apro e mi vedo Lucia vestita con una canottierina di quelle con le spalline finissime e si vedeva che era senza reggiseno e con una gonnellina che le arrivava si e no a metà coscia.
Le dico “la camera di Laura sai dov’è, cerca pure quello che ti serve.”
Lucia s’incammina verso la camera, io la guardo da dietro, sculettava che era una meraviglia. Dovevo stare calmo! Sono andato di corsa in cucina a bere una bibita fresca ed a cercare di pensare ad altro.
Dopo un po’ sento la voce di Lucia “Bruno potresti venire per piacare?”
Sono entrato in camera e Lucia mi ha spiegato che non era tra i libri sulla scrivania ma che era convinta fosse tra quelli in alto sull’ultimo scaffale della libreria. Allora le ho detto di attendere che andavo a prendere la scala.
Quando sono tornato l’ho posizionata ed ho fatto per salire ma mi ha bloccato dicendomi “credo di sapere dove cercare, faccio primna se salgo io, però tienimi ferma la scala perché ho paura di cadere!”
Mi sono posizionato e le ho fatto cenno di salire. Stava salendo sulla scala con la minigonna, avevo il cuore in gola. Non capivo, ma stava facendo apposta per provocarmi?
Arrivata su estrae un primo libro e si mette a sfogliarlo. Io alzo la testa in direzione dei suoi occhi e vedo che sta sfogliando il libro rivolta verso la libreria, non mi poteva vedere così ho approfittato per sbirciare sotto la sua gonna. Era di nuovo senza mutandine!! Iniziavo ad essere convinto che questa puttanella stesse facendo di tutto per provocarmi!
Chiuso il libro io abbasso subito lo sguardo. Appena sento che inizia a sfogliarne un altro mi metto subito a guardare di nuovo. Avevo l’uccello durissimo. Ad un certo punto Lucia mi dice “prendo questi tre libri e li porto giù così controllo giù, altrimenti ti tengo impegnato tutta la mattina”. Io “Non c’è problema figurati…” Anzi, mi gustavo l’occhio!
Inizia a scendere, io cercavo di stare un po’ piegato in avanti e per quanto possibile girato per non far vedere il rigonfiamento che con i pantaloncini era evidentissimo. Ho visto che ha guardato proprio li e poi mi ha guardato nuovamente con quel sorriso malizioso.
Scende, poggia i libri sulla scrivania, rovista sulla sua porsa ed estraendo una cosa mi chiede “cosa guardavi? Forse cercavi queste?” e mi mostra un paio di mutandine. Hai capito la maialina? Se l’era tolte prima di chiamarmi sapendo che sarebbe salita sulla scala! Era la conferma definitiva che stava facendo di tutto per eccitarmi!
Io le ho detto “ma cosa dici? Potresti essere mia figlia!”
E lei “ma non credo che con tua figlia ti venga l’uccello duro in quel modo!” indicando il mio rigonfiamento.
Io “tu ormai sei una donna, una bella donna a dir la verità, ed è normale che se un uomo vede certe cose abbia questa reazione. Però non dovresti provare a provocarmi, sono il padre della tua migliore amica e sono anche sposato”.
Lei molto velocemente si tira giù le spalline della canottiera mostrandomi le tette e si alza la gonnellina. Era praticamente nuda davanti a me. Mi dice con una voce molto sensuale “se hai l’uccello gonfio significa che mi desideri e quello che faremo potrebbe essere il nostro piccolo segreto” e finendo di dirlo mi allunga una mano sul pacco.
L’uccello mi stava letteralmente scoppiando!
L’ho presa, l’ho seduta sul bordo della scrivania, le ho aperto le gambe ed ho iniziato a leccarle la figa che era già un po’ bagnata. Ha iniziato ad ansimare ed a dirmi “Bruno sei fantastico! Altro che quei buoni a nulla dei miei amici!”. Fin che gliela leccavo le palpavo anche le tette, le strizzavo i capezzoli che erano diventati durissimi.
Dopo un po’ è venuta inondandomi la bocca dei suoi umori, mi sono alzato ed ho iniziato a baciarla con ancora il suo gusto in bocca. Ero in piedi di fronte a lei che la baciavo, all’altezza giusta, ho preso il cazzo e gliel’ho infilato nella figa! Ho iniziato a sbatterla per bene, alternando movimenti lenti con colpi ben assestati. Dopo un po’ mi sono tolto, l’ho fatta scendere ed inginocchiare e gliel’ho ficcato in bocca, tutto bagnato dei suoi liquidi. Lei lo succhiava con foga e avidità, era bravissima. Con una mano ha iniziato ad accarezzarmi i testicoli mentre con l’altra ha iniziato ad accarezzarmi il culo insinunandosi sempre più tra le mie chiappe ed iniziando con la punta dell’indice a massaggiarmi il buco. Non me l’aspettavo questa cosa, era una ragazzina ma era molto esperta, mi stavo eccitando sempre di più.
Poi ho visto un flacone di nivea sulla scrivania di mia figlia e mi è venuta un’idea. L’ho fatta alzare e girare e l’ho messa a 90 appoggiata alla sedia, ho preso la crema ed ho iniziato a spalmargliela sul buchetto del culo. Lei mi ha chiesto che intenzioni avevo e le ho risposto che l’avrebbe scoperto di li a breve. Mi sono messo un altro po’ di pomata sul dito e gliel’ho infilato nel culo. Entrava bene e dopo due o tre movimenti le ho infilato anche il secondo che non ha avuto molta resistenza. Appena abituata ho infilato il terzo. Dopo poco sentivo che si era abituata così con l’altra mano mi sono spalmato la crema sull’uccello, ho estratto le dita e posizionato la cappella sul buco del culo. Con un colpo secco sono entrato quasi del tutto. Le è uscito un gemito, credo di dolore. Sono stato fermo qualche secondo e poi ho iniziato a muovermi avanti ed indietro. Era fantastico quel culo!
Lei si è messa una mano sulla figa ed ha iniziato a sgrillettarsi. Stava ansimando molto. Dopo un po’ è venuta, non ce la facevo più nemmeno io e le sono venuto nel culo.
Ci siamo rivestiti e con l’accordo che sarebbe stato il nostro segreto se n’è andata via.
Il giorno seguente all’email del mio studio è arrivata una strana email con oggetto “Il giochetto di ieri” ed un mittente “La tua maialina”. Ho aperto e c’era il nostro video. Evidentemente aveva una telecamerina nella borsa.
Le ho risposto subito “cosa vuoi”? Iniziavo a pensare a quale tipo di ricatto potesse arrivare, ero spaventato.
La sua risposta quasi immediata mi ha tranquillizzato, diceva “il tuo cazzo nel mio culo mi è piaciuto tantissimo. Ti voglio ancora!”