..il mio regalo per te…

..il mio regalo per te…

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Finalmente….erano passati due interminabili mesi dal nostro ultimo incontro.
Sapevo che la nostra voglia era dentro,compressa, che voleva esplodere, contenuta dai doveri e da tutte le complicazioni che ci separavano nel tempo e nello spazio, ma mai nell’anima.
Lui, , girò la chiave della porta della stanza d’albergo che ci avrebbe accolti e separati dal mondo.
Mi fece entrare, era dietro di me e ne avvertivo già il caldo ed il profumo della pelle. Mi eccitava tutto di lui e mi avvicinai timida al mobile reggendo una bottiglia di bollicine.
Sempre in piedi, da dietro, mi sussurrò all’orecchio “vuoi bere?”. Mi piaceva quella voce dolce e suadente che mi faceva arrendere ad ogni suo volere.
Con calma e lentezza aprì la bottiglia e versò il vino nel bicchiere.
Gocciolavo nelle mutandine e la mia fighetta pulsava ad averlo così vicino e non averlo.
Con una mano accompagnava il bicchiere alle mie labbra umide e avide rovesciandomi in bocca il liquido e con l’altra mi frugava il seno in cerca dei capezzoli ritti.
Ne riempiva un altro ed un altro ancora.
Mi ordinava di bere ed io obbediente bevevo e mi bagnavo. La mia mente si offuscava ed il corpo vibrava.
Sentivo la sua erezione comprimere contro il mio culetto e la sua mano scendere a slacciarmi il bottone dei jeans. Me li calava fino sotto le natiche e cominciava a masturbarmi velocemente muovendo le dita sul mio clitoride rigonfio.
Gemevo, fradicia e vogliosa di prendere il suo meraviglioso cazzo.
Mi contraevo dal desiderio ma lui mi faceva aspettare, voleva guardare il mio liquido scendere lungo le cosce.
Impazzivo…..”ti prego”implorai.
Allora appoggiò il bicchiere, prese la bottiglia e me ne fece ingoiare il collo mentre estraeva dai pantaloni il suo cazzo duro e, chinandomi con forza in avanti, me lo sbatteva dentro.
Esplosi in un orgasmo e poi in un altro.
I suoi colpi erano decisi e profondi ed io non smettevo di godere. “Sei la mia puttana!” mi diceva “solo mia!”.
Era la verità: l’unica verità che conoscevo.
Sentivo  il suo affanno caldo lungo il collo, poco dopo un lamento, la sua sbora calda mi riempiava dandomi un piacere immenso.
Rimase immobile dentro di me per non sò quanto tempo, avvinghiandomi. Tra i nostri corpi non esisteva confine.
Nel silenzio, passato il tepore, mi girai per incontrare i suoi occhi e perdermi ancora.
Il tempo era scaduto, dovevamo tornare nel mondo.
I doveri e le complicazioni non ci facevano più paura perchè sapevamo che avremmo……rigirato quella chiave.

BUON COMPLEANNO SPLENDIDO UOMO!