La prof mi mette le scuse in culo.

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La prof mi mette le scuse in culo.

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Sono passate già due settimane dall’ “incidente” con la professoressa, e penso che devo scusarmi con lei perchè da quel che ho capito ha in mente di bocciarmi. Io non voglio ciò, e per questo sono quì davanti alla porta della classe. Non so cosa abbia in mente, ma mi conviene accettare se non voglio fare un anno in più di scuola. Afferro la maniglia e al tiro giù, dopodichè apro la porta ed entro. Trovo la prof seduta sulla sua sedia che si sta sistemando le unghie. “Oh Simone, sei arrivato. Siedi pure.”. Seguo ciò che mi ha detto e mi siedo sulla sedia davanti alla cattedra. “Allora, volevi parlarmi. Dimmi tutto.” “Beh, penso che ricorda cosa è successo due settimane fa tra me Emma e lei.” “Certo che ricordo. È stata una bellissima scopata.” “Tolto questo, io, dal canto mio, vorrei scusarmi per aver provato a mettere foto nude di lei su Internet. Sono pronto a tutto per scusarmi.” “Tutto tutto?” “Certo.” “Mmh… avevo già pensato alla cosa da tempo, e ho deciso come farti perdonare da me.” “Come?” “Sai, sono una a cui piacciono i rapporti sessuali,” la prof si alza, si mette di fianco a me e mette una mano nei miei pantaloni, afferrandomi il pene “quindi per scusarti ti propongo di fare sesso con me.”. Prima che possa rispondere, lei mi dice: “Ma una cosa cambierà dalle tue scorse scopate. Stavolta io domino e tu obbedisci, sempre. Capito?” “Capito.” “Bene, allora alzati, chiudi la porta, dopodichè spogliati. Appena sei nudo inizieremo.”. Mi molla il pene e mi lascia andare a chiudere la porta. “Chiudo a chiave?” “Si, non si sa mai che qualche alunno di seconda passi qui vicino solo per vedermi mentre mi spoglio per cambiarmi gli abiti.”. Chiudo la porta a chiave, dopidichè mi metto davanti al banco e mi tolgo tutti i vestiti, e poi li metto sul banco. “Adesso aspetta che mi spoglio io. E non fissarmi le tette o il culo.”. Io rispondo con un cenno del capo, e lei allora inizia a sbottonarsi la camicia. Appena è sbottonata, la toglie e la mette sulla sua sedia. Poi si sfila di dosso la minigonna e la mette sulla camicia. Infine sgancia il reggiseno e lo tolgie, poi tolgie il reggicalze assieme alle calze, e infine toglie le mutande. “Che figa!” “Lo so, sono molto bella. È per questo che ho molti vantaggi dalla gente, maschi o femmine che siano.”. Si gira verso la sua borsa e inizia a frugarci dentro, mettendo in mostra il suo bel culone, che vorrei volentieri toccarlo e baciarlo tutto. In qualche secondo tira fuori dalla sua borsa un dildo strapon color carne. “Di nuovo?” “Si, di nuovo. Mi raccomando, obbedisci a tutto, anche se ti dico di segarti per nove ore di fila.” “Va bene.” “Iniziamo allora. Avvicinati.”. Seguo il suo comando e mi metto davanti a lei. A malapena riesco a resistere all’impulso di guardarle le tette. “Baciami!” Mi ordina un secondo prima che mi afferri la faccia e inizi a baciarmi. Io acconsento, e dopo poco lei mi infila la lingua in bocca. Durante questa limonata, lei con la sua mano destra mi prende il pene e inizia a segarlo, mentre con la destra mi palpa il culo. Dato che non voglio solo essere palpato ma voglio palpare, con entrambe le mani le afferro il culo e lo sollievo lievemente. In qualche minuto sento che sono venuto. “Sei venuto Simone?” “Si, ma succede.” “Allora possiamo iniziare a fare sul serio. Girati e poggia il piede sulla cattedra. Ricordati di aprire bene il culetto.”. Con un pochino di fatica poggio il piede sulla cattedra e cerco di aprire il fondoschiena. “Va bene così?” “Si, benissimo.”. La sento avvicinarsi a me, poi sento qualcosa entrare piano piano tra le mie chiappe. “Non credere che perchè inizio piano continuerò così.”. Subito la prof da una spinta forte al dildo, che entra nel mio culo fino quasi a metà. “Ah!” “Lo so, fa un pò male all’inizio per i maschi, ma poi ti ci abituerai.” Mi risponde mentre inizia a spingere il dildo dentro e fuori il mio sedere. “Dato che comando io, ho deciso di farti godere di più” mi dice. Un istante dopo mi afferra il pene e inizia a segarlo. Qualche minuto dopo mi chiede: “Ti piace?” “Si! Ah… ahh… si!” “Già, è molto bello.”. Continua a incularmi e segarmi per un quindici minuti circa, dopodichè vengo. “Sei venuto. Bene, cambiamo posizione. Faremo così ogni volta che vieni.”. Finalmente mi tolgie lo strapon dal culo e molla la presa dal mio cazzo. “Allora caro Simone,” mi prende per la spalle e mi mette davanti alla cattedra “faremo un paio di posizioni, dopodichè potrai andare. Se collabori uscirai presto, sennò ricominceremo la posizione da capo. Capito?” “Si professoressa.” “Vedo che hai capito. Ora fermo.”. Mi ghiaccio all’istante, e lei mi apre il sedere. Ci infila il dildo dentro e inizia a spingerlo con forza. Qualche secondo dopo mi inizia a segare il cazzo e poco dopo mi afferra e mi limona. “Ti piace Simone?” “Si! Ah… ah… si! SI!”. Dopo non so quanto vengo di nuovo. La prof molla la presa. “Cambiamo posizione. Mettiti sulla cattedra a gambe aperte verso l’alto, va bene?” “Va bene.”. Obbedisco subito e mi siedo sulla cattedra, poi apro le gambe. La prof, soddisfatta del fatto che io ubbidisco, si siede sulla cattedra, sposta il mio cazzo in alto con la mano e mi infila dentro il dildo con ancora più violenza di prima. “OH CAZZO! CAZZO CAZZO CAZZO! CHE BASTONE IN CULO!!!” “Lo so. Ti piace vero?” “SIII! AHHHH… AHHH…!”. Continua a incularmi finchè non vengo di nuovo. “Allora, mancano ancora due posizioni. Coricati su di un fianco Simo.”. Obbedisco subito e mi corico. La prof si corica dietro di me e inizia a baciarmi il collo. Dopo un minuto circa con le mani mi circonda e mi afferra il pene, iniziando a segarlo di brutto. Eccitato, vengo, ma lei mi risponde: “Dato che ancora non ti ho inculato ma tu già vieni, ti inculerò finchè non vieni.” “Ma…” “Ma sta minchia. Facciamo come ti ho ordinato, capito?” “Si.”. La prof smeette di segarmi con una mano e con quella mi apre il culo. Un battito di ciglia dopo mi infila il dildo dentro e me lo spinge con violenza quasi brutale. Per risposta io urlo, ma la prof mi tappa la bocca con una mano. “Se osi urlare ti inculo fino a Domenica prossima, e ti ricordo che siamo a Sabato.”. Smetto subito di urlare e inizio piuttosto a rantolare e a emettere versi di piacere. “Bene, così va meglio.”. Dopo del tempo passato a farmi segare, leccare e inculare, vengo di nuovo. “Dai, manca solo una posizione e poi puoi andare a casa.”. Ci stacchiamo e io sono sul punto di scendere quando la prof mi ferma afferrandomi il braccio e dicendomi: “La prossima posizione è sempre sulla cattedra.”. Ritorno su il piede che avevo poggiato a terra e aspetto l’ordine della prof. “Allora, io mi metto seduta a penzoloni, e tu ti metti su di me. Muoviti.”. La prof si siede con le gambe e a penzoloni e il dildo dritto in alto. “Appena ti metti su di me devi mettertelo subito dentro, ok?” “Ok”. Mi abbasso poco alla volta e appena ci sono sopra me lo infilo dentro il culo. La prof, per penetrarmi meglio, mi afferra per le gambe e inizia a spingermi verso il basso. “AH!” “Bellissimo lo so. Così sai cosa provano le donne quando vengono inculate da voi uomini. Secondo me dovrebbero provarlo tutti gli uomini almeno una volta a settimana.”. Finalmente, dopo un bel pò di tempo, vengo lanciando la mia sborra per terra e un poco sulla cattedra. “Abbiamo finito. Scendiamo.”. Finalmente tolgo per l’ultima volta quel dildo dal mio culo e scendo dalla cattedra. “Ora mi perdona e non mi boccia?” “Certo Simone. Se vai male nelle prossime verifiche, vieni qui e risolvo tutto.”. Prendo la mia roba dal banco e inizio a vestirmi. Sono sul punto di mettermi i pantaloni quando la prof mi ferma dicendomi: “Sai, oggi mi sento buona. Ti do l’opportunità di fare su di me una cosa a tua scelta. Puoi baciarmi, leccarmi, toccarmi, ditalinarmi, incularmi e penetrarmi, ma solo una volta.”. Inizio a rifletterci su, poi rispondo alla prof: “Mi andrebbe già da un bel pò di mettermi con una ragazza a scopare mettendoglielo dentro per terra. Le va?” “Certo, ma solo una volta.”. Mi rispoglio e mi metto per terra. La prof si corica, e io mi metto su di lei. Le tolgo il dildo e le infilo il cazzo dentro la figa con talmente tanta forza che la prof emette un urlo acutissimo che per poco non mi intontisce. “Minchia! Potevi fare più piano!” “Lo so, ma non avevo voglia.”. Mi alzo, aiuto la prof ad alzarsi e mi rivesto. Un attimo prima di uscire dalla classe la prof mi saluta aprendo le gambe, come per provocazione. Io la saluto con un: “Arrivederci”. Esco dalla scuola, ma quando sono quasi fuori dal cortile noto una figura femminile che sta entrando nella scuola. “Sono le cinque passate. Chi sarà mai?”. Seguo di soppiatto la persona, che entra nella classe della prof. Io mi apposto dietro alla porta, che lasciano aperta. “Ciao Emma.” “Buon giorno professoressa.” “Sei arrivata finalmente. Bene, so che tu volevi scusarti con me, e pensandoci bene ho già scelto come.” “Come?” “Spogliati e scopiamo.”. Emma si spoglia e posa tutto sul mio stesso banco. Dopidichè, si mette davanti alla prof e iniziano a baciarsi e a toccarsi. “Che fortuna che ha sta troia della prof!” Penso.

 



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