la cantina

la cantina

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Mio marito ed io decidiamo di passare un weekend lungo da una coppia di amici che vivono in un’altra regione. Siamo invitati a pranzo, il caldo estivo é pesante. Mio marito seduto accanto a me, lui di fronte e sua moglie di lato. Ci guardiamo, parliamo. Sotto il tavolo allargo le gambe e sollevo la gonna per prendere aria. Il piede di lui mi tocca la gamba mentre continua a parlare con la moglie e mio marito, io allargo di più le gambe continuando a pranzare. Mi sfiora lo slip, io lo scosto in un attimo lasciando uscire la figa con le labbra gonfie. Il piede struscia il clitoride su e giù, lui mi fissa con un mezzo sorriso: la figa già é bagnata. Fingo di essere interessata alla discussione di mio marito, ma con la mano sotto il tavolo mi sto toccando. Ho voglia di scopare. Un cenno d’intesa di lui mentre il dopopranzo langue, la proposta di scendere velocemente in cantina per visionare un po’ di libri da portar via. Sua moglie annuisce, mio marito distrattamente anche; l’argomento libro non interessa a nessuno dei due. Mentre prende le chiavi sale l’eccitazione, gli slip di pizzo si imbevono di sudore e liquido sotto la gonna lunga. Scendendo i tre piani di scale mi tocca il culo a piene mani e mi accarezza la figa da dietro attraverso la gonna, immagino già il suo cazzo duro gonfiare i boxer. Con indifferenza e parlando apre la porta della cantina e la socchiude alle nostre spalle, siamo finalmente soli. Ci prendiamo come due animali, spingendoci la lingua in bocca. Mi tira fuori le tette grosse dalla camicetta e le succhia avidamente. Gli dico di mordermi i capezzoli, voglio che mi faccia male. Sento il cazzo che mi preme contro la figa mentre siamo avvinghiati. Gli sbottono i pantaloni e gli accarezzo il cazzo sotto i boxer, lo sento diventarmi ancora più duro sotto la mano mentre lui mi alza la gonna, mi infila la mano nello slip umido e mi tocca. Comincio ad ansimare come una troia mentre mi infila due dita nella figa zuppa e me la scopa, la voglia del suo cazzo diventa forte. Lo spingo contro la porta di ferro e abbasso i pantaloni, il profumo del suo cazzo sudato mi fa impazzire. Senza bisogno di parlare appoggio le labbra ai boxer e glielo stringo abbassando l’elastico per tirarlo fuori: un cazzo lungo, con la cappella bagnata che sa di sudore e di maschio, un profumo eccitante che non sentivo da anni. Mi avvento sul suo cazzo mentre mi dice di fargli un pompino e comincio a succhiarlo sempre più forte e veloce; é così lungo che quasi mi strozza mentre cerco di ingoiarlo tutto. Lo succhio e lecco con foga, muovendo la lingua a stimolargli la cappella e aiutandomi con la mano per farlo godere di più. Lui ansima, dice che sono una gran pompinara e nessuna glielo aveva mai succhiato così bene, mi tiene la testa per darmi il ritmo e mi spinge così forte il cazzo in gola che mi manca il fiato. Dalla cappella comincia a colare un po’ di liquido che lecco come una cagna guardandolo negli occhi. Non ho mai succhiato un cazzo così bello, non riesco a staccarmi. Ma la voglia di scopare e sentire com’è dentro é più forte della voglia di farmi sborrare in gola…e io adoro il sapore della sborra. Mi spinge contro un cassone in un angolo e mi alza la gonna, vuole scoparmi da dietro come gli animali. La mia figa gronda dalla voglia del suo cazzo, lo afferro e me lo punto mentre lui spinge in fondo. Mi scopa forte, il cazzo spinto fin dove non era mai arrivato. Godo come una puttana, la figa gronda sulle cosce mentre sento le.palle che mi sbattono sul culo. “Voglio scoparti il culo come tuo marito non fa da anni”. Scopami forte, gli dico gemendo, ho voglia di venire. Afferro il cazzo bagnato e lo punto nel buco, lui spinge e la cappella entra come nel burro. Lo tira fuori e lo rimette per allargarmi il culo, tornando a bagnarlo.nella figa che continuo a toccarmi. “Lo vuoi tutto nel culo?” mi dice spingendolo forte un’ultima volta. Il cazzo entra ed esce, ho voglia di gridare da tanto sono eccitata. Il ritmo aumenta, il cazzo é marmo e mi fa sia male che godere. “Riempimi il culo” gli grido mentre sento che comincia ad ansimare. Mi affonda le unghie nei fianchi, il respiro si fa veloce. “Vengo puttana, vengo”. Un getto di sborra caldo e lungo mi riempie il culo, così tanta che sembra non finire. Sento gli schizzi a ondate e vengo anche io. Non mi sono mai sentita così cagna come in quel momento. Si accascia su di me e  lo tira fuori, stringo il culo per trattenere tutta la sborra mentre mi inginocchio a pulirgli il cazzo con la bocca. La sborra come un fiume comincia a colarmi dal buco del culo che mi ha aperto, chiazza lo.slip e lo appiccica al culo. L’odore di sborra sua e mia e di sudore impregna l’aria. Prendiamo qualche libro a caso, mi lego i capelli e sistemo.la.camicetta mentre risaliamo le scale, lui dietro mi accarezza il culo soddisfatto e io, bagnata di sborra, torno da mio marito che si é appena svegliato.