Il Maestro 6

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Il Maestro 6

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Il Maestro uscì dalla vasca e mi aiutò a riemergere, mi passò un asciugamano e tamponò il mio corpo. Mi prese la mano e mi accompagnò in salotto. Ci sdraiammo sul tappeto persiano. Ero già molto appagata ma volevo di più: presi in mano il suo pene e iniziai a segarlo, avvicinando le mie tette per iniziare una spagnola. Lui mi fermò e mi disse “così mi farai venire subito!” E di forza mi fece stendere a terra.
Per quanto fossi eccitata la mia vagina ormai era asciutta e lui l’aveva già capito. Si chinò su di me e prese a baciarmi la pancia, scendendo sempre più giù. Iniziò a leccare le cosce e poi le grandi labbra e il clitoride, fino ad infilare la lingua nel mio antro già parzialmente dilatato. Quasi subito iniziai a lubrificarmi. Il pizzicare della sua barba appena tagliata mi mandava fuori di testa.
Capii che era il momento: lo volevo tutto dentro di me. Lui si sedette sul divano e io mi avvicinai vogliosa. Feci per sedermi sopra di lui ma mi fermò.
“Non ho un preservativo, ormai mia moglie non ha più di questi problemi e non mi capita tutti i giorni di andare a letto con una procace trentenne”. Lo guardai mangiandomelo con gli occhi, mi misi a cavalcioni su di lui e feci entrare il suo grosso membro dentro di me lentamente. Allora gli sussurrai “prendo la pillola”. Lo vidi rilassarsi e allora presi a muovere il bacino intorno alla sua asta. Ma il Maestro non era il tipo di uomo che lasciava fare alle donne. Mi prese in braccio di peso, si alzò e mi sbatté contro il muro. Avevo le gambe attorcigliate attorno alla sua schiena e quando iniziò a spingere lo sentii fino in fondo.
“Lo vuoi tutto vero? Fino in fondo” mi diceva.
Poco dopo mi sdraiai sul tappeto a gambe aperte e inizi a toccarmi, mostrandogli la mia fessura come ad invitarlo nuovamente dentro di me.
Allora fu sopra di me e mi penetrò con estrema forza. Mi trovai a graffiargli la schiena: il piacere si era completamente impadronito di me, ero fuori controllo.
Mi sussurrò “sai qual è la mia posizione preferita?” E io gli dissi “scommetto che è anche la mia”. Mi alzai e mi chinai a 90, poggiando le braccia sul tavolo. Adoravo prenderlo a pecorina, mi faceva sentire completamente nelle mani dell’uomo. Mi penetrò dolcemente e iniziò a muoversi, schiaffeggiandomi il sedere.
Prese velocità ed io cercai di contrarre ritmicamente i muscoli della vagina per accoglierlo meglio dentro di me.
Stavo quasi per venire quando il Maestro lasciò cadere della saliva sulla mia schiena che scese verso l’altra mia fessura.
Mentre venivo percepii che stava accarezzando il perineo con un dito, lentamente risalendo.
Mi avrebbe penetrata anche li?
Continua…
 


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