La scopata folle con il carabiniere

La scopata folle con il carabiniere

Capita a tutti di correre in macchina quando si va un po’ di fretta, soprattutto se è il compleanno del tuo ragazzo e tu sei in grande ritardo. Così quella sera stavo correndo un po’ troppo, il mio capo mi aveva trattenuta troppo al lavoro e tutti gli amici mi stavano aspettando al pub per fare la sorpresa al mio fidanzato.
Superai 100 km orari, non mi resi conto che davanti a me c’era un posto di blocco, maledissi mentalmente la fretta e fui costretta ad accostarmi.
Era una volante dei carabinieri e a fermarmi era stato un ragazzo in uniforme, si avvicinò, mi guardò con un sorriso beffardo in viso e mi chiese il motivo della fretta, gli spiegai che era per il mio ragazzo, lui sorrise, poi mi guardò per qualche istante.
Mi disse di scendere dalla macchina e di dargli i documenti e la patente, uscii sbuffando, mi poggiai alla macchina, indossavo una minigonna, un top e un giacchino di pelle nera, un paio di tacchi alti, ero già pronta per la festa.
Il carabinieri era da solo, lo vidi fare qualcosa al computer per qualche minuto, probabilmente notò la mia impazienza, tornò con i documenti in mano, chiesi se era tutto ok e lui mi disse di no, che mi doveva trattenere per qualche altro minuto.
Iniziai a chiedere spiegazioni in merito al problema ma lui non mi rispose, ritornò alla volante, intanto mi guardai intorno, quella strada era decisamente poco traffica, non c’erano auto.
Dopo poco tornò, prese le manette e me le mostrò, io lo guardai con aria dubbiosa, pensavo che stesse scherzando ed invece me le mise.
Mi portò dietro la macchina e mi guardò, non disse nulla, prese le mie mani bloccate dalle manette e le mise sul suo cazzo, notai che era eccitato. Lo guardai meglio, era davvero un bel ragazzo, occhi verdi, capelli neri, sembrava palestrato, in più aveva l’uniforme e quel fascino era irresistibile.
Non avevo mai tradito il mio ragazzo, lo amavo ma quella situazione era assurda e allo stesso tempo maledettamente eccitante. Glielo toccai, doveva essere anche bello grosso, mi fece inginocchiare, lo tirò fuori, quello che vidi non deluse le mi e aspettative, iniziai a leccargli la cappella e poi pian piano lo presi tutto in bocca, era davvero grosso.
Iniziai a fargli un pompino, lui mi teneva per i capelli e mi sbatteva verso la sua asta, io succhiavo e leccavo, mi spostavo anche sulle palle piene e pelose, era davvero virile.
Una volta che il suo cazzo fu abbastanza duro, mi prese per un braccio e mi mise in piedi faccia e auto, mi allargò le gambe, mi sfilò le mutandine, si strusciò col suo cazzo più volte sul mio culo, io ero eccitatissima e bagnata, a quel punto non aspettavo altro che mi penetrasse.
Per farlo, mi fece piegare leggermente e poi con un colpo secco mi entrò dentro la fica, non trattenni un urlo di piacere, era davvero bello sentirlo dentro.
Mi aggrappai alla macchina e iniziai a gemere, mentre lui mi scopava forte, ci dava dentro di brutto, io lo imploravo di sfondarmi e lui in risposta dava colpi più profondi.
Mi fece cambiare posizione mettendomi di spalle alla macchina, mi tirò su le gambe con le sue forti braccia e mi penetrò scopandomi contro l’auto.
Il mio culo sbatteva contro lo sportello, nel frattempo erano passate due macchine ma nessuno ci aveva visto, l’idea però che potesse accadere mi eccitò ancora di più, così mentre aumentò il ritmo venni sul suo cazzo più di una volta.
Lui però non era soddisfatto, mi spinse verso il cofano della macchina, mi piegò a novanta gradi e senza preoccuparsi di niente mi penetrò il culo, mi tenne ferma per le natiche e iniziò a spingere.
Il suo cazzo entrava ed usciva dal mio buco senza troppi problemi, ogni tanto mi dava degli schiaffi ed io impazzivo di piacere. Mi sussurrò qualche parola sconcia, mi disse che ero una grande troia, che il mio ragazzo cosa avrebbe dovuto dire…A quelle parole io mi eccitavo sempre di più, desideravo che mi facesse venire ancora. Uscì ed entrò nuovamente nella mia fica, mi stava scopando a gambe aperte sul cofano della macchina, gemevo e mi lasciavo andare al totale godimento.
Quando arrivammo entrambi all’estremo del piacere, scoppiamo in un fortissimo orgasmo, lui mi venne sulla fica, me la bagnò del suo sperma che raccolsi con una mano e leccai via.
Mi sembrò al quanto compiaciuto del mio gesto; mi sistemai, ritornai presentabile, lui mi tolse le manette e mi disse che adesso ero libera di andare dal mio ragazzo.
Non ci dicemmo altro, ma lo vidi prendersi la targa della mia auto, non ci diedi molta importanza ed andai alla festa.
Ovviamente col mio ragazzo feci finta di nulla, mi scusai per il ritardo usando la scusa del lavoro, lui capì perfettamente e la serata andò liscia.
I giorni successivi però, ogni volta che tornavo da lavoro vedevo sempre un auto dei carabinieri ferma sulla strada, sempre alla stessa ora, quindi davo a rallentare un po’ per vedere se c’era il ragazzo di quella sera ma di lui nessuna traccia.
Stavo tornando da lavoro come ogni sera, ormai ne erano passate da quell’incontro folle, quando da lontano vedo nuovamente la macchina dei carabinieri ma questa volta qualcuno muove la paletta per farmi fermare: era lui.
Ci sorridiamo, gli chiedo qual è il problema, lui mi fa scendere, controlla i miei documenti, mi mette le manette e mi porta dietro l’auto dove mi scopa tremendamente e con foga.
Mi fa sapere che era stato in ferie ma che adesso ci sarebbe stato spesso, si era appuntato la targa della macchina in modo da poterla riconoscere da lontano e fermarmi.
Ormai facciamo sesso di nascosto quasi ogni sera, io cerco di andare via mezz’ora prima dal lavoro quando posso in modo da avere il tempo di farmi scopare senza insospettire il mio ragazzo che a quanto pare non immagina niente.

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