La mia collega, che sorpresa! 6

La mia collega, che sorpresa! 6

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Arianna non mi ha ancora ne scritto ne detto niente, eppure so che ha letto anche l’ultimo racconto, sono riuscito a far si che lo legga appena mi è arrivata l’email di pubblicazione dal sito. Io sono sicuro che ha qualche sospetto perché da quando è iniziata questa storia dei racconti noto qualche volta che mi guarda diversamente dal solito.
Arianna scrivimi all’indirizzo indicato! Mi fai arrapare tantissimo e non vorrei saltarti addosso in ufficio davanti ai colleghi!

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La mattina seguente in ufficio mando una email ad Arianna, le scrivo “l’altra sera mi ha eccitato tantissimo farlo in ufficio, vorrei rifarlo!”
Lei mi risponde “ok, fermiamoci stasera come l’altra volta, tanto qui di sera non si ferma mai nessuno”
Io: “no lo voglio fare durante la pausa pranzo. Ho troppa voglia di te, non posso aspettare stasera!”
Lei: “tu sei pazzo! Durante la pausa pranzo potrebbe rientrare qualcuno!”
Io: “dai sarà ancora più eccitante la sensazione di pericolo!”
Lei: “sei pazzo ma anche io ho voglia di te, e vada per la pausa pranzo!”
La mattina trascorre senza tanti intoppi lavorativi, arriva l’ora della pausa pranzo. A parte io, Arianna e Martina erano usciti tutti. Martina passa a salutare, io le dico che devo sbrigare una cosa che mi terrà occupato almeno mezzoretta ed Arianna le dice “non ti posso far compagnia fino al parcheggio, non posso mollare sta cosa, mi mancano altri 5 minuti!” così la nostra collega se ne va.
Dopo un paio di minuti controllo dalla finestra e la macchina di Martina stava uscendo dal parcheggio, adesso nel parcheggio c’erano solo le nostre 2 auto.
Io mi spoglio molto velocemente, mi tolgo tutto, mi metto di fianco alla porta per non essere visibile dal corridoio e la chiamo “Arianna vieni, se ne sono andati tutti! Muoviti però perchè tra un’oretta inzierà a rientrare gente!”.
La sento camminare, esce dal suo ufficio e viene verso il mio, non vedendomi mi chiama “dove sei?”
Io: “qui nel mio ufficio, sto prendendo una cosa dall’armadio”
Lei entra e con stupore mi trova tutto nudo mi guarda con sguardo molto malizioso e mi dice “ma sei sempre in tiro tu?” e si mette a ridere.
Io: “l’ho sempre detto, tu mi fai arrapare moltissimo e solo l’idea di ciò che avremmo fatto me l’ha fatto rizzare!”
Lei me lo prende in mano ed inizia a scappellarlo lentamente baciandomi. Le mie mani la stavano già spogliando, per prima è partita la maglietta ed anche oggi era senza reggiseno. Subito mi sono messo a succhiarle i capezzoli, che tette meravigliose ha!
Lei mi stava ancora segando lentamente, io le stavo succhiando i capezzoli ed intanto le stavo slacciando i pantaloncini che, appena aperti sono finiti per terra lasciandola con un minuscolo perizoma che ho subito provveduto ad abbassare.
Adesso eravamo entrambi nudi.
L’ho portata alla mia scrivania, l’ho fatta mettere seduta col culo poggiato sul bordo davanti della sedia e le gambe aperte appoggiate sulla scrivania.
Le scrivanie sono di quelle aperte tutto attorno, io sono andato dalla parte opposta, mi ci sono infilato sotto e sono arrivato fino alla sedia. Li ho trovato la sua fighetta aperta e già bagnata, ho iniziato a leccargliela, lei ansimava di brutto! La mia lingua passava ogni centimetro della sua fighetta, i suoi umori stavano colando sulla mia sedia, si stava eccitando tantissimo.
Ad un tratto mi ha messo le mani dietro la testa e me l’ha stretta a se, l’ho sentita irrigidirsi ed è venuta gridando tutto il suo godimento.
Io però dovevo ancora godere e ne avevo una voglia matta, le ho allargato un po’ le gambe, mi sono tirato su, ho iniziato a passarle la cappella lungo tutta la fessura che divide le labbra fino ad arrivare al suo clitoride ed a passarlo, passavo avanti e indietro la cappella sulla fessura e contro il clitoride ed ogni volta che arrivavo sul clitoride aveva un sussulto.
Dopo un po’ di volte che lo facevo mi ha detto: “ti prego mettimelo dentro, non resisto più!” ed io non me lo sono fatto ripetere, l’ho infilato tutto ma l’ho fatto molto lentamente, volevo godermi ogni centimetro della sua fighetta.
Una volta dentro ho iniziato un dentro e fuori lento che diventava sempre più veloce.
Lei ha iniziato ad ansimare sempre più forte, mi ha messo le mani dietro le chiappe e ad ogni affondo mi tirava a se, come ad aiutarmi a spingerglielo più in fondo possibile. Stavo per venire e da come ansimava stava per venire anche lei.
Ancora 4-5 affondi e l’ho sentita contrarsi, contrazione che ha fatto venire subito anche me. E’ fantastico quando veniamo assieme!
Ci siamo ripresi e rivestiti, e lei mi ha chiesto se le massaggiavo un po’ i piedi che

ce li ha sempre freddi!

Così glieli ho massaggiati un po’ ma ho dovuto smettere perché sono troppo eccitanti i suoi piedi e non avevamo modo di proseguire oltre.
Avevamo ancora mezzoretta così le ho proposto di andare al bar a prendere qualcosa. Lei ha accettato dicendo che però era d’obbligo l’aperitivo e confidandomi che alcuni suoi conoscenti l’hanno addirittura

soprannominata spritz!

 

Contattatemi all’indirizzo pietro73v [at] gmail.com