La scommessa

La scommessa

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Mi chiamo Antonio, sono un ragazzo di 25 anni, sono alto 1,75, moro, occhi castani, abbastanza prestante come fisico ed un Walter di 18 centimetri. E’ da almeno 2 anni che nel mio giro di amicizie è entrata Erica. Erica è mia coetanea, alta 1,65, mora anche lei, capelli lunghi e lisci, occhi verdi, una terza di seno ed un culetto niente male.
Con lei è nato subito un feeling particolare, non siamo fidanzati, è una amicizia molto serena e disinteressate, di quelle che è difficile nascano tra un uomo ed una donna ma succede. Con lei mi trovo bene perché non ho freni, si parla di qualunque cosa, si parla di sesso ma si parla anche di cucina. Come me è abbastanza spiritosa e sta molto allo scherzo, perciò le battute a doppio senso non mancano mai e ci facciamo tante risate. A volte andiamo anche oltre la battuta ma finora non c’era mai stato nulla.
E’ capitato circa 6 mesi, era estate, che finimmo per parlare di un argomento che adesso non ricordo nemmeno, io affermavo una cosa e lei si ostinava a ribadire che era il contrario. Ero sicuro di aver ragione e le ho detto: “ok, scomettiamo che ho ragione io?”.
Lei si sentiva sicura: “ok, scomettiamo! Ma cosa scomettiamo?”
Io: “se ho ragione io esci un pomeriggio intero in minigonna senza mutande! Non lo dico agli altri, lo sapremo solo io e te. Se vuoi rimarremo qua con gli amici altrimenti andremo altrove ma starai tutto il pomeriggio vestita così!”.
Lei: “ok, ma se ho ragione io sarai tu a dover uscire un intero pomeriggio senza mutande e con quei pantaloni da ginnastica grigi che hai che non sono attillati ma nemmeno tanto larghi!”. Evidentemente era convinta di aver ragione ma allo stesso modo lo ero io, perciò accettai.
Tirai fuori il mio smartphone ed andammo a verificare subito la cosa. Cavolo no!! Aveva ragione lei.
Mi guarda e con un’espressione maliziosa: “Bene, domani sai già come uscire e non sognarti di mettere magliette lunghe!”
Io: “ok, hai vinto tu, rispetterò i patti… Però andiamo in giro, non rimaniamo qui con gli altri”. Avrei evitato di pensare a certe cose ma preferivo andare in giro perché se fosse successo qualche incidente i miei cari amici mi avrebbero preso per il culo per 10 anni.
Il giorno dopo andai a prendere Erica, appena uscita di casa mi chiede se sto rispettando i patti. Mi volto dandole la schiena, tiro la stoffa della tuta per far vedere che non si vedono segni di mutande o boxer, al che lei fa una cosa che non mi aspettavo e non aveva mai fatto: prende il bordo dei pantaloni della tuta, lo tira a se e verifica se è vero, così intanto mi guarda il culo.
Lei: “Ah ah l’hai fatto davvero!”
Io: “Brutta maialina, che guardi! Comunque io sono di parola!”
Saliamo in macchina e guido fino al centro commerciale. Mi sono prefissato di non pensare a certe cose per non correre il rischio di avere erezioni che in quello stato sarebbero state davvero evidenti… Anche se devo dire che averlo mollato per i pantaloni che struscia continuamente sulla stoffa ad ogni movimento di già crea una sensazione piacevole.
Entriamo al centro commerciale, Erica mi prende sotto braccio e passeggiamo tra le vetrine quasi come una coppietta. Io non badavo tanto alle vetrine, guardavo le persone che incrociavo se per caso mi fissavano sul cavallotto per capire se si capiva che ero senza mutande ma sembra proprio che non lo notasse nessuno.
Ad un certo punto Erica si ferma, la guardo, eravamo di fronte alla vetrina di un negozio di intimo. Inizia a dirmi: “Guarda che bello quel completino in pizzo nero. Come credi mi starebbe addosso con la mia terza di seno?”
Io: “bastardona, vuoi farmi eccitare perché si veda!”
Lei: “no no, entriamo che voglio fare acquisti!”
Io: “ma sei impazzita?”
Lei: “no no, dai entriamo” e mi trascina letteralmente all’interno del negozio. Sceglie un completino in pizzo nero che non è per niente trasperente ma è lo stesso molto sexy, è composto da un reggiseno a balconcino e da un perizoma. Lei entra nel camerino ed io ovviamente l’aspetto nelle vicinanze cercando di pensare ad altro.
Ad un certo punto dal camerino: “Antonio scusami, mi potresti venire ad aiutare per favore?”. Lei indossava una maglietta con la zip sulla schieda che dal collo le arrivava a metà schiena ed un gonnellino che le arrivava appena sopra il ginocchio. Certo che fosse in difficoltà con la zip della maglietta vado in suo aiuto, scosto leggermente la tenda del camerino e mi trovo di fronte tutt’altra scena: è di schiena, indossa il perizoma, perciò ha le chiappe al vento ed è in difficoltà con la chiusura del gancetto del reggiseno e mi chiede di aiutarla a chiuderlo. Io sudo freddo, lei è molto bella, l’avevo vista al massimo in spiaggia in costume ma mai in perizoma ed usava costumi che le coprivano bene il seno. Vista così era molto eccitante ed il mio Walter se n’era accorto! Le chiudo il gancetto meditando di fiondarmi su una di quelle poltroncine di attesa vicine ai camerini ma prima di riuscire a muovermi lei si gira e mi chiede: “Come sto?” e fa un po’ di giri su se stessa.
Il reggiseno le faceva 2 tette da urlo! Il perizoma non lasciava nulla all’immaginazione per quello che è il suo culetto e nel davanti era molto sgambato.
Ormai avevo un’erezione totale ed il tessuto della tuta non lasciava nulla all’immaginazione. Ho chiuso la tenda del camerino, mi sono fiondato sulla poltroncina rimanendo piegato in avanti e cercando di pensare ad altro. A fatica sono riuscito pensando ad altro a domare il Walter.
Lei è uscita dal camerino e con uno sguardo malizioso mi dice: “dai vieni che il nostro giro al centro commerciale non è finito!” e sghignazza un po’.
Usciti dal negozio lei si mette a ridere prendendomi in giro per l’espressione che avevo guardandola e mi chiede “ma non hai mai visto una ragazza in biancheria intima?”
Io: “si, certo che ne ho viste e non poche!”
Lei: “ma ti faccio davvero tutto quell’effetto che ho visto?”
Io: “si, sei una ragazza molto bella ed io sono un ragazzo”
Lei chiude il discorso chiedendomi se mi va di bere un aperitivo al bar del centro commerciale e ci avviamo.
Fino alla fine del pomeriggio non ha creato altre situazioni che mi potessero mettere in imbarazzo; finito il nostro giro al centro commerciale usciamo ed andiamo alla macchina e ci avviamo verso casa. Di strada tra il centro commerciale e la zona dove abitiamo c’è una zona di campagna. Ad un certo punto lei mi dice se trovo un posto un po’ appartato che voleva stare un po’ tranquilla a parlare che al centro commerciale c’era troppa confusione.
Io giro dentro una vietta di campagna che finiva praticamente nel nulla e ci fermiamo li.
Lei inizia a dirmi: “oggi mi ero prefissata di divertirmi un po’ sapendo che uscivi vestito così, volevo divertirmi nel vederti leggermente eccitato in mezzo a tutta quella gente. Invece ti sei eccitato tantissimo quando mi hai vista in intimo, non me l’aspettavo, ho capito che non ti sono indifferente”
Io: “beh, come potrebbe essermi indifferente una bella ragazza come te in biancheria intima?”
Lei: “la vuoi sapere una cosa? Oggi hai vinto anche tu la scommessa”
Io: “cosa vuoi dire?”
Lei si alza il gonnellino e mi fa vedere che era senza mutandine anche lei “ieri mi ha incuriosita il pensiero di uscire in minigonna senza le mutandine così ho voluto provare, non le ho indossate però ho messo un gonnellino non troppo corto”
Quando ha alzato la gonna aveva le gambe chiuse ma si è visto il monte di venere. A quella vista il mio Walter si è impennato di brutto.
Io: “ecco vedi cosa combini?”
Lei mi ha sbalordito come appena uscita di casa, ha preso il bordo superiore dei pantaloni, stavolta nel davanti, e li ha tirati giù quel che bastava a farlo uscire.
Io: “che fai?” senza però rimettermelo dentro, lasciandolo li svettare.
Lei: “nemmeno tu mi sei indifferente, oggi quando ti ho visto così eccitato mi sono bagnata. Il completino non lo dovevo acquistare, era un gioco per provocarti ma avendo bagnato il perizoma non potevo lasciarlo la e sono stata costretta ad acquistarlo!” Detto questo si tira su la gonna aprendo le gambe.
Che situazione, io con l’uccello in tiro fuori dei pantaloni e lei con la gonna alzata senza mutandine e le gambe aperte.
Mi sono sporto verso di lei ed ho iniziato a baciarla. Baciandola le ho mollato la zip dietro la schiena e le ho tirato su la maglietta. Mi sono staccato da lei e gliel’ho sfilata. Le ho mollato il reggiseno e gliel’ho tolto. Che tette fantastiche, una terza bella soda! Mi sono messo subito a succhiargliele ed intanto con una mano sono andato a tastarle la fighetta, era un lago di umori, sicuramente aveva già bagnato il sedile!
Io continuo a succhiarle quelle tette fantastiche, a leccarle e mordicchiarle i capezzoli e con la mano inizio a stimolarle il clitoride. Lei mi prende la testa, me la alza e mi da un bacio, poi mi spinge verso il mio sedile perché mi sieda di nuovo e si tutta sul mio uccello. Fin che lo prende in bocca abbassa di più i pantaloni e poi mi mette una mano sui testicoli.
Che bene che me lo succiava!
Lei era seduta sul suo sedile ed accucciata verso il mio per succhiarmelo. Io allora ne ho approfittato ed ho iniziato a palpargli il culetto che in quella posizione stava bene aperto. Dopo averle palpato per bene le chiappe ho messo un dito in mezzo, sul buchetto però appena ho cercato di fare un po’ di pressione con la sua mano ha preso la mia e me l’ha spostata, evidentemente non voleva.
Dopo un po’ si alza e mi dice “sposta tutto indietro il tuo sedile”
Io eseguo e lei mi sale sopra di fronte a me sedendosi sul mio uccello impalandosi da sola.
Che sensazione fantastica, aveva una fighetta fantastica!
Fin che mi cavalcava ci siamo baciati a lungo, poi ad un certo momento sia io che lei abbiamo iniziato a sospirare più a fondo, segno che stavamo per venire entrambi. Dopo pochi secondi siamo venuti, è stato fantastico!
Ci siamo fatti trascinare talmente tanto che ci siamo resi conto solo in quel momento che non avevamo usato nessuna protezione ma per fortuna qualche giorno dopo ha avuto il ciclo.
Da allora non è più una mia amica ma la mia trombamica! Il nostro legame è rimasto un legame di amicizia, non è la mia ragazza, trombiamo quando vogliamo.