La sedia

La sedia

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Mi mordicchiavo le labbra, in macchina, agitata ed insicura, come tutte le altre volte che andavo da lui.
Mi ripetevo “..resisti, non fumare..lo invade l’odore e ne è disgustato” ed io volevo essere profumata, bella e perfetta nel donarmi a quest’uomo.
Lo vidi già in lontananza, o forse erano i miei sensi che ne avvertivano per primi la sua presenza.
Bello, da aggrovigliarmi dentro, camminava impaziente, avanti e indietro, nel park dell’hotel.”Finalmente …muoviti!” mi disse, aprendomi
bruscamente la portiera. Riconoscevo quel tono autoritario e severo che mi eccitava, mi faceva sentire sgridata, piccola come da bambina.
Percepivo il suo sguardo ispezionarmi il corpo, dai piedi percorreva le gambe, si fermava tra le cosce e risaliva al ventre, ai seni ed infine cercava i miei occhi.
Abbassavo lo sguardo, a mo’ di vergogna perchè mi sentivo calda e nuda. Mai nella mia vita mi era successo prima!…Lui solo era capace di farmi bagnare tutta senza nemmeno sfiorarmi.
Sempre distaccato, si avviava deciso verso la camera. Girò la chiave della porta e mi fece entrare per prima, per poi richiuderla alle mie spalle. Rimasi immobile, in piedi contro la porta, lui si girò verso di me ed ingordo cominciò a baciarmi.
Sussultavo mentre la sua lingua umida entrava ed usciva dalla mia bocca e le sue mani mi palpavano le tette rigonfie facendomi gocciolare come una cagnetta in calore. Continuava a baciarmi,  mi spostava le mutandine e mi infilava la mano dentro, ne inzuppava le dita e me le ficcava in bocca, sussurrandomi:”succhia.. sei fradicia.” Vibravo…
Le mie mani lo cercavano frettolose. Gli slacciavo rapida la camicia, volevo spogliarlo di tutto, del ruolo, dell’apparenza per carezzare la sua morbida pelle. Adoravo i suoi pettorali scolpiti, le sue spalle, il suo addome, le sue labbra. Adoravo lui.
Mi prese per mano e si sedette completamente nudo e maestoso su una sedia. Io mi chinai di fronte , golosa di assaporare il suo bel
cazzo che si ergeva turgido.
Posai le mie labbra umide sulla sua cappella e cominciai a succhiarglielo piano e con gusto. Muovevo la lingua lentamente , per non farmi sfuggire alcuna percezione, tra i testicoli e salendo lungo tutto il suo cazzo duro, senza tirargli indietro la pelle, perchè così piaceva a lui…
Riscesi poi, in mezzo alle sue natiche, per tentennare con la punta della lingua il culetto.Il suo respiro si faceva violento e ad ogni leccata il suo orifizio pulsava e si contraeva dal piacere. Impazziva…
Continuavo a lambirlo tutto intorno e poi dentro mentre la mia fighetta schizzava. Non resistevo più, lo volevo dentro.
Mi rialzai, i suoi occhi erano lucidi, con un’espressione selvaggia. Guardava la mia figura sinuosa montargli sopra e la mia figa affondare sul suo cazzo. Mi avvinghiò per i fianchi ed io cominciai ad andare su e giù veloce e profonda. Mi sculacciava , mentre aggrappata alla
sedia, me lo sbattevo bene..sempre più forte..più forte, fino ad urlare un orgasmo che non finiva mai.
“Brava, godi !..sei brava..mi fai venire così” mi sussurrava. Dio quanto volevo che mi venisse in bocca. Mi  inginocchiai e glielo pompai avidamente
per farlo sborrare.
Gemeva, affannato, poi un fremito: la sua crema calda sgorgava e mi riempiva,  ne sentivo il profumo ed il sapore e godevo ancora. La ingoiai tutta,
in estasi,   nutrita ed invasa da un totale stato di appagamento.
Mi carezzò i capelli e con dolcezza mi raccolse stremata,  addosso a lui,  per trattenermi al sicuro tra le sue braccia.
Rimanemmo accoccolati ed uniti per sempre, nel silenzio….senza parole.