Il treno dei desideri.

Il treno dei desideri.

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Chi nella vita non ha mai fatto un viaggio in treno? Ecco, come sono sicuro di ricevere una risposta di banale annuimento, ora vi racconterò quello che mi è capitato di veder durante un viaggio sui binari.
Era tardi…non certo notte fonda, ma ricordo di aver preso l’ultimo treno di linea del giorno per ritornare a casa dopo una giornata di lavoro. Avevo fatto tardi per qualche buon motivo, che però lascio voi immaginare, così per libertà concessa al lettore. Non m’era mai capitato di fare un viaggio con l’ultimo treno, e vidi praticamente tutte le locomotive vuote, o quasi.Ero contento di quel quieto contesto, ero molto stanco, e nel non vedere nessuno, scelsi l’ultimo vagone che aveva due piani.Ero certo che lì avrei potuto schiacciare un pisolino indisturbato. Ero mosso anche dal desiderio di non timbrare il biglietto…tanto nessuno sarebbe passato a quell’ora a controllare. Mi sistemai e in poco tempo che eravamo partiti:Bam! sonno pesante.Chiusi gli occhi e tanti saluti.
Mi svegliai rintronato e incitrullito come solo può dare il risveglio sul treno.Doveva essere passato un bel pò di tempo, perchè fuori dal treno, quando vidi, c’era aperta campagna.Mi stiracchiai, un pò stufo di non essere giunto ancora a destinazione. Diedi un’occhiata sbrigativa al vagone, e notai che era ancora vuoto. Nel giro di pochi istanti il treno fermò a una stazione intermedia, e io vidi che alcune persone salivano, gente che era distante dal mio posto, e che quindi non m’avrebbe raggiunto, a meno che non avesse avuto la mia stessa idea. Rimasi lì in attesa di chissà cosa, e in effetti qualcosa accadde. Vidi salire le scale una ragazza..una ragazza che sembrava familiare…quando la vidi bene in volto capii.Era una mia ex-compagna di classe.Mi nascosi subito dietro i sedili alti, non avevo affatto voglia di passare del tempo a chiacchierare di stronzate, quando potevo benissimo continuare a dormire…tantopiù che ella era per me una perfetta sconosciuta, dato che non l’avevo più vista dai tempi del liceo, e se forse fosse accaduto qualche rara volta non s’era andato più in là del classico “ciao!”.Però era bona, sempre stata e come sempre anche quella volta.Era morettina, col capello lungo, un fisico magro, asciutto, che con sapiente maestria sapeva mostrare in ogni occasione. Vedevo un bel jeans stretto che le metteva in risalto un gran culo, bello sodo, mosso con una camminata inconsciamente sensuale.M’eccitai, come è solito ai maschi giovani al risveglio, e pensai pure “mo vado lì dico due stronzate e gli rifilo l’arnese, magari ci esce fuori un bel servizietto!”. Quando andavo a scuola con lei, in realtà non la frequentavo, nè la desideravo. Era una tipa fuori dai miei interessi.All’epoca ero molto preso da altri tipi di femminiltà, che non fossero così ottusamente conformisti. Intendiamoci, lei era una da una botta e via, e quando hai 16 anni e fai il ribelle, nella vita tutto ti riesce tranne che trovare una di quelle fichette antipatiche e alla moda che te la danno per una sera e via!O almeno a me non è mai successo.Chissà forse al lettore…
Comunque, ridendo di me mi calmai.Non sarei mai andato da quella troietta, che m’avrebbe salutato sicuramente ostentando un eccessivo stupore, allargando le labbra come per fare un pompino e sgranando gli occhi come se vedesse l’uccello di un bisonte.Pensavo a ste cose, che nella loro banalità mi continuavano a eccitare.Pensavo:”Che fà? Vado lì…due parole, mi tocco l’uccello, le faccio capire la storia, al limite mi dà un ceffone…si, si ora ci vado, mi presento da lei, le sbuco alle spalle e le faccio già vedere il mio pacco gonfio…si ma che le dico…?Ta-dà! succhiami l’ucello? naa, quella se si incazza monta un casino che ferma il treno, vado pure sui giornali..” Mentre continuavo a pensare a ste cagate, vidi un cappello salire..un cappello che è impossibile non riconoscere:grigio con lo stemma delle ferrovie…s’alzava una voce, sgradevole e rauca che parlava nel chiaro inteto di interrompere:”Biglietto…Biglietto!”Pensavo:”Porca troia, il controllore…e mò!?”M’ero fatto vincere dal desiderio di scroccare il viaggio, e fortunello, arriva l’omino dei biglietti.”Ma vaffan…”Pensavo.
Il tipo si fermò qualche metro avanti a me, a chiedere il biglietto all’unica altra persona presente lì.Mentre quella cercava nella borsa, quello diede uno sguardo, e a me venne di istinto di nascondermi…nella vana speranza di non essere visto.Quello però smicciò al volo, me ne accorsi, diede proprio un’occhiata rapida e non mi sgamò. Che culo!
Quella il biglietto non ce l’aveva..e il controllore si sedette.Sentivo:”Allora?Salta fuori sto biglietto, signorina?”E lei tutta impacciata, ma con la voce rotta dall’emozione di chi mente senza meditazione:”Eh, un attimo, non sò dove s’è cacciato!”La situazione andò avanti per poco, perchè quella il biglietto non lo cacciò, e quel signore, tirò fuori il taqquino.”Ma dai!Che ti frega!é l’ultimo treno..dai chiudi un’occhio per questa volta!”Già aveva preso confidenza sta troia, già lo corrompeva con la solita cantilena all’italiana…”Signorina, lei non è la prima volta…mi ricordo di lei”disse lui.E lei sguaiando:”NOOO, guardi lei si sbaglia, è la prima volta che prendo questo treno!”Di nuovo quello:”Signorina, lei non passa, come dire,inosservata…Mi ricordo che tempo fà chiusi un occhio credendola in buona fede, e invece…favorisca i documenti”Spizzai per vedere sta situazione, e vidi lei paonazza in volto arrabbiatissima per una multona che non poteva evitare..Accadde poco dopo: non sò, credo che iniziò lei, la bagascia..magari guardava a quello con la faccia impunita da pompinara.C’era uno strano silenzio, io mi affacciai e vidi che quello la guardava esterrefatto: era chiaro che avrebbe riscosso la sua multa in altro modo.Lei prese a toccare accarezzandola, la gamba di quello, dicendo chissà cosa..l’atra mano la metteva sopra la sua fichetta…e ora quello che arrossiva era quel buffo signore stempiato coi baffi grigi..Poi si alzo di scatto, andò a controllare sulle scale se c’era qualcuno e poi si fiondò, abbassandosi i pantaloni come un bambino, davanti a quella. tirò fuori un cazzetto moscio, che quella prese subito in mano.”io chiudo un occhio, ma tu apri la bocca..eh!”E quella intanto lo segava, zitta con un sorriso da troia..Lo masturbava a una velocità e con una dimestichezza impressionanti, e quello le prese la testa per indirizzarla su quel cazzetto, che pure duro era poca cosa.Lei era un pò reticente, ma quello non demordeva…”Bè allora fammi stu bocchino, o ssi troia?”disse in dialetto quello.E lei…”scusi, ma questo non lo faccio,eh!Dai ti puzza pure sto pisellino..”disse schernendolo con la solita risatina.”Embè mo me lo pulischi te, sta troia svergognata!” e con forza le diresse il suo cazzo in faccia a quella..quella chiuse le labbra e continuava a voler evitare il pompino.”guarda che urlo e ti faccio licenziare…”disse iraconda…quello trasalì e rimase fermo un istante, poi però volò un ceffone..”si nun me succhi, te porto io in gaserma..succhia!svergognata”. Aveva vinto quello stavolta…io rimasi lì a guardare..ero pure un pò eccitato, nel vedere sto pompino svogliato..le entrava tutto il cazzo in bocca tranquillamente per quanto era piccolo, quella sbavava e sputava a terra per prendere tempo, sperado in un orgasmo rapido…ma quello voleva un bel servizietto, chissà da quanto non gli facevano un pompino!Prese la testa di lei e le fottè la bocca con quel suo cazzetto, si sentivano tutti dei gorgoglii tipici, e lei che mugugnava isterica..tempo tre secondi e quello venne di sborra,mentre le fotteva la bocca, schizzò un pò ovunque colando anche dalle sue labbra..lei lo guardava sconvolta, e quello indifferente si rivestì e se ne andò senza dire nulla…