La serratura guasta

La serratura guasta

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Sono appena stata ad un colloquio di lavoro in centro a Milano conclusosi con il solito “le faremo sapere”. Sono vestita con una camicetta a maniche corte che non ha i bottoni in alto perciò leggermente scollata e con una mini abbastanza corta. Volevo far colpo al colloquio ma sfiga vuole che a farlo ci fosse una donna…
Torno a casa, non sono completamente a mio agio, mi sento gli occhi della gente addosso. Non avevo mai messo quella mini, era un regalo ma io non sono abituata a portarle così corte.
Salgo le scale, arrivo al mio portone che da proprio sulla tromba delle scale, infilo la chiave e non gira. Ma porca miseria, cos’ha? La sfilo e la reinfilo, do qualche colpetto alla porta, tutto inutile, bloccata, sono chiusa fuori.
Ma tutte a me capitano oggi? E adesso come faccio ad entrare?
Prendo lo smartphone dalla borsetta e cerco un fabbro a Milano su internet. Chiamo e per fortuna possono mandarmi subito una persona.
Nel frattempo sento che entra una persona dal portoncino di sotto, vedo arrivare l’inquilino che abita sopra il mio appartamento. La mia gonna è abbastanza corta e lui salendo le scale mi vede da una buona prospettiva, essendo io ferma proprio sulla tromba delle scale.
Ci salutiamo e lui noncurante sbircia le mie gambe. Poi sale e se ne entra a casa sua. Odiavo già quella minigonna!
Dopo un quarto d’ora mi squilla il telefono, era il fabbro che era arrivato. Scendo per aprirgli il portoncino. E’ un ragazzo sui 25 anni, come me. Alto, muscoloso, si vede che fa palestra. Era vestito con una maglietta aderente che metteva in risalto i muscoli e con un paio di jeans. Vedo che ha addocchiato la mia mini. E’ anche carino ma oggi sono nervosa perché non mi è andata bene, gli spiego il probleme, lui mi guarda e mi dice “prego mi faccia strada”.
Mi avvio su per le scale, lui era un po’ di scalini dietro di me, sicuramente stava ammirando il panorama. Che stupida sono, potevo far passare prima lui…
Arriviamo davanti la porta, lui inizia ad armeggiare con i suoi attrezzi per cercare di aprir la serratura. Mi dice che c’è il cilindretto di sicurezza che si infila nel pavimento che è bloccato. Si stende quasia terra ed armeggia con il cacciavite cercando di muoverlo e mi dice “per cortesia” prova a far girare la serratura fin che io tento di sbloccarlo”.
Inevitabilmente devo avvicinarmi per fare questa operazione con il risultato che sono quasi sopra di lui. Tengo chiuse le gambe ma dalla sua posizione sicuramente mi vede le mutandine. La cosa iniziava a piacermi. Ma che a che cavolo pensavo? Era uno sconosciuto, non sapevo nemmeno il suo nome e mi piaceva che mi guardasse le mutandine?
Dopo un po’ di tentativi mi dice che la serratura è proprio andata così la fora col trapano. Una volta sbloccata apre la porta così posso rientrare e lui inizia a sostituirla.
Lui sta lavorando, io lo sto osservando. Più che il suo lavoro da fabbro sto osservando i suoi muscoli, mi immagino come dev’essere senza maglietta e senza pantaloni. Facendo questi pensieri inizio a sentire caldo tra le gambe.
Lui nota che lo sto fissando, mi guarda e mi sorride, poi continua col suo lavoro.
Dopo una ventina di minuti chiude la porta comunicandomi che ha terminato e mi consegna le chiavi nuove.
Gli chiedo quanto devo pagare per l’intervento, mi prepara il conto e mi chiede se gli posso offrire un bicchier d’acqua. Perciò lo invito ad entrare in cucina, si siede ed io vado al mobiletto scolapiatti per prendere un bicchiere. Alzando un braccio per aprire il mobiletto e l’altro per afferrare il bicchiere la gonna inevitabilmente si è alzata ancor di più.
Ad un tratto sento le sue mani che si appoggiano alla parte esterna delle mie cosce ed accarezzandomele risalgono mentre il suo viso si avvicina al mio da dietro e mi sussurra all’orecchio “sei bellissima”.
Le sue mani sulle cosce ed il suo alito caldo sull’orecchio mi fanno provare un brivido, mi sto bagnando.
La gonna risale accompagnata dalle mani. Le sue mani arrivano all’orlo delle mie mutandine e le tirano giù facendomele cadere alle caviglie. Poi una mano mi avvolge all’altezza della pancia tirandomi a se e l’altra si insinua tra le mie gambe arrivando alla mia figa già molto bagnata. Appena me la sfiora ho un sussulto. Lui inizia a muoverla, a tastarmi ad insinuarsi con le dita, io inizio a gemere.
La sua mano che avevo sulla pancia inizia a sbottonare tutti i bottoni della camicetta aprendomela ed iniziando prima a palparmi un seno da sopra il reggiseno e poi si infila sotto la stoffa, arriva al mio capezzolo ed inizia a strizzarmelo.
Io sto ansimando, mi giro con la faccia ed iniziamo a baciarci.
Poi mi giro gerso di lui, iniziamo di nuovo a baciarci e mentre ci baciamo le mie mani mollano slacciano la sua cintura ed i bottoni dei jeans. Glieli abro ed infilo dentro una mano trovando un cazzo di belle dimensioni completamente duro. Mi stacco dalla sua bocca e scendo inignocchiandomi. Gli tiro giù i jeans, resta con le mutande che contengono il suo cazzo duro. Inizio a baciarglielo da sopra le mutande, poi le tiro giù, il cazzo balza fuori toccandomi il naso. Lo prendo in mano e me lo porto in bocca iniziando a fargli un bel pompino.
Ad un tratto mi fa alzare, mi prende di forza e mi fa sedere sul bordo del tavolo della cucina, mi apre le gambe e me lo infila dentro.
Mi sento tutta piena, mi piace e lo incito a scoparmi forte.
Fin che mi scopa lo bacio e gli palpo il culo andando ogni tanto ad accarezzare il suo buchetto.
Dopo un po’ che mi stantuffava mi dice che sta per venire. Gli dico che prendo la pillola, lui perciò non si toglie e continua fin che lo sento irrigidirsi ulteriormente dentro di me e subito dopo sento un mare di liquido caldo che mi si riversa dentro e vengo anch’io.
Pensavo che fosse una brutta giornata ed invece ho scoperto che un fabbro non ripara solo serrature.