Il figlio dei vicini

Il figlio dei vicini

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Sono Eva, 39 anni, alta 1.66, capelli biondo naturale, occhi azzurri, una quarta di seno, ventre piatto ed un culetto niente male. Sono sposata felicemente e sono appagata dal sesso con mio marito anche se qualche volta mi è capitata qualche avventura, nulla di duraturo però, massimo 2 o 3 volte con la stessa persona.
Nella villetta di fianco alla nostra (che confina con noi tramite il giardino) abita una famiglia con un figlio (Antonio) che ha compiuto 18 anni da poco. Un bel ragazzino, bel fisico ed anche simpatico.
Arriva l’estate ed io sono contentissima perché è la prima estate in cui ho un giardino a disposizione, così mi metto in costume da bagno sulla sdraio a prendere il sole.
Dopo un’oretta che ero li in giardino sento dei rumori, era Antonio che era uscito in giardino. Armeggiava non so con che cosa. Facendo finta di essermi appisolata tenevo gli occhi aperti solo con una fessura così lo potevo vedere ma lui credeva che io dormissi.
Mi sono resa conto che mi guardava spesso, si vedeva che trovava ogni scusa possibile ed immaginabile per intrattenersi nella zona del giardino più vicina al nostro per vedermi meglio.
Io mi sentivo lusingata ad essere guardata da un ragazzino di quell’età.
Quando sono ritornata dentro casa perché non ne potevo più del sole ho guardato dalla finestra ed è rientrato anche lui.
Questo si è ripetuto per un po’ di giorni. Avevo capito perché rientrava, chissà che segoni si faceva…
Ho deciso così di farmi vedere più provocante. Approfittavo di momenti in cui avevo la certezza che i suoi non fossero in casa e mi mettevo a prendere il sole con la pancia all’ingiù con un costume perizoma.
Lui neanche a dirlo era sempre li. Un giorno facendo finta di sistemare l’asciugamano mi sono messa quasi a 90 sul lettino dandogli le spalle. Quando mi sono rimessa distesa sempre spiandolo facendo finta di dormire ho visto un bel rigonfiamento sui pantaloni. Il giorno dopo mi sono slacciata il pezzo sopra scoprendo un po’ di più i seni e poi ho fatto finta di muovermi dormendo e di scoprirmene uno per intero accidentalmente. Stesso rigonfiamento.
Il gioco mi divertiva ma mi intrigava allo stesso modo. Mi sono resa conto che quando vedevo quel rigonfiamento mi eccitavo.
Un altro giorno ho osato di più. Mi sono preparata con una gonnellina bella corta senza mutande sotto e quando ho visto che era fuori in giardino mi sono messa sul terrazzo al primo piano a stendere i panni. Il terrazzo è di quelli stile vecchio con i ferri che praticamente non copre la visuale e butta proprio sul giardino. Mi chinavo a 90 (dandogli le spalle) a prendere un capo dal cesto della biancheria che era a terra e mi rialzavo per stenderlo. Ogni volta che mi chinavo, tenendo anche leggermente le gambe aperte, lui vedeva tutto. Il rigonfiamento era enorme ed è corso dentro prima che finissi, forse aveva paura di venire prima di raggiungere il bagno.
Sapere che se lo stava menando pensando a me mi eccitava da matti.
La cosa mi eccitava sempre più fin che ho sentito il desiderio di possederlo.
Un giorno che sapevo che mio marito sarebbe rientrato la sera tardi e fatalità avevo sentito i suoi genitori salutarlo perché sarebbero stati vi a per 2 giorni ho deciso che era la volta buona. Faceva un caldo pazzesco. Mi sono messa a prendere il sole appoggiando la crema da sole sul tavolino. Antonio era la. Dopo 10 minuti mi alzo e prendo in mano l’asciugamano come per andarmene, nel farlo incrocio il suo sguardo e gli dico “oggi fa un caldo infernale, meglio che mi tolgo dal sole altrimenti mi prendo un’insolazione!”
Antonio “un’insolazione? Con la crema da sole?”
Io “eh si ma non ho nessuno che me la metta, sono a casa da sola…”
Antonio di impeto mi risponde “se vuoi…” e poi si interrompe, si rende conto che forse stava osando troppo.
Io invece non aspettavo altro e gli dico “se voglio? Cosa? Me la metteresti tu?”
Antonio con evidente imbarazzo “si era per essere cortese, non pensare male, non arrabbiarti”
Io “no non mi arrabbio, anzi, te ne sarei grata. Dai ti apro!”
Antonio viene nel mio giardino, io mi stendo a pancia sotto e gli dico “mi raccomando, spalmala bene in tutta la schiena.”. Mi sono slacciata il pezzo sopra ed ho abbassato un paio di centimetri quello sotto fino a scoprire l’inizio dello spazio tra le natiche e gli ho detto “ecco, così non macchiamo i costumi”.
Antonio inizia, il tocco leggero e indeciso esprimeva il suo imbarazzo. Mi ha spalmato la crema su tutta la schiena ma non ha osato arrivare ai fianchi, probabilmente per paura di una mia reazione se mi toccava le tette. Così gli ho detto “anche sui fianchi altrimenti me li cucino”
Si è fatto coraggio ed ha iniziato e vedendo che non dicevo nulla è passato un paio di volte anche sui fianchi delle tette.
Io “ecco, adesso mi fai anche le gambe per cortesia? Non le avevo fatte perché pensavo di rientrare in casa”
Intanto sono riuscita a vedere il suo pantaloncino che era molto gonfio.
Ha iniziato a spalmare le caviglie e la parte bassa delle gambe. Dal ginocchio in su il tocco era più timoroso. Lentamente si avvicinava al costume ed io mi stavo eccitando sempre più.
Mi sono tirata verso su la parte sotto del costume, quasi ad infilarla tutta tra le natiche dicendogli “così non me lo macchi. Tu spalmala fino all’inizio del segno bianco così sono sicura di essere protetta”
Antonio non diceva una parola, probabilmente era a zero con la salivazione. Arrivato su me l’ha spalmata fino all’inizio del culo, mi piaceva e mi eccitava sentire che mi toccava il culo.
Aprendo un po’ le gambe gli ho chiesto “mi fai anche l’interno coscia perfavore?”
Ha iniziato dall’altezza delle ginocchia ed è salito sempre più su.
Io ero bagnata e da quella posizione probabilmente si vedeva un po’ di alone sul costume, sicuramente se n’era accorto perciò avrà capito almeno in parte che ero eccitata.
I movimenti man mano che si avvicinavano alla mia figa erano sempre più lenti quasi dei tentativi per vedere ad ogni passaggio se gli dicevo di fermarsi. Sempre più su, sempre più su fin che un dito mi ha sfiorato la figa. Ho emesso un sospiro che è impossibile non abbia sentito ma non ho detto nulla.
Lui stava prendendo coraggio, è passato di nuovo sfiorando un po’ di più e vedendo che non dicevo nulla al passaggio successivo me l’ha toccata per bene. Al passaggio successivo si è fermato ed ha iniziato ad accostare il costume ed a toccarmi le grandi labbra insinuando un dito tra di loro.
Io “uhh… siii…. finalmente…”
In un’attimo di lucidità mi sono resa conto che qualcuno avrebbe potuto vedere dalle case vicino, perciò era meglio nascondersi dentro casa.
Io “Antonio adesso facciamo una pausa… Che ne dici se entriamo dentro casa?”
Antonio annuì. Aveva i pantaloncini che stavano per esplodere.
Appena entrati mi sono messa di fronte a lui con il mio viso a pochi centimetri dal suo con un’espressione seria, gli ho appoggiato una mano sul cazzo durissimo e gli ho chiesto “e questo? Ti ecciti spalmando la crema alla tua vicina?”
Antonio stupito dalla mia reazione ha balbettato qualcosa tipo “ma ma ma… io… pensavo… credevo…”
L’ho guardato negli occhi e gli ho risposto “ti capisco! Fin che la tua vicina è una troia come me!” e detto questo mi sono inginocchiata e gli ho tirato giù in un sol colpo pantaloni e mutande. Il suo cazzo era di discrete dimensioni per essere un ragazzino, era bagnato sulla punta a conferma che era molto eccitato. Gli ho dato qualche leccata e da pompinara navigata l’ho fatto sparire tutto all’interno della mia bocca. Lui ansimava, era eccitatissimo e dopo poco sento che mi dice “Eva attenta che sto per venire”
Io allora l’ho tirato fuori dalla bocca ed ho iniziato a leccarlo come un cono gelato per farlo durare leggermente di più e per prolungargli l’arrivo dell’orgasmo.
Dopo poco sento che dice “Eva toglitiii”
Io invece me lo sono rificcato tutto in bocca ed ho succhiato ed ingoiato tutto.
Mi sono alzata e gli ho detto “adesso che ne dici se andiamo sul letto, mi togli il costume e mi ripaghi con lo stesso trattamento?”. Senza aspettare risposta mi sono diretta in camera, lui era dietro di me.
Sento che mi slaccia il pezzo sopra da dietro la schiena, passa davanti e me lo sfila rimanendo quasi imbambolato ad osservare le mie grandi tette.
Poi scende e mi tira giù il pezzo.
Io mi stendo sul letto, piego ed allargo bene le gambe esponendogli bene la mia figa aperta e bagnata. Lui si avvicina ed inizia a leccarmela. La sua inesperienza mi faceva godere ancor di più. Pensare che ero la prima che leccava mi eccitava da morire. L’ho guidato un po’ ed imparava velocemente. Non ho resistito a lungo nemmeno io e sono venuta nella sua bocca.
Si è alzato in piedi ed ho visto che ce l’aveva di nuovo durissimo. L’ho fatto stendere sul letto, gli sono salita sopra e mi sono impalata. Ho iniziato a cavalcarlo. Lui da steso vedeva le mie tette ballonzolare, ha allungato le mani ed ha iniziato a palparmele ed a strizzarmi i capezzoli.
Essendo venuto una volta stava resistendo molto di più di prima così sono riuscita a farmi una bella cavalcata.
Stavo per venire e mi sono resa conto che anche a lui non mancava molto così gli ho detto di venirmi pure dentro che prendevo la pillola. Siamo venuti contemporaneamente.
Eravamo stesi uno di fianco all’altro quando mi chiede “Eva, posso guardarti il culo? Mi è sempre piaciuto il tuo culo!”
Io “certo che puoi!”. Mi sono messa a pancia sotto e gli ho detto “mettiti dietro di me così lo vedi meglio”.
L’ha fatto ed io mi sono messa a pecorina facendoglielo vedere tutto bello aperto. Aveva di nuovo il cazzo durissimo! Beata gioventù!
Io “ti piacerebbe provarlo?”
Antonio “si”
Io “ok, ma prima me lo devi leccare bene per lubrificarlo. Lo lecchi fin che non senti che il buchino diventa più rilassato e ci infili dentro un po’ di lingua”
Ha iniziato e se la cavava piuttosto bene. A me poi piace tantissimo quando mi si lecca il buco del culo.
Io sentendo che iniziava a penetrarmi con la lingua “ecco sono pronta, adesso posizionalo ed entra lentamente”.
Lui si è posizionato ma la foga di un ragazzino è tutt’altra cosa dell’entrare lentamente. In un paio di secondi ce l’avevo tutto dentro. Ha iniziato a fottermi il culo, ci dava che era una meraviglia.
Mi sono messa una mano sulla figa ed ho iniziato a stimolarmi il clitoride. Con l’altra mi strizzavo i capezzoli.
Dopo un pel po’ Antono “siii mi piace il tuo culo!”
Io “e sentirai tra poco quando verrò come ti piacerà, ti sembrerà che te lo munga”.
Dopo pochi altri affondi infatti sono venuta e le contrazioni hanno stretto anche il canale posteriore facendo venire all’istante Antonio.
Eravamo esausti, avevo goduto in tutti i buchi.