La vicina di casa

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La vicina di casa

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Mi chiamo Giuseppe e sono un bell’uomo di 51 anni. Sono molto legato alla vecchia casa paterna nel paesino a pochi km dalla mia città in Sicilia. Con mia moglie ci andiamo spesso: un paio di settimane in estate e tante fine settimana durante l’inverno. Qualche volta vado da solo, anche solo per ariare la casa o per qualche lavoretto di manutenzione. Devo dire che anche da solo non mi dispiace. E’ stato così l’ultimo fine settimana, sono andato venerdì pomeriggio e sono tornato domenica pomeriggio. La casa è ubicata in una stradina semi cieca con due corpi di fabbricati uniti. Il primo è il mio, nel secondo ci abita Martina. Di fronte un grande caseggiato disabitato. Martina è una ragazza mora, carina con viso smunto e attraente e un bel corpicino niente male. Si trova in uno stato del tutto particolare: si è sposata giovanissima perchè incinta; ha 27 anni ed ha un figlio di 8; è separata da 3 e ha un compagno con il quale non convive perchè a sua volta sposato. Insomma, per la verità, non parlano bene di lei nemmeno, a quanto ne so, nella sua stessa famiglia. Noi non abbiamo niente da dire ed anzi, devo dire, con noi è molto educata e mia moglie, nel periodo di grandi pulizie, la chiama facendosi aiutare da lei. Sabato mattina, uscendo, la incontro mentre scende dall’auto, di ritorno dopo aver accompagnato il figlio a scuola. Mi saluta col suo solito sorrisino e mi chiede dove andassi con quel freddo. Sorridendo le dico la verità e cioè che sto andando al bar in quanto mi sono ritrovato senza caffè a casa. “Signor Giuseppe e deve arrivare fino al bar con questo freddo? Salga che glielo faccio io”- Le dico che non è il caso di disturbarsi ma lei insiste dicendomi pure di non preoccuparsi perchè di lei ne dicono tante e che le sole persone gentili con lei siamo io e mia moglie. Non ero mai stato a casa sua. E’ graziosa e ben riscaldata. Si toglie il giaccone col cappuccio, la sciarpa e resta col maglione bianco, jeans e stivaletti. Mi dice che posso togliermi il giaccone e che posso seguirla in cucina. La seguo e non posso fare a meno di ammirare il suo culo messo in bella evidenza dai jeans abbastanza attillati. Mentre prepara la caffettiera continua serenamente sui discorsi su di lei e mentre aspettiamo i tempi del caffè mi racconta, altrettanto serenamente, delle sue vicissitudini sentimentali toccando pure argomenti di una certa intimità. E’ mentre prendiamo il caffè, in cucina e in piedi, che mi viene di dire spontaneamente, come per avallare le sue affermazioni, che si vede che lei è una ragazza calda e vogliosa e che ha bisogno di un certo tipo di uomo. “Signor Giuseppe, lei pare che non ci colpa ma deve essere un bel filibustiere. Sua moglie lo sa?” Dice ridendo. “E’ l’esperienza di uomo maturo che mi fa capire certe cose e, per la verità, l’ho sempre immaginato che tipo di femmina sei. Oltre ad essere una bella ragazza e non nascondo che certe fantasie le fai venire pure a me che potri essere tuo padre”- Ride arrossendo. “Vorrei vedere che fantasie. Ma lo sa che non facevo così?” “Così come?” “Birbantello. Comunque se lo può permettere perchè è un bell’uomo. Chissà quante gliene ha fatte a sua moglie!” Ridiamo insieme mentre mi toglie la tazzina dalla mano e la poggia, insieme alla sua, dentro il lavello. “Quando capita. Se uno si ritrova davanti una bella ragazza calda come te che va matta per il cazzo che fa?” E’ in quel momento che la prendo da sotto le ascelle e la tiro a me. Facendo delle smorfiette dice: “Che ne sa lei di che cosa vado matta?” Al che vado per cercare la sua bocca con la mia ma si ritrae. Le dico che è solo un bacio d’affetto. “Davvero? Allora..”- Si lascia appoggiare le labbra sulle sue e le lecco leggermente, finchè non percepisco le sue voglie e le ficco la lingua dentro. Le piace, se la gusta e risucchio la sua nella mia bocca. Insistiamo e il suo respiro si fa sempre più affannoso La mia mano destra scende sul suo culo e quella sinistra sulla tetta. Mi lascia fare e subito dopo mi siedo tirandola a me fra le mie cosce divaricate e lei ritta. “Altro che calda, tu sei un vulcano sempre in attività. Fottetene di quello che pensano le persone, sei una bella femmina e devi essere trattata come tale” le dico mentre apro i suoi jeans. Passando al tu e arrossendo imbarazzata dice: “E tu lo sai di certo come si tratta una ragazza,magari troia, come me. Vero?” Non appena le tocco la fica geme e letremano le gambe. Appoggia le mani sulle mie spalle e quando le mostro la lingua si china e la mette in bocca. I suoi jeans sono ai piedi, le mutandine a metà coscia e quando sento che ansima le dico di liberarsene mentre le alzo il maglione. Si toglie gli stivali e si libera di tutto, ha solo il reggiseno. Nel frattempo l’avevo tirato fuori e le dico di prenderlo in mano. Ammirandolo lo sega lentamente fino a quando non le dico di farmi ammirare il culo. Dice di no e le dico che è la cosa di lei che mi fa impazzire di più. Mi dice che sono vizioso e si gira lentamente. E’ una meraviglia il suo culo. Lo palpo tutto, pure fra chiappe e dice di andarci piano. Le suggerisco di chinarsi in avanti e si china appoggiando le braccia sul tavolo. Che eccitante il suo buchino! Vado con la lingua sulla fica e prende a muoversi gemendo. Uso la lingua per cincillarle il clitoride. “Ahaa! cosììììì?” “Ti piace così?” “Siiii, tu lo sai come mi piaceeeee”- La sento ansimare e gemere sempre più forte e sbotta in un orgasmo che non riesco a definire: “Ahiiiiiiii, miiiiiiii, siiiiiiii, siiiiiiiiiiiiii, staiu vinennuuuuuu, vegnuuuuuu, ti piaci ca vegnu accussiiii”- Vado su con la lingua e le lecco, a tutta lingua, tutto il culo fra le chiappe divaricate al massimo. “Ahuuuuu, che belluuuuu, drocu no peròòòòò, siii peròòòòòò mi piaciii” “Ti piaci quannu ti lu scassanu stu bellu culu ?” “Siii, noooooo, siiiiii, vegnu ancora, ah che belluuuuuu, siiiiiiii”- Le dico di prenderlo in bocca e, tutta sconvolta in viso, si mette in ginocchio e prende a leccarlo. Glielo sbatto più volte sulle guance, sorride e le chiedo se le piace. Risponde di si e poi lo prende in bocca giocando con la mia cappella. Insomma, di pompini migliori me ne hanno fatto sicuramente però è molto eccitante guardare l’esibizione di una ventisettenne che può essere mia figlia. Le dico di cavalcarmi e mi dice che senza preservativo non lo voleva fare. Non è che io cammino con i preservativi in tasca e, sfortunatamente, a lei e al suo compagno gliene era rimasto solo uno e lui se ne poteva accorgere. Non vuole assolutamente ed io non insisto. “Però, fortunatamente che c’è pure il culo che merita” Che sei sperto!” Non l’ha mai fatto nè col marito nè col compagno. L’idea di sverginarle il culo mi eccita moltissimo e la stuzzico dicendole che una ragazza calda col culo vergine non è una vera femmina e fino a quando voleva stare col culo vergine. “Per forza si deve fare? tu con tua moglie lo fai?” Le dissi di si, fin da quando eravamo fidanzati e insisto. “E se mi faccio male?” Le dico che ci penso io e che le faccio vedere pure come glielo scasso. Andiamo a letto, la sistemo supina, le alzo il bacino e la rilecco tutta facendola godere ancora. Mentre è ancora sotto i piaceri dell’orgasmo le spalmo una delle sue pomate e poi piano piano, lentamente glielo infilo con lei che osserva meravigliata e manifestando il fastidio che prova. Ma so come farle sentire piacere e farla godere col cazzo nel culo. Gioco col suo clitoride e mentre ricomincia ad ansimare le chiedo se lo vede bene come glielo sto scassando. “Siii” “Ti fa male?” “Mi aspettavo di peggiooo” “Ti piace allora” le dico infine mentre aumento il ritmo e lei intensifica i gemiti. “Hai visto che piacere il cazzo nel culo?” “Uhuuuu, siii” “Allora stai godendo nuovamente?” Un orgasmo lunghissimo, anche perchè, dopo averla pompata a dovere e scassata del tutto col cazzo tutto dentro fino alle palle, Le sborro dentro e grida che si sente la pancia in fiamme. Incomincia a lamentarsi mezz’ora dopo mentre riprendiamo il caffè. Dice che le fa male e che non si può nemmeno sedere. “Speriamo che mi passa subito. Ma cosa mi hai fatto?” “Comunque ora i preservativi li compro”- Dice che non è il caso perchè non è più possibile in quanto di pomeriggio c’è il figlio a casa e l’idomani, il figlio da suo padre, c’è il compagno. “Pazienza! La prossima volta” “Chi te l’ha detto? Ne sei sicuro?”

 


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