Io e la mia futura moglie

Io e la mia futura moglie

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Conobbi questa ragazza tramite un mio collega di lavoro. Una domenica io ero andato a sciare sul Mucrone un monte che si trovava sopra Biella la cittadina dov’è lavoravo, avevamo l’appuntamento in cima e mi avrebbe fatto conoscere una ragazza appena nominata professoressa, a suo dire molto carina. Verso l’una finito di sciare mi recai presso il bar dove loro stavano prendendo il sole, mi presento questa ragazza, effettivamente molto carina con un meraviglioso sorriso, ci siamo guardati negli occhi non subito ma la scintilla era scattata, lei mi piaceva e penso anche lei era attratta dai miei occhi azzurri. La scintilla scatto’ due settimane dopo, quando le diedi un bacio delicato sulle labbra mentre eravamo a prendere il sole in montagna, lei rimase ferma sorrise questo mi diede coraggio per darle un bacio più appassionato. Subito non apri la bocca solo sotto mia insistenza con la lingua cedette aprendola leggermente intrufolandomi la insalivai, le piacque e anche partecipo’, ci baciammo per qualche minuto rimandando il tutto in una altra occasione. Il sabato successivo andammo a ballare in un locale chiamato le cupole, io lei è il mio collega che intanto aveva trovato una ragazza collega delle mia un altra professoressa, la sera era passata ballando e ridendo come pazzi, però il mio tarlo mi rodeva volevo stare solo con lei, fingendomi stanco le dissi se potevamo tornare a casa anche perché quella confusione non mi piaceva molto, lei mi dette ragione e dicendolo al mio collega c’è né andammo. Mentre guidavo lei appoggio la sua testa sulla mia spalla abbracciandosi al mio braccio. Era carina la sentivo mia, mi feci audace e presa una stradina mi parcheggiai vicino a degli alberi, spenta la macchina e anche le luci restammo così qualche minuto, aspettava che prendessi io l’iniziativa, cosa che feci abbracciandola e baciandola sulla fronte, gli occhi, un bacio sul nasino lei aspettava il bacio sulle labbra, reclino il capo all’indietro aspettando il bacio che arrivò subito dopo, appassionato le bocche aperte e le lingue che si avvolgevano, si insalivavano con passione, allungai la mano sinistra dapprima su una coscia, poi intrufolandosi sotto la gonna. Mentre risalivo perché volevo toccarle la figa lei chiuse le cosce e con la mano mi fermo’ la mia, mi disse che era vergine e non voleva per adesso non voleva essere toccata. Io intanto ero eccitato e avevo il cazzo che mi faceva male per quanto era duro. Mi calai la lampo e feci uscire il cazzo fuori, le chiesi non ne aveva visto mai uno, lei confermo’, le presi la mano sinistra e lo feci toccare, dapprima ebbe una reazione un po’ rabbrividita poi le insegnai come afferrarlo, lo sentiva caldo e pulsante, le insegnai a farmi la sega imparando subito, certo volevo metterglielo in bocca ma forse era troppo bastava la sega per quella sera. Le dissi di sveltire la sega perché stavo cominciando a venire, quello che mi impressiono’ fu la sua reazione quando venni spruzzando violentemente sul suo volto che intanto lei l’aveva avvicinato per vedere meglio. Si mise a piangere, io non sapevo cosa fare, intanto le avevo dato dei fazzoletti di carta per pulirsi, la consolavo baciandola e scusandomi, poi lei qualche minuto dopo che si era ripresa mi disse che non aveva mai avuto in mano un organo maschile è mai visto inculcarne uno. Ne parlammo e che per un uomo il bacio non era tutto poi sopraggiungeva il bisogno di toccare la sua donna, e se volevo toccare la sua vagina era una cosa normale, e il collant non era proprio il caso di metterlo. Era una donna che capiva in fretta, in un altra occasione sempre in auto, ci mettemmo nei sedili di dietro molto più comodi cominciando le effusioni baci appassionati, toccatine da sopra i vestiti, poi provai a inserire la mano sotto la gonna e con meraviglia aveva dei collant particolari aperti sotto il cavallo per cui potevo toccarle la fighetta da sopra gli slip, fu lei stessa che mi abbasso’ la lampo afferrando con decisione il cazzo tirandolo fuori e cominciando ad accarezzarlo, mi chiese, io meravigliato, devi averlo molto grosso, cosa ne poteva sapere lei delle dimensioni non avendolo visto mai, ridendo mi dice che parlando con le ragazze della pensione dove lei alloggiava che non riusciva ad afferrarlo bene, una sua amica ridendo disse hai un mostro tra le mani, lei ne aveva visto qualche cazzo ma riusciva ad afferrarlo bene chiudendo il pollice con l’indice. Ci stavamo masturbando io con il dito nelle figa bagnata lei che segava il mio pene. La sentivo che si stava eccitando, cominciai a sveltire il movimento volevo farla godere, speravo cosa stava provando, capii che stava per venire perché chiuse le gambe fermando la mia mano, aveva tanti di quei fremiti sobbalzi uno dietro l’altro, era la prima volta che stava godendo bagnandosi tutte le gambe e le mutandine inzuppate, si sentiva un odore di liquido vaginale molto forte, insieme al mio sperma che intanto era stato spremuto da una sega magistrale da una brava alunna, in macchina c’era forte l’odore dei nostri godimenti.

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