Il Maestro

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Il Maestro

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Ci conoscevamo ormai da parecchi anni, il Maestro ed io. Avevo sempre avuto un’ossessione per lui, sin dalla prima volta in cui mi specchiai nei suoi penetranti e glaciali occhi blu. Avevo fantasticato ore su possibili incontri segreti e passionali ma ovviamente non era mai successo nulla. Lui era sposato, rinomato direttore d’orchestra, un genio del suo settore ed io solo un’ estroversa adolescente con un seno fuori dal comune.
Passarono gli anni, arrivarono i miei 30 e i suoi 60 e i nostri incontri si facevano sempre più rari: talvolta io presentavo concerti, lui li dirigeva. A causa del lockdown, non lo vidi per quasi un anno ma rimase un pensiero fisso nel mio cervello nonostante avessi avuto relazioni stabili e appaganti nel tempo.
A novembre, mi contattarono per un concerto e prima di accettare l’incarico verificai che ci fosse anche lui. Quel pomeriggio mi preparai attentamente, curando ogni dettaglio del mio corpo e del mio intimo: scelsi un completino nero di pizzo, classico ma sempre seducente, parzialmente visibile sotto allo splendido abito semi trasparente che metteva in evidenza la mia quinta di seno.
Arrivai in teatro puntuale e non appena lo vidi mi tremarono le gambe: era già lì, il Maestro, più bello che mai, con quella sua aria dannata e i suoi maledetti occhi penetranti.
Mi squadrò dalla testa ai piedi e sul volto gli si aprì un grande sorriso. Si avvicinò a me, mi strinse in un abbraccio e mi baciò la guancia affettuosamente: bastò quel bacio per farmi sussultare dentro.
“Ogni volta che ti vedo sei sempre più splendida, beato il tuo ragazzo”.
Aveva sempre amato fare dei piccoli educati commenti e allusioni sessuali, in particolare al suo passato prematrimoniale e la mia testa aveva sempre preso a fantasticare ancora di più. “Grazie”-risposi arrossendo- “trovo benissimo anche te”.
Andai a riporre l’abito in camerino e a finire di prepararmi. Mezz’ora prima del concerto, pensai fosse giunto il momento di vestirsi: sfortunatamente la cerniera dell’abito si incastrò e mi misi a cercare qualcuno per aiutarmi. Le donne erano già tutte in posizione, chi per suonare, chi per cantare e anche gli uomini. Nei camerini era rimasto solo Lui. Mi avvicinai e gli dissi “Tiziano, perdonami se ti chiedo questa cosa ma è tardi e non so come fare. Riusciresti ad allacciarmi il vestito? Purtroppo è molto delicato e ho paura di rovinare la zip”
Mi si avvicinò puntando i suoi occhi blu sul mio seno che si sollevava al ritmo del mio respiro quasi affannoso.
“Cara, se c’è una cosa che non posso fare è questa. Io le zip alle donne le posso solo abbassare, non allacciare” disse ridendo.
Io mi misi a ridere ma ero davvero nel panico: mancavano solo 5 minuti all’inizio del concerto. Gli risposi d’impulso e quasi senza pensare “ti prego solo per questa volta, la prossima ti prometto che la tirerai giù”.
Rimase sorpreso dalla mia risposta provocante e io tentai di giustificarmi.
Lui si mise dietro di me, sfiorò la schiena nuda con due dita partendo dall’attaccatura del perizoma, salendo fino al reggiseno, per poi arrivare alla spalla dove mi lasciò un leggero bacio mentre mi tirava su la zip. Sentii il suo corpo poggiarsi sul mio mentre mi lasciava quel bacio, sentii che non era del tutto indifferente alla mia parziale nudità…qualcosa iniziava a crescere… “Ecco fatto” mi fece l’occhiolino e andò via. Mi lasciò lì senza respiro e con una sensazione di bagnato in mezzo alle gambe. E questo fu solo l’inizio….

 


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