I suoi calzini

I suoi calzini

Spread the love

Sono Marco, ho 27 anni, di lavoro faccio le pulizie, lavoro per un’impresa. Tra i nostri clienti c’è Marta, una signora 35enne, molto bella, è alta più o meno 1,70, è bionda con i capelli lunghi e gli occhi azzurri, le labbra sono un po’ sporgenti ma non troppo. Di seno avrà una quarta, il culo è bello sodo anche quello e le gambe sono lunghe e affusolate. L’ho vista più di una volta con dei sandali di quelli aperti ed ha dei piedini favolosi e io adoro i piedini femminili!
Facciamo le pulizie nel suo appartamento 2 volte a settimana. L’incaricata è Simona, io sono la riserva, se Simona non c’è provvedo io. Marta è stata chiara che non dovrebbero esserci state altre persone che entrassero nel suo appartamento.
La scorsa settimana mi chiamano dalla ditta e mi dicono che Simona aveva la febbre e che il mattino seguente sarei dovuto andare io a pulire l’appartamento di Marta. Dovevo arrivare alle 8.30, poco dopo che lei sarebbe uscita così non le sarei stato d’intralcio.
Puntuale alle 8.30 sono arrivato, doveva essere uscita da poco, c’era ancora il suo profumo nell’aria, un buon profumo. Quel profumo mi ha catturato, ho iniziato a pensare a lei e poi ha preso il sopravvento il mio aspetto depravato: sono andato in camera sua a vedere se aveva lasciato in giro la biancheria ma non c’era nulla, perciò sono andato diretto in bagno, ho aperto il cesto dei panni sporchi e… bingo! Sopra di tutto c’erano un paio di calzini, li ho presi subito in mano e me li sono portati al naso, odoravano ancora dei suoi piedi. Avevo il cazzo durissimo. Ero eccitatissimo, più li annusavo e più mi immaginavo di leccarle i piedi. Non ho resistito, ho preso uno dei due calzini e l’ho infilato sul mio uccello. Con una mano tenevo l’altro sul naso continuando ad odorarlo e fin che pensavo a lei mi menavo l’uccello con addosso il calzino. Ero eccitatissimo e dopo pochissimo tempo sono venuto imbrattando il calzino di sborra. Li ho rimessi dentro il cesto della biancheria pensando che dopo aver fatto il resto delle faccende avrei potuto avviarle una lavatrice così, oltre a ringraziarmi per la cosa non si sarebbe accorta di nulla.
Avevo perso tempo e le cose da fare erano molte, perciò facevo tutto di fretta e tra una cosa e l’altra mi sono scordato i calzini e così non ho fatto la lavatrice lasciando il calzino imbrattato nel cesto della biancheria.
Nel tardo pomeriggio un flash mi ha fatto pietrificare, mi ero ricordato del calzino. Cosa potevo fare? Nulla, ormai non potevo andare a casa sua, magari era già rientrata o mi avrebbe beccato fuori orario chiedendosi cosa ci facevo la.
Speravo che non facesse subito la lavatrice e così il calzino si sarebbe asciugato.
Il mattino seguente tutto tranquillo, se avesse fatto reclamo mi avrebbero già contattato, perciò mi tranquillizzai. Nel pomeriggio mi avvisarono che Simona stava ancora male e perciò l’indomani dovevo tornare a fare le pulizie in quell’appartamento.
Il mattino seguente sempre puntuale alle 8.30 arrivo e non resisto, torno in bagno, apro il cesto della biancheria e trovo altri calzini, sapevano un odore buonissimo dei suoi piedini. Avevo di nuovo il cazzo durissimo.
Decido di rifarmi una sega con il calzino ma stavolta sarei stato più attento, non lo avrei sporcato. Mi abbasso pantaloni e mutande, mi infilo un calzino sul cazzo e l’altro lo porto al naso ed inizio a masturbarmi ma lo faccio lentamente, voglio godermi fino in fondo quel profumo.
Io non lo sapevo ma Marta aveva trovato il calzino imbrattato di sborra 2 giorni prima e avendo capito cos’era successo non aveva protestato, voleva piuttosto prendermi con le mani nella marmellata. Poco dopo infatti è rientrata, aprendo la porta molto lentamente per fare molto piano e non farsi sentire e con un passo felpato è arrivata davanti alla porta del bagno. Si è ritrovata davanti me con i pantaloni e le mutande alle caviglie, che mi stavo mendando l’uccello con infilato un suo calzino e con l’altra mano tenevo l’altro calzino appiccicato al naso, il tutto con gli occhi chiusi immaginandomi i suoi piedini.
Non vi dico lo shock che ho avuto quando, convintissimo di essere solo, ho sentito pronunciare “ma bravo il maiale!”.
Io all’istante ho perso almeno 5 anni di vita, credevo di fare un infarto. Farfugliando cose senza senso ho buttato a terra i calzini ed ho fatto per rivestirmi quando mi ha fermato dicendomi: “fermo! Non ti vestire! Anzi, spogliati completamente!” e poi ha continuato “depravato che non sei altro, adesso ti faccio vedere io…”
Io mi sono spogliato, temevo per quello che mi voleva fare, non potevo ribellarmi perché le bastava una telefonata ed avrei perso il posto di lavoro. Mi sono spogliato completamente e tenendomi le mani davanti l’uccello ormai moscio l’ho guardata con un’espressione interrogativa. Era vestita con una maglietta un po’ aderente ed una minigonna da metà coscia. Ai piedi delle infradito che mettevano in mostra due piedi bellissimi.
Le ho chiesto “cosa mi vuoi fare?”
Marta “visto che ti piace l’odore dei piedi adesso ti distendi sul pavimento ed io ti metterò un piede alla volta sulla faccia e tu me lo pulirai per bene! Sono due giorni che non li lavo, volevo godermi questa situazione!”
Mi stendo per terra tenendo le mani a coprire il mio cazzo. Le avrei leccato i piedi, in un’altra situazione ce l’avrei già avuto durissimo ma quella situazione era troppo imbarazzante.
Lei mi si avvicina e mi dice “togli le mani dal cazzo! Mettile sopra la testa ed apri le gambe”
Io obbedisco, sono completamente esposto. Lei mi arriva in piedi di fianco la mia testa. Ha le gambe chiuse, dalla mia angolazione le vedo un paio di centimetri sopra l’orlo della gonna e basta.
Mi guarda e portandomi il piede sulla faccia dice “leccalo e puliscilo per bene!”
Aveva un’odore che mi piaceva tantissimo, ho iniziato a leccarlo con molta cura, prima partendo dalla pianta del piede. Iniziavo ad eccitarmi, sentivo il cazzo che iniziava a gonfiarsi, lei se ne sarebbe accorta subito. Alzando gli occhi per cercare il suo sguardo, adesso che per mettermi il piede in faccia non ha più le gambe unite, vedo sotto la gonna… Non porta le mutandine! Dalla mia posizione si vede la figa completamente depilata! Sgrano gli occhi e lei si accorge di cosa sto guardando e mi dice “maiale! Pensa a pulirmi i piedi!”
Io ubbidisco e finita la pianta del piede inizio a leccarle e succhiarle per bene le dita passando la lingua anche tra le dita.
Marta “devo ammettere che sei bravo a leccare i piedi. Adesso tieni l’altro” e mi mette in faccia quell’altro.
Io ero eccitatissimo, ormai il mio cazzo era durissimo.
Marta “guarda che razza di pervertito, mi lecchi i piedi ed hai il cazzo in tiro! Adesso pensa al mio piede che poi mi devi fare da bidet!”
Cazzo, non ci potevo credere, mi aveva appena detto che le avrei leccato la figa?
Mi dedico con molta cura al suo piedino pulendolo per bene. Quando ho finito si complimenta per il livello di pulizia. Poi si abbassa, si mette a quattro zampe e tirandosi su la gonna per dietro mi dice “adesso vediamo come te la cavi come bidet, leccami il buco del culo!”
Non ci credevo! Mi sono messo dietro di lei ed ho iniziato a leccarglielo, con una mano lo allargavo ancor di più, l’altra mano l’ho portata al mio uccello ma lei mi ha subito fermato dicendomi “non provare a masturbarti! Adesso devi pensare a me!”
Io ho obbedito e prese le sue natiche con entrambe le mani le ho allargate ancor di più ed ho continuato a leccare quel culo meraviglioso. Ogni tanto le scappava qualche gemito, io continuavo nella mia opera e sentivo che la parte si stava rilassando, ogni tanto premevo anche la lingua e facevo come per farla entrare. Un paio di volte sono sceso leggermente sul perineo e lei invece di fermarmi ha emesso dei mugolii.
Marta “mamma mia, sei bravo come bidet! Adesso devi pulirmi per davanti, stenditi a terra sotto di me!”
Mi sono steso portando la testa sotto il suo culo. Lei si è abbassata fino a mettermi la figa praticamente in bocca. Ho iniziato a leccarla in ogni centimetro, gliela facevo girare attorno al clitoride, la penetravo con la lingua, poi fin che le succhiavo il clitoride la penetravo con le dita. Lei ha iniziato a sospirare sempre più forte fin che l’ho sentita vibrare sopra la mia faccia e mi ha letteralmente inondato la bocca.
Si è alzata e mi ha detto “bene, ti sei dimostrato all’altezza. Adesso vieni in soggiorno che ho una sorpresa per te!”
Lei era soddisfatta ma io ero eccitatissimo, avrei dato non so che cosa per potermi almeno masturbare. Arrivati in salotto mi dice “stenditi ai piedi del divano”
Pensavo che adesso volesse usarmi come poggiapiedi… Invece si siede sul divano e mi dice “sei stato molto bravo, ben al di sopra delle mie aspettative, perciò ti meriti un premio e so che pervertito come sei lo gradirai molto” e così dicendo ha portato i suoi favolosi piedini sul mio uccello ed ha iniziato a masturbarmi con i piedi. Non ci credevo, il sogno di una vita, venir masturbato con un paio di piedi bellissimi!
Fin che lo faceva ho iniziato ad accarezzarle una gamba ma mi ha fermato subito “non prenderti queste confidenze!”
Allora ho smesso e mi sono goduto quella sega incredibile che mi stava facendo. Ogni tanto uno dei due piedi me lo metteva in bocca sapendo che la cosa mi eccitava.
Dopo un po’ stavo per venire e l’ho avvertita. In modo molto sapiente ha finito di masturbarmi con i piedi facendo in modo da non sporcarseli di sborra.
Io ero molto soddisfatto.
Lei mi ha messo i piedi in faccia e mi ha detto “sciaquali, non vorrai mica che rimanga con l’odore del tuo cazzo sui miei piedi?”
Ho iniziato a leccarglieli ed in pochissimo tempo ero di nuovo duro. Lei se ne accorge e mi dice “ma guarda che razza di pervertito!”
Toglie i piedi e dice “Bene! Adesso io esco, tu finisci di fare le pulizie!” Ed è uscita senza nemmeno salutarmi.