La signora troia del supermercato

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La signora troia del supermercato

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Mi ha guardato in quel modo, sapete quando una persona ti fissa negli occhi senza staccarsi un secondo e ti trasmette un mix di emozioni forti? Ecco, questo è successo quando ho incrociato lo sguardo di Federica, una donna di quarant’anni, l’ho conosciuta al supermercato, stavamo facendo la fila alla cassa, ci siamo guardati a lungo. Ho provato a parlarle con una scusa ma andava di fretta, così ho solo sperato di incontrarla di nuovo un altro giorno, è passata una settimana poi finalmente ho avuto la fortuna di vederla nuovamente al supermercato. Anche questa volta era sola, si aggirava per gli scaffali in cerca di qualcosa, sapevo che era la mia occasione di farmi avanti, altrimenti sarebbe passato chissà quanto prima di incrociarla di nuovo. Non è stato facile trovare il coraggio ma quando mi ha guardato negli occhi di nuovo ho capito che anche lei si ricordava di me, le ho chiesto se potevo aiutarla a cercare quello che le serviva, mi ha detto di si. Abbiamo iniziato a parlare, si è scusata per essere scappata quella volta ma suo marito la stava chiamando insistentemente, fu in quel momento che persi le speranze, era una donna sposata e sicuramente non avrebbe dato retta a me. Per cortesia continuai la conversazione, lei non mi staccò gli occhi di dosso e per quanto io cercassi di non farlo, non riuscivo a non fissarla, c’era qualcosa che mi attirava molto di lei. Mi ha chiesto se io fossi sposato e le dissi di no, era la verità, avevo convissuto con una donna per qualche anno poi era finita male, non sapevo cosa dirle, ci furono secondi di silenzio, non volevo far morire la conversazione ma avevo paura di una sua reazione. Stava per andar via quando tirai fuori il coraggio e le chiesi se volesse prendere un caffè con me, dal suo sorriso e dal suo sguardo capii che stava aspettando proprio una richiesta del genere. L’aiutai a sistemare la spesa in macchina e andammo ad un bar vicino al supermercato, mi raccontò del suo matrimonio, era infelice, il marito non la guardava come una volta, mi chiesi più volte chi fosse quello stupido, aveva una figlia di 15 anni e stavano insieme per lei. Dopo mezz’ora di conversazione capii che avevo davanti una donna stanca, delusa, spenta che aveva bisogno di sentirsi di nuovo apprezzata e amata, sapevo che se avessi giocato bene le mie carte avrei potuto portarmela a letto. Ascoltai le sue lamentele, ad un certo punto posai una mano sulla sua, lei me la strinse, ci fu uno sguardo d’intesa, deglutii faticosamente poi le chiesi se volesse venire con me. Non le feci una richiesta esplicita ma era chiaro il motivo della mia proposta, sembrò esitare qualche secondo, poi mi disse che ero un bell’uomo, guardò l’orologio, prese il telefono e scrisse un messaggio. Aveva avvisato il marito che si sarebbe trattenuta di più fuori con delle amiche, poi accettò di venire con me in auto. La portai nella mia casa, c’era un po’ di disordine in giro ma assolutamente accettabile, o almeno così mi disse, non so se volle essere carina o lo pensava davvero. Ricordo che un attimo prima stavamo parlando della mia scelta di prendere una cucina elettrica e l’attimo dopo lei stava a pecorina poggiata proprio su quella cucina. Per tutto il tempo non avevo fatto altro che pensare che volevo metterglielo dentro e farle vedere come un altro uomo poteva farla godere, aveva la figa bagnata, mi chinai per leccargliela, poi tirai fuori il cazzo e glielo misi davanti, lei lo prese in bocca e lo succhiò per bene, mi fece godere tantissimo. Era una brava pompinara, suo marito era uno sciocco a perdersi un tesoro come lei, mentre mi pompava le dicevo cose porche, avevo capito che le piaceva, voleva sentirsi donna e porca, voleva lasciarsi andare, ne aveva bisogno ed io feci di tutto per farla sentire libera di esprimersi. Il mio cazzo era durissimo, la sua bocca lavorava bene, le palle erano pienissime, quella bella signora aveva il potere di mandarmi in estasi ad ogni leccata ; ad un certo punto la feci sollevare, la misi a pecorina e la penetrai nella figa da dietro, l’ho scopata fino in fondo, il mio cazzo è scomparso completamente, a momenti anche le palle. L’ho tenuta forte e ci ho dato dentro, la sua figa era esigente, non sentiva il cazzo da un bel po’ di tempo, mentre la scopavo le strizzavo quelle belle tettone che aveva, più spingevo e più mi diceva di fare di più. L’ho fatta girare, ho spinta a terra e mi sono messa sopra di lei, le ho aperte le gambe violentemente e l’ho sfondata, abbiamo scopato a terra come due animali in calore, sembrava che in quel sesso ci fosse tutta la rabbia e la frustrazione per le nostre storie sbagliate. L’ho sentita venire più volte, le ho rimesso il cazzo in bocca e gliel’ho scopata, a lei piaceva sentire il mio sapore, me lo aveva detto tra una spinta e l’altra, così ho continuato fin ad arrivare al limite e a schizzare tutto il mio seme caldo sulla sua lingua. Non ho mai visto una donna desiderare la sborra come lei, ingoiava e leccava avidamente, come se avesse paura di perdersi qualche goccia. Si era lasciata andare come una vera porca, ho desiderato che quel momento non finisse mai ma il suo cellulare squillò, il marito la stava chiamando, fu costretta a rispondere, si inventò una palla e chiuse. Dovette andare via ma promise che sarebbe tornata da me per scopare ancora, in realtà non l’ha più fatto, forse ci ha pensato, ha riflettuto ed ha ritenuto il tutto un errore, non l’ho nemmeno più incontrata al supermercato, probabilmente l’ha cambiato. È stata una bella scopata e non me ne pento e una parte di me spera ancora che quella bella signora un giorno ci ripensi e bussi alla mia porta per ripetere quell’esperienza bollente. Autore: Biagio B.

 


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