La fotografa arrapata

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La fotografa arrapata

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Vivo da ormai tanti anni da sola in un appartamento situato in uno dei più fantastici quartieri della città. Il mio è un piccolo palazzo in cui vivono, oltre me, due famiglie e uno studente universitario che vedo raramente. Dal balcone della mia dimora godo di una vista mozzafiato: da un lato posso ammirare il mare e perdermi nel suo infinito, dall’altro posso invece osservare la maestosità di un enorme vulcano che ad essere sincera, nonostante la sua immensa bellezza, a volte mette un pò di paura. Io sono una giovane donna di 30 anni che ama sognare, immaginare, e forse è proprio perchè amo la natura, i dettagli e i magici momenti che ho scelto di lavorare come fotografa. Sono legatissima alla mia macchina fotografica, bastano un buon obiettivo, grandi capacità ed un’ottima illuminazione per trasformare un attimo caratterizzato da pochi secondi in un qualcosa di eterno e di indimenticabile. Indimenticabile proprio come quel giorno in cui ho visto Laura arrivare in città e trasferirsi in una palazzina accanto alla mia. Il balcone della sua camera da letto affacciava proprio dove io avevo una piccola finestra nel salotto dove ogni sera trascorrevo un pò di tempo. Da quel momento la mia macchina fotografica mi ha accompagnata ogni secondo, anche quando non ero in studio a lavorare. Io potevo osservare Chiara quando indossava solo il suointimo perchè doveva mettere il pigiama oppure quando si svestiva completamente e tutta nuda andava a farsi un bagno. Lei non avrebbe mai potuto immaginare che quella ragazza che ogni tanto si affacciava dalla finestra la fotografava per potersi masturbare pensandola e guardando quel corpo formoso e tonico. Ogni settimana nella sua camera vedevo una ragazza diversa, a volte più di una. Si baciavano, si toccavano ed io sognavo di stare lì con loro e di farmi masturbare con quelle mani che sembravano essere magiche. Una sera mentre continuavo a spiarla, Chiara si accorse di tutto. Io imbarazzatissima cercai di inventare una banale scusa ma era palese che quella macchina fotografica mi serviva per immortalare il suo corpo. Non potendo più guardarla per non essere scoperta di nuovo, mi accontentavo di guardare quel muro tappezzato dalle sue fotografie hot. Dopo un paio di interminabili giorni trascorsi senza spiarla inaspettatamente me la ritrovai fuori la porta di casa con un top bianco scollatissimo dove si potevano intravedere i suoi seni lasciati liberi, quei capezzoloni duri e quella lunga collana che si appoggiava proprio tra le sue bombe. “Ciao” le dissi, non sapevo che fare, non ero pronta a questo incontro improvviso e dovevo ancora lavare i piatti che avevo messo nel lavandino dopo aver cenato. Mentre iniziavo a bagnarmi solo a guardarla lei mi disse “Perchè accontentarti di una foto?” Non avevo ben capito se stesse scherzando o meno. La feci accomodare in casa, lei mi guardava fisso. Sentivo un’attrazione incredibile per Laura e non avevo nessuna idea su cosa sarebbe potuto succedere. Nel silenzio più totale sentivo solo il battito del mio cuore che accellerava secondo dopo secondo. Impazzivo di voglia. “Perchè sei quì?” le avevo chiesto e lei mi rispose dicendo “Lo sai. Lo sappiamo entrambe che mi desideri tanto”. Ero bagnatissima, volevo solo che la sua lingua prendesse tutto il mio sapore. Lei si alzò dalla sedia della cucina sulla quale si era seduta e iniziò a baciarmi. Provavo infiniti brividi lungo la schiena, ero praticamente pietrificata dal desiderio così che chiusi gli occhi e in attimo ci trovammo distese sul mio enorme tavolo. Iniziammo a spogliarci, a leccare ogni centimetro della nostra pelle. Le sfiorai la vagina ed era umidissima. “Mi eccita tantissimo essere fotografata tutta nuda, lo sai?”, mi disse con voce sensuale, e allora presi di corsa la mia macchina fotografica, ero pronta ad immortalare anche quel momento che tanto desideravo da tempo. Quelle tette libere dal reggiseno mi facevano impazzire. Stesa sul tavolo la feci girare, quel culo tondeggiante mi eccitava da morire così iniziai a leccarle l’ano e a sculacciarla con un righello che poco prima avevo riposto nella mia scrivania nella stanza accanto. Godeva, le facevo male e quel culo tutto rosso scaturiva in me una voglia incredibile. La fica mi batteva, pulsava, avevo bisogno della sue dita, della sua lingua e della sua bocca. Mentre leccavo il suo ano cercando di infilarci la mia lingua dentro inziai a toccarle la fica, morbida, super bagnata e con un clitoride enorme che da lì a poco avrei iniziato a succhiare. Si dimenava mentre cercavo di farla arrivare al piacere più immenso, le stringevo i capezzoli che poi leccavo, baciavo, succhiavo alternandoli alla vagina. Lei venne in un orgasmo intenso e lo capì dal fatto che lanciò un urlo quasi liberatorio. Fotografai la sua fica ancora gonfia e un istante dopo mi ritrovai a godere come una matta. Laura leccò le sue lunghe dita, aveva delle mani curatissime, e me le infilò tutte dentro, prima una, poi tre ed infine quattro. Riuscì a trovare in un attimo il punto giusto, quello che ti fa provare il più grandi dei piaceri. Le sue dita infilate nella mia vagina andavano lentamente dentro e fuori, mentre con la bocca leccava le mie tette, il collo, la pancia, tutto. Poi passò a massaggiarmi con movimenti circolari il mio clitoride, in quel momento mancava davvero poco per farmi arrivare. Con una mano accarezzava ogni parte di me e con l’altra continuava a scavarmi dentro. “Vai così..” le dissi, e lei sempre più eccitata dal fatto di farmi arrivare diventava sempre più brava. Finalmente arrivai, Laura sfilò le sue dita e le leccò tutte. Rimanemmo stese sul tavolo senza dire una parola, entrambe soddisfatte ed ancora tutte sudate. Quel giorno non potrò mai dimenticarlo, accadde tutto all’improvviso, senza una spiegazione, senza impegni. Io mi sentivo leggera e con ancora un pizzico di eccitazione che avrei messo a tacere il giorno dopo durante il nostro secondo caldo incontro. Lei fu per parecchio tempo il mio soggetto fotografico preferito fino a quando non decisi di mettere la parola fine ai nostri incontri. Una come me innamorata di paesaggi e momenti non può continuare a lungo con lo stesso panorama!

 

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