La mia collega senza mutande

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La mia collega senza mutande

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Lo scorso dicembre è arrivata una nuova collega, Linda, che è stata destinata proprio al mio ufficio. Siamo una piccola azienda e gli uffici sono stati ubicati in un ex appartamento, perciò siamo suddivisi in piccoli gruppi da tre scrivanie nelle varie stanze.
Linda è simpatica ed anche carina, ha 29 anni come me. Con la stagione fredda non si va bene a capire il fisico ma a quanto pare non è messa male, di seno credo abbia una terza ed un paio di jeans che mette ogni tanto le fasciano proprio bene il culo che sembra sodo. Sarà alta 1,65, è bionda con i capelli a caschetto, occhi scuri.
Con noi in ufficio c’è Teresa, lei è sulla quarantina, simpatica comunque anche lei.
Io e Linda abbiamo legato bene, c’è sintonia tra di noi, è proprio simpatica anche se comunque il rapporto non è mai uscito dalle mura dell’ufficio.
Con l’arrivare della bella stagione ha iniziato a vestirsi sempre meno pesante ed ho iniziato a vedere meglio il suo fisico. Iniziava a portare gonne con calze fine, insomma iniziavo ad avere la conferma della prima impressione: era una gran gnocca!
Adesso eravamo in giugno, faceva caldo e si vestiva sempre più leggera, le minigonne erano sempre più corte ed io cominciavo a provare una vera e propria attrazione nei suoi confronti.
Inizio luglio, Teresa inizia le sue ferie, per ben due settimane saremo soli io e Linda.
Lei arriva al lavoro, minigonna di jeans ascellare e, ovviamente visto che fa caldo, senza calze, praticamente quasi il 100% della gamba era scoperto. Linda ha una particolarità: non sa stare ferma, è sempre che si dimena e si dondola sulla sedia.
Tra di me pensavo “a muoversi così le verrà anche su la gonna…” così con una scusa mi alzo all’improvviso e vado a prendere un raccoglitore. Per prenderlo passo di fianco alla sua scrivania. Avevo ragione, il bordo della minigonna le è salito, ce l’aveva tutta su e le si vedeva tutta la parte laterale della coscia. Che sexy che era!! Ma mancava qualcosa! Cavolo! Le mutande? Il bordo della gonna era troppo, non poteva arrivare così in alto l’elastico delle mutande, doveva per forza essere senza. Solo che per com’era messa si vedeva solo la parte laterale della coscia e niente di più.
Sono tornato a sedermi, avevo un’erezione portentosa. Mancava poco all’ora di pranzo, dovevo pensare ad altro altrimenti quando mi sarei alzato avrei fatto una figuraccia.
Per fortuna pensando ad altro e con l’aiuto involontario di un cliente rompi palle che mi ha chiamato l’erezione se n’è andata.
Stacchiamo per pranzo, lei vedo che si aggiusta la minigonna prima di alzarsi, evidentemente per non mettere in mostra le sue grazie. Mi alzo anch’io e le dico “fortunate voi donne, con il caldo potete stare fresche con le minigonne, invece noi dobbiamo patire con i pantaloni!”
Linda “beh in effetti col caldo mi metto sempre in minigonna così circola aria”
Tra me e me ho pensato “e ne deve tirare di aria visto che non porti niente sotto…”
La guardo e le dico “a noi ragazzi piacciono le minigonne anche perché si vede molta gamba e perché sono pratiche da sollevare”
Linda mi guarda con uno sorriso a dir poco malizioso e mi dice “perché me lo dici? Che cosa avresti intenzione di fare?”
Io “io niente purtroppo, beato il tuo ragazzo…” ma sapevo che non aveva il ragazzo
Linda con lo stesso sorriso “ah, ‘purtroppo’? Significa che vorresti alzarmi la gonna? Tutti uguali voi maschiacci!” e poi prendendomi in contropiede mi dice “però… se mi porti a pranzo e me lo paghi magari me la tiro un po’ più su e ti faccio vedere qualche altro centimetro di coscia…”
In quel momento ero completamente preso alla sprovvista, mi mancò la saliva ed iniziai ad avere caldo. Lei mi vide e mi disse “cos’è? Non vuoi offrire il pranzo ad una dolce donzella?” e si mette a ridere.
Io mi sono ripreso e subito le ho detto “ok, ci sto! Ti porto a pranzo, ma poi quella gonna deve salire e non solo di un paio di centimetri!”
Linda “vedremo…”
La porto a pranzo, poi torniamo al lavoro. Al pomeriggio fa più caldo, perciò le porte rimangono aperte ed io non mi fido a parlare come prima per paura che dalle altre stanze ci sentano. Così le scrivo in chat suskype “allora questa gonna? Si alza o no?”
Risposta “ma sei matto? E se entra qualcuno che ci vede?”
Io “se il problema sono gli altri colleghi basterà attendere che vadano via questa sera. Magari facciamo finta di doverci fermare a fare un po’ di straordinari”
Linda “ok, buona idea” e mi manda anche una faccina che fa l’occhiolino.
Inutile dire che la qualità del mio lavoro quel pomeriggio è stata molto scarsa… avevo altro a cui pensare…
Arriva l’orario d’uscita, ad uno ad uno salutiamo i nostri colleghi che se ne vanno. Rimaniamo soli io e Linda. Controlliamo dalla finestra che il parcheggio si sia svuotato, perfetto, se ne sono andati tutti!
Mi siedo su una sedia e le dico “ok, adesso voglio un bel spettacolino”
Linda tornado a fare quel sorrisetto malizioso “ok… goditi questo spettacolino”.
Inizia ad ondeggiare con le anche e le gambe ed a muovere di lato da una parte all’altra la gonna. Poi ad un tratto inzia a farla salire. Sale, sale… arriva ad un millimetro dalla figa e poi se la ritira giù. Io avevo il cazzo durissimo ed il cuore che batteva all’impazzata. Lei mi guarda il rigonfiamento dei pantaloni e fa una faccia soddisfatta, poi si gira di schiena e mettendo la mani sui fianchi inizia pian piano ad alzarsi la gonna. Arriva all’attaccatura delle natiche con le gambe. Spinge il bacino in avanti ed alza un altro po’. In questa maniera non le potevo vedere la figa ma solo la parte finale delle natiche.
Dopo qualche secondo si tira giù la gonna, si gira e mi guarda vedendomi con uno sguardo arrapato più che mai e mi dice “ecco, piaciuto lo spettacolo?” e mi fa l’occhiolino.
Io “si, molto bello ed arrapante. Ma sbaglio o ho avuto l’impressione che non avessi le mutande?”. Sapevo che non le aveva, l’avevo appurato la mattina.
Linda “ho il perizoma, evidentemente è finito tra le natiche e non l’hai visto. Credi che sia una maialina che gira senza mutandine?” e dicendo questo mi ha guardato con un viso da maiala.
Io “secondo me non le hai le mutandine, nemmeno il perizoma!”
Linda “si si, ce l’ho! Cos’è, vuoi controllare?”
Io “ok, controlliamo subito!”
Mi alzo dalla sedia, mi avvicino a lei, le sono ad un centrimetro. Non mi respinge e non indietreggia. Le metto una mano sul ginocchio, non si scosta. Inizio a salire con la mano portandola nell’interno coscia e salendo lentamente sempre più. Arrivo ad un paio di centimetri dalla figa, lei non dice nulla, anzi, si capisce che non vede l’ora che raggiunga l’obiettivo. La mia mano sale ed incontra la sua figa, è depilata e nuda! L’accarezzo con un dito, lei ha un fremito. La guardo e le dico “maialina”
Linda “mi hai scoperto, maschiaccio! Comunque ormai non serve più, perché non me la togli?”
Le apro la zip e la faccio cadere a terra. Adesso addosso ha solo la maglietta, dalla vita in giù è completamente nuda. Ha una figa bellissima, completamente rasata. La guardo negli occhi e senza dire nulla le sfilo anche la maglietta. Rimane in reggiseno, glielo sgancio, glielo sfilo, adesso è completamente nuda. L’ammiro e le dico “sei favolosa, ti voglio!”
Linda “prendimi!”
Ho iniziato a baciarla per poi scendere con la bocca a succhiarle le tette, poi l’ho fatta sedere sul bordo della sedia, le ho allargato le gambe ed ho infilato la faccia tra le sue cosce. Gliela leccavo assaporando il suo gusto, le tintillavo il clitoride, la penetravo con la lingua. Linda era in estasi, gemeva molto fin che è venuta gridando un “siiii!!!!”
Appena si è ripresa si è alzata ed ha iniziato a spogliarmi, prima la maglietta e poi i pantaloni. Poi si è chinata e mi ha abbassato i boxer trovandosi di fronte il mio cazzo. Ha iniziato a massaggiarmi le palle e poi l’ha preso in bocca facendo un lavoro di lingua che mai nessuna mi aveva fatto. Se lo spingeva tutto in gola, con le mani mi ha preso le natiche e mi tirava a se, l’aveva tutto dentro. Dopo un po’ di questo trattamento non ce la facevo più così l’ho avvertita che stavo per venire. Lei continuando a guardarmi ha continuato a spompinarmi fin che le ho riempito la bocca. Ha ingoiato tutto e mi ha ripulito per bene. Poi dandomi dei bacetti al cazzo mi ha detto “lo voglio dentro!”
Il mio cazzo si stava ammosciando e le ho detto “devi attendere un po’, sono appena venuto!”
Linda “ho detto che lo voglio ora!”
L’ha ripreso in bocca facendomi quel favoloso lavoro di lingua. Il mio cazzo si è indurito subito. Lei si è alzata, mi ha fatto l’occhiolino e girandosi si è piegata appoggiandosi alla scrivania. Per la prima volta le vededo il culo, semplicemente fantastico!
Io “che bel culo che hai, lo voglio!”
Linda “non oggi, la prossima volta, adesso scopami”
Gliel’ho impiantato nella figa ed ho iniziato a fotterla dandole degli affondi molto forti. Godevamo tantissimo entrambi. Dopo un bel po’ che la trombavo dovevo venire, lei mi ha detto che prendeva la pillola così le sono venuto dentro e siamo venuti assieme.
E’ stata la prima di una lunga serie di scopate.