La padrona di casa 2

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La padrona di casa 2

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Subito dopo quella mezz’ora di pura passione ed erotismo ci siamo ricomposti in silenzio, poi lei mi chiede se avessi finito il lavoro, “quasi, comunque entro stasera termino” lei annuisce e senza dire altro esce chiudendosi la porta alle spalle. Rimango senza parole, prima gioca, mi provoca, mi spoglia, si concede e poi se ne va senza dire nulla? Eppure non mi sembra una tipa da scopata e via. Dopo un attimo la porta si apre, io ero ancora lì dietro la porta, di nuovo lei, chiude e tutta seria mi dice”non pensare che io faccia così con tutti, anzi. Il problema sei te, sei un bel problema che come ti ho visto ho perso la testa, ora vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni.” Poi si avvicina per un bacio sulla guancia e fa per andarsene. La blocco tirandola da un braccio e l’avvicino a me, siamo uno di fronte all’altra a pochi cm, la guardo negli occhi e dopo qualche secondo di silenzio le dico che se vuol giocare ok giochiamo, ma se vuole fare le cose più serie proviamo a farle. Lei mi guarda poi mi da un bacio in bocca, lavorando molto bene con la lingua, in un attimo mi trovo con il cazzo duro, lei lo sente, si stacca e dice che è meglio che vada altrimenti non finisco il lavoro, poi sulla porta si gira e “con te non voglio giocare, mi hai sconvolto, ti voglio” e se ne va.
I pensieri della sera sono tutti per Simona, chiudo gli occhi e rivedo ogni attimo passato insieme, vorrei tanto rivederla subito ma non ho neanche il suo numero, non so se avrò altre occasioni per incontrarla, so peró dove andrà ad abitare, e non è molto lontano da casa mia. Pensando a lei automaticamente gioco con il cazzo, me lo smanetto delicatamente fino a venire.
La mattina dopo mi sveglio presto, doccia poi rimango nudo, come mi piace fare, per sistemare alcune cose e per fare colazione, un sms dello zio mi informa su quali lavori fare oggi, 3 appuntamenti per semplici interventi, prima di cominciare l’ultimo appuntamento nuovo sms dello zio che mi chiede di passare a casa di Simona verso le 19:00. Arrivo con qualche minuto di anticipo e trovo Simona, mio zio e mio cugino che stanno parlando. Mio cugino ha la stessa età di Simona, è un bel ragazzo sicuramente, capelli ricci lunghi, quasi biondi, occhi chiari, muscoloso il giusto, più alto di me anche se non tanto quanto Simona e i due si intrattengono a parlare in sala mentre lo zio mi porta in camera per spiegarmi qualche piccola modifica da fare, ascolto distrattamente perchè disturbato dal fatto che Simona stesse di la con con mio cugino. Per fortuna zio e cugino se ne vanno e rimaniamo soli, “simpatico e carino tuo cugino” mi dice, io comincio ad innervosirmi, lei se ne accorge e continua “anche bravo nel suo lavoro, oltre che bello” “vuoi dirmi che io non sono bravo o simpatico?” “no, ma lui è un bel ragazzo, alto…” “quarda che è sempre più basso di te” lei si avvicina mi sorride, mi mette le le braccia sulle spalle e mi dice che voleva provocarmi e che gli piacevo se diventavo geloso, poi comincia a baciarmi, io le levo la maglietta e comincio a baciarla sul collo, sulle spalle, slaccio il reggiseno e trovo due capezzoli duri, eccitati, li lecco, li mordo, lei gode, geme, scendo giù verso l’ombelico, facendola tremare dal piacere, risalgo in piedi, la giro di spalle e comincio a farle il solletico sul collo fin giù su tutta la schiena, abbasso e sfilo i suoi pantaloncini, un culo bello, alto, sodo, mi rialzo e mi appoggio completamente a lei che sente il mio cazzo duro e voglioso, ora è lei a spogliarmi, in un attimo mi trovo nudo davanti a lei che si è tolta le mutandine, è bella, sexy, mi eccita tutto di lei, anche che sia tanto più alta di me. Mi sfrego addosso a lei, che si inginocchia davanti a me, le passo il mio cazzo duro sul viso, lei lo prende in bocca e comincia a giocare, poi io con le mani passo sulla sua figa, bagnata, vogliosa, stuzzico il clitoride, lei impazzisce, scendo e ora gliela lecco mentre con l’altra mano provo a stimolarla sul culo, lei mi tira su, piega le gambe quel tanto che basta, prende il mio cazzo, sempre più duro e bagnato, e se lo appoggia sulla figa, io allora non mi ferno, delicatamente lo faccio entrare, lei si lamenta un po’ poi quando è tutto dentro comincio a montarla, su e giù più e più volte, quando sto per venire lo tiro fuori giusto in tempo perché lei si abbassasse per poterle schizzare in faccia. Stravolti dal caldo, dalla stanchezza ci sediamo per terra ancora nudi, io appoggio la testa sulla sua spalla e rimaniamo in silenzio per una decina di minuti, dopo rapida doccia per entrambi ci ri rivestiamo, le dico che domani mattina sarei tornato lì per le ultime modifiche, “domani mattina ci sarà anche tuo cugino…” dice sorridendo. “ma allora ti piace proprio”. “si, te l’ho detto, è un bel ragazzo, ma io voglio te!” e senza dire altro se ne va.
 


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