La ninfomane.

La ninfomane.

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Quando ancora frequentavo il liceo mi innamorai di una ragazza poco più piccola di me.Era alta bionda con occhi azzurri, aveva lunghe gambe e una femminilità davvero impressionante. Tentai in ogni modo di conoscerla e quando riuscii a combinare un appuntamento con lei ero fuori di me dalla gioia.Di lei non sapevo quasi nulla, ma mi intrigava molto il suo modo di fare, la sua camminata, aveva due tettine piccole e sode che si vedeva che non portava mai il reggiseno. Aveva un culo fantastico, e lo muoveva con un fare ipnotico, era solo libidine vederla.Quando il pomeriggio uscii di casa per incontrarla feci tardi. Ero incazzato con me stesso, e speravo che non se ne fosse andata via. Arrivato in piazza non la vidi, ed ero veramente abbatuto.Non poteva essere che se ne fosse andata, però la colpa era solo mia.Provai a telefonarle, nobn mi rispose, ed io ero scoraggiato.”questa è incazzata tanto”pensai.Andai al bar sconsolato e presi una birretta, mi misi al tavolino fuori e mi accesi una sigaretta.Dopo un pò la vidi, e trasalii immediatamente, era dall’altra parte della piazza e non mi aveva notato, usciva da un palazzo del comune e controllava l’orologio.Mi fiondai su di lei e le chiesi scusa per il ritardo imapcciato come ero a trovare una scusa plausibile.Lei mi disse che era appena arrivata e che l’autobus ci aveva messo tanto ad arrivare.Mi suonò strano, visto che avevo visto da dove era uscita, ma non me ne fregava niente, anzi ero contento che fosse andata così.Facemmo una camminata, parlando di cazzate, e divertendoci.Dissi di andare a un bar a prendere qualcosa e lei accttò.Sulla strada accadde una cosa che mi fece inquietare molto.Lei incontrò un gruppetto di ragazzi della sua età, e si diresse verso di loro, ignorandomi completamente.Rimasi a tre metri da lei fermo come un imbecille.Lei salutò un ragazzo di colore che conosceva e lo sguardo che aveva quello era tutto un programma, si guardavano come se stessero scopando…là davanti a me.Ero incazzato NERO, tanto più che quegli altri ragazzini si misero a sorridere di me, povero imbecille.Lei tornò da me, e disse un paio di stronzate che non credevo assolutamente sul fatto di chi fosse quel tipo.Mi dissi questa mette solo corna. Andammo al bar e io per non fare la figura dello stronzo le parlai un pochino, ma ero troppo contrariato che sembrai addirittura più stronzo di quanto non volessi.Lei a una certa mi disse che doveva andare al bagno, e io rimasi lì per almeno un quarto d’ora, povero coglione che ero. Si fece tardi, così dissi al mio amico barista che l’avrei pagato dopo, che dovevo accompagnare lei a prendere l’autobus.Vidi lo sguardo del barista trasalire, che cazzo di sguardo aveva?La portai comunque a prendere il bus, e mi disse parole dolci o sdolcinate, e prima di andarsene mi diede un bacio sensuale sulla guancia.Scoprii anni dopo che quella svergognata nel viaggio di ritorno spompinò per bene quel nero che aveva visto per strada, accordandosi addirittura sull’orario in cui sarebbe partita.Tornai al bar inconsapevole di tutto, per pagare il conto, quando Peppe, il barista mi prese da parte e mi raccontò quello che aveva visto.La troia era andata in bagno, ma poco prima di entrarvi riconobbe in un uomo vecchio il suo prof di filosofia che beveva il caffè.Peppe era al bancone e guardò la scena di lei che senza pudore diceva al professore che stava lì con un “ragazzetto da nulla” a prendere il cappuccino.Ammiccava in continuazione sia a lui che a Peppe, e toccava quel vecchio come solo una bagascia sa fare.Peppe era un sottoposto, non poteva fare nulla, ma notò che dopo pochi minuti il Prof entrava nel bagno.Sospettoso lo seguì, con cautela e passo felpato, e arrivò a scoprire che quella bagascia lo aspettava al cesso delle femmine per una spompinata allegra con tanto di scopata.Peppe si eccitò mi disse, tanto che nel vedere quella svergognata gli veniva voglia di andare lì a farsi valere pure lui.Ma forse era troppo rischioso se fosse stato scoperto.Poteva perdere il posto.Si limitò però a fare un video col cellulare da sopra, ben acquattato.Mi fece vedere subito il video, e la riconobbi.Quella faccia da troia spompinava il suo prof, era chiaro che smanettava quel cazzetto vecchio e floscio con avidità.Appena lo vide duro si abbassò i pantaloni e le offrì il culo.Il vecchio con due colpi era già venuto e lei prendeva la sborra dalla sua fica e la portava alla bocca mandando in visibilio il prof. Il video si ferma quando ancora non sazia la troia si mette in ginocchio e succhia il salsicciotto sgonfio di quell’uomo provato da tanto piacere.Ringraziai peppe e meditai vendetta. Quella zoccola non l’avrebbe passata liscia, l’avrei sistemata io.L’indomani a scuola andai da lei con fare minaccioso, ma non la trovavo.Mi appostai davanti al bagno delle femmine, e aspettai fin dopo la campanella.La vidi uscire poco più tardi e quando lei mi vide mi sorrise e mi abbracciò, baciandomi.Sta bagascia, la scostai scuro in volto quando stavo per dirle che avevo il video e avrei fatto un casino della madonna, che mi faceva schifo lei, lurida pompinara senza ritegno, e che non avrei accettato nessuna condizione se non quella di scoparla come mi pareva a me per lavare l’onta del suo gesto, quando vidi uscire dal bagno delle femmine un tipo del quinto che si avvicinò a le e le diede un bacio sul collo.Era fin troppo chiaro quello che era accaduto lì dentro.Me ne andai senza dire nulla, incazzato più di prima, non ero lucido per poterla affrontare.Meditavo a una vendetta da servire fredda, io con quella troia non volevo nemmeno fare una sega.Solo una settimana più tardi parlando con un mio amico in piazza venne fuori il discorso che lui insieme ad altri tre amici aveva avuto un pompino nel palazzo del comune da una ragazza che chiamava **** la ninfomane. Mi finsi curioso e sorpreso, ma dentro mi rodeva tanto, e lui mi descrisse con novizia di particolari che quella bagascia mentre aspettava (me chiaramente!) si avvicinò a quelli provocandoli e toccandoli senza ritegno.Avendo quelli capito di che razza di troia avessero incontrato se la portarono in un posto nemmeno tanto appartato, la misero ginocchioni e a turno le riempivano la bocca di cazzi e sperma.Mi diceva che lo succhiava benissimo, con foga, come nei filmini porno, mentre spompinava uno con le mani segava gli altri due, e via dicendo, si faceva scopare la bocca fino alla gola, tanto che spesso tossiva sborra con tutto il cazzo in bocca.Mi disse che le colava sborra anche dal naso, e che ebbe anche dei conati di vomito, tanta era la foga nel succhiare.Ingoiò lo sperma di tutti e tre e disse poi che ne voleva ancora..”mai vista una troia così” mi disse.E neanche io.La sera stessa ero triste e incazzato deciso a ubriacarmi per lenire le mie ferite.Quando ero abbastanza ubriaco andai al vicoletto a pisciare, e lì:incredibile.Ancora lei, che spomiciava un’altro chissà preso dove, sotto di un portone anche molto bene illuminato.Mi fermai.rimasi di sasso.Ero distrutto.Quella ragazza a me piaceva, non avevo passato con lei che un pomeriggio e già mi metteva le corna.Intendiamoci, io non ero il suo ragazzo e mai lo sarei stato, però prendevo quei gesti come un affronto a me, dopo che aveva detto che ero un “ragazzino da nulla”.Li spiai mentre si toccavano l’un l’altra, vedevo quelle mani finire dentro i pantaloni di lui, e muoversi su e giù.Vedevo le mani di lui, nello sfruguliare il buco del culo di questa troia, che si muoveva ritmato imitando l’atto sessuale con foga e disperazione.Vidi la mano di lei piena di sborra che continuava a leccarsi.Ma la cosa non finì lì.Evidentemente quel tipo ci sapeva fare.Ed era ancora tutto arrapato.Pretese un pompino, visto che le mise una mano sulla spalla abbassandola in ginocchio. ma mentre quella troia sconfinata lavorava per bene il suo membro veramente gigante e sproporzionato, quello si decise ad alzarla con violenza, le mise un dito in bocca e le sussurrò qualcosa.Lei gli sistemò il cazzo enorme nei pantaloni e si diressero verso di me.Lui gli diede una pacca sul culo forte che rimbombò su tutto il vicolo.Quella
si girò a guardarlo eccitata come una cagna in calore, e abbracciati risalivano verso di me.Feci in tempo a uscire dal vicolo e sedermi su degli scalini facendo finta di nulla, e mi feci vedere da lei, che mi osservò come se nulla fosse, con stampato in faccia una voglia di cazzo e un sorriso da troia.Aveva pure la faccia sporca di un poco di sperma,mi guardò come per dire “Hai capito che troia sono?!” e il tipo mentre camminava lasciava intendere le misure del suo membro sotto i pantaloni larghi. Li seguii. Entrarono in una jeep e andarono verso le acque termali.Una volta lì si immersero nell’acqua calda e iniziarono uno show.Lei lo spompinava addirittura in subacquea, io arrivai in tempo con la bici e un fiatone della madonna per vedere che abilità da sub avesse quella che è la più grande troia che abbia mai conosciuto.Si fece penetrare ovunque e in ogni posizione. Smorzacandela, pecorina,di altre nemmeno so il nome.Urlava come una cagna, e attirò nel giro di poco gli sguardi di altri che erano lì a fare simili porcate, ma loro, probabilmente pagando.Questi si segavano vedendola prendere nel culo quel cazzo grosso.A dire il vero anche io mi segavo di brutto.Solo che quelli poi furono invitati alla festa da lei, lasciando incredulo anche quel tipo che fino a un secondo prima era l’unico a goderne. Se li spompinava tutti, erano 5 forse di più, e lei dava ogni suo buco, vedevo vapore intenso salire in cielo, e l’acqua gorgheggiava alle feroci vergate che l infliggevano.Era tutto un lamento, un orgia pazzesca, mi domandai se non potessi andare anche io. poi però mi ricordai che quella troia l’avevo rinnegata.Le sborrarono in faccia e sul seno, sul culo, ovunque, l’avevano letteralmente coperta di sborra, e martoriata allo sfinimento, e lei diceva “c’è ancora qualcuno ne voglio ancora, c’è qualche porco guardone lì?” e guardava verso di me che nascosto malamente m’ero fatto notare, ma nel buio non riconoscere, credo.Quelli se ne andarono, tutti, io esitaii, ma vidi che pure il tipo con la jeep se ne andava, con l’intento di lasciarla lì, a quella troia.La lasciarono lì nuda e piena di sborra, e lei era nemmeno tanto preoccupata.Mi avvicinai allora, la vidi, con tutto il trucco sfatta, fradicia di acqua e sborra, coi capelli arruffati e gocce di sborra colanti sui capezzoli turgidi.Come mi riconobbe mi disse se la potevo accompagnare in città.Forse un pò imbarazzata, o forse solo in difficoltà.Ero così incazzato che mi batteva il cuore a mille.Non le dissi nulla sulle prime, mi decisi a tirar fuori il cazzo, e dirle “prima mi fai un servizietto anche a me, e poi ti riaccompagno”.Sta svergognata si mise a ridere: “tu con quel cazzetto lì? Come sei patetico! Preferisco farmela a piedi che farti una mezzasega… una mezzasega come te!”Incredibile.Questa è una storia vera. Questa lurida baldracca aveva trombato con chiunque fino a un minuto prima, prendeva cazzi da tutti, pure dai vecchi, dagli sconosciuti, per strada, ovunque capitasse, e a me mi scherniva con cattiveria e presunzione.Così per me era troppo, la afferrai con forza e cieco di rabbia.La abbassai repentinamente su una di quelle pozze, le misi il cazzo davanti alla faccia e tirandole un poco i capelli le dissi di succhiarmelo.Continuava a ridere, dicendomi che ero patetico anche se facevo il duro, e mi diceva che potevo fare il duro, ma tanto non l’avevo duro. In effetti con tutto quel sangue al cervello non avevo la verga dritta, però continuai a insistere tirandole i capelli. “Guarda che te lo stacco con un morso, frocio!”.BOOOM! Aveva toccato il fondo, incazzato e offeso com’ero l infilai il cazzo in bocca, ancora barzotto, e cominciai a farmi una pippa con la sua bocca, tirandola per i apelli su e giù. Ci volle poco per farmelo diventare duro, con la sua saliva calda, e quella lingua esperta.Ero furioso, e la dominavo severamente… mi feci fare un pompino con vergate violente fino alla gola, provocandole spasmi e tosse.Ma non mi fermavo, o se lo facevo era per sputarle letteralmente in bocca.le provocai durante quel bocchino, anche il vomito, vomito di sborrate mandate giù nel suo stomaco.Mi vomitò col mio cazzo ancora in bocca, con una sbottata violenta e inaspettata.Mi fece godere così tanto che sborrai tutta l’anima tanto da vedere fuoriuscire altro sperma dal naso.La vendetta era solo all’inizio.